11 gennaio 2018 – Trentino, Corriere del Trentino

Lavoro e welfare, sindacati critici con la giuntaFugatti

I tre segretari di Cgil, Cisl e Uil hanno espresso ad una voce le loro perplessità:

«No al destinare maggiori risorse alle imprese, sottraendole ai dipendenti»

I sindacati trentini sono preoccupati da quella che a loro sembra una deriva peggiorativa da parte della giunta provinciale, sui del lavoro e del welfare. Per questo ieri hanno espresso davanti ai giornalisti, nella sede della Cisl, in conferenza stampa unitaria, perplessità e critiche. Hanno preso la parola i tre segretari, Franco Ianeselli per la Cgil, Lorenzo Pomini per la Cisl e Walter Alotti per la Uil. Il quadro è quello di un bilancio provinciale che perde circa 700 milioni di euro l’anno, ovvero i 400 milioni di stanziamento straordinario residuo delle precedenti trattative col Governo, 250 milioni dovuti ai danni del maltempo di fine ottobre, di cui solo 25 milioni pare arrivino da Roma, e i famosi 70 milioni di euro persi per via della flat tax inserita nella Legge di Bilancio, votata anche da Fugatti, come parlamentare. Al centro dell’analisi critica c’è l’atteggiamento della giunta Fugatti, che secondo il sindacati è omologato al quadro nazionale, con un’abdicazione alle prerogative migliorative dell’Autonomia, ritenuta grave e inaccettabile. “Chiediamo che le risorse risparmiate sul reddito di garanzia siano reinvestite sul welfare, sui servizi sociali, sulle politiche di conciliazione lavoro/famiglia, per una gestione attenta dei lavori socialmente utili, che sembrano invece venir messi in discussione dalla giunta. ha commentato Ianeselli Constatiamo che abbiamo un differente modo di concepire il welfare, noi e Fugatti e i suoi assessori. Loro dicono che è ora di pensare di più alle imprese ma questo è già stato fatto in passato con interventi positivi, largamente finanziati coi soldi pubblici, concordati fra sindacati, parti sociali e precedenti giunte provinciali. Non si devono sottrarre risorse ai lavoratori o dedicarle a interventi assistenzialistici, che non generino attivazione lavorativa. Inoltre non si deve, come sembra voler fare la giunta Fugatti, appiattire il concetto del welfare alla dimensione della promozione della natalità”. Non c’è contraddizione fra investire sul welfare ampio e favorire la crescita economica, sintetizza il leader della Cgil. Lorenzo Pomini ha ricordato quanto sia stato essenziale in passato il contributo delle parti sociali, sindacali e datoriali, nel costruire le politiche per il lavoro ed economiche, contributo che adesso sembra poco significativo per l’attuale Giunta. “Abbiamo avuto incontri superficiali finora con la Giunta di Fugatti – spiega Alotti -Aspettiamo ancora le prossime date per altri incontri”. Il 14 gennaio ci sarà un incontro sul tema dei tagli ai servizi di accoglienza, dove come noto sono a rischio 150 posti di lavoro. L’incontro con l’assessora Segnana invece ancora non si è tenuto. Dopo la firma del Protocollo fra sindacati e Provincia per le donazioni di un ora di lavoro da parte dei lavoratori, per sostenere il ripristino dei danni dell’evento meteorologico di fine ottobre, tutto si è fermato. “Del resto – ha chiosato amaramente Ianeselli – l’assessore all’ Economia Spinelli ha più volte detto che in passato troppo si sono ascoltati i sindacati”. Fra le priorità indicate ieri c’è la realizzazione del tunnel del Brennero, la ricostituzione della filiera del legno dopo il disastro di ottobre e la questione Valdastico, per la quale se davvero realizzata non si sa dove si prenderanno i soldi.

Scarica il pdf: welfare ART 110119