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sulla riforma delle pensioni
LEGGE DELEGA SULLA RIFORMA DELLE PENSIONI
Il 28 luglio 2004è stata approvata la legge delega sulla riforma delle pensioni. La maggior parte delle novità introdotte
dalla riforma saranno operative dal 2008, mentre il primo provvedimento previsto
entro il corrente anno sarà quello relativo all'incentivo per il posticipo della
pensione.
LE NOVITA' DELLA LEGGE:
Pensione di anzianità
Fino al 2007 resteranno in vigore le norme attualmente in vigore.
Dal 2008 i lavoratori dipendenti potranno andare in pensione con 35 anni di
contributi e 60 anni di età; i lavoratori autonomi con 35 di contributi e 61 di
età. Per tutti è prevista la possibilità di andare in pensione con 40 anni di
contributi a prescindere dall'età.
Dal 2010 i requisiti diventeranno 35 + 61 per i lavoratori dipendenti e 35 + 62
per quelli autonomi (oppure 40 anni di contributi).
Dal 2014, oltre ai 35 anni di contributi, serviranno 62 anni di età per i
dipendenti e 63 per gli autonomi (oppure 40 anni di contributi).
Le donne avranno la possibilità di andare in pensione, anche dopo il 2008, con i
requisiti previsti dalla normativa attualmente in vigore (35 + 57), ma la
pensione sarà interamente calcolata con il sistema contributivo.
Dal 2008 le finestre di uscita saranno ridotte da quattro a due (1° gennaio e 1°
luglio).
Pensione di vecchiaia
Per le pensioni liquidate con il sistema retributivo non cambia nulla.
Dal 2008 per le pensioni liquidate esclusivamente con il sistema contributivo
l'età pensionabile sarà elevata da 57 a 65 anni di età per gli uomini e 60 per
le donne (in alternativa si potrà andare in pensione con il solo requisito
contributivo di 40 anni).
Incentivo per il posticipo
Fino al 2007 i dipendenti del settore privato, in possesso dei requisiti per
la pensione di anzianità previsti dalla normativa attualmente in vigore,
potranno rinviare il pensionamento usufruendo di un bonus esentasse pari al
32,7% della retribuzione lorda.
Questa parte della riforma entra in vigore da subito.
TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO:
Alcune precisazioni:
1. La Legge non è ancora operativa.
Perché sia operativa, sono necessari i decreti attuativi che il Governo non ha
ancora emanato; si prevede ancora qualche tempo prima che siano approvati.
2. 6 mesi di tempo per decidere.
Dalla pubblicazione dei decreti attuativi il lavoratore avra’ 6 mesi di tempo
per esprimere la la propria decisione con la formula del silenzio-assenso.
3. La norma in discussione prevede che il lavoratore esprima la propria
volonta’ decidendo di:
ADERIRE = (assenso), quindi versare il T.F.R. che maturerà, in uno dei fondi
esistenti nel proprio settore ( esempio FONCHIM, FONDOGOMMA, FONDAPI, FOPEN,
PEGASO, ecc..) oppure in uno dei fondi bancari, assicurativi o regionali (questo
e’ quello che vorrebbe il Governo) coloro che sono gia’ iscritti ad un fondo e
versano solo una parte del T.F.R. possono chiedere di versare tutto il T.F.R.
che matureranno.
NON ADERIRE = (dissenso) a nessun fondo, in tal caso la proposta del Governo non
precisa cosa succederebbe, (resta nelle tasche delle aziende, viene versato in
un fondo speciale nell’INPS, o nei fondi regionali che alcuni propongono di far nascere in
alternativa a quelli dei settori?).
TACERE = (silenzio) in tal caso il lavoratore si troverebbe nella situazione
peggiore.
La legge non precisa cosa potrebbe avvenire, ( se esiste il fondo di settore
potrebbe essere versato in quel fondo, se non esiste verrebbe creato un fondo
residuale presso INPS?).
Aderire ai fondi settoriali contrattuali significa avere la possibilita’ di
controllare democraticamente l’uso dei soldi dei lavoratori contro le
speculazioni finanziarie.
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