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NOTIZIE > Lettera aperta ai consiglieri provinciali

Trento, 7 febbraio 2006

Gentile Consigliere Provinciale,

come Lei sa oggi il Consiglio provinciale inizia ad esaminare il disegno di legge cosiddetto di “Riforma Istituzionale”. 
La Uil del Trentino è profondamente contraria alla riforma proposta, che consideriamo inadeguata ed insufficiente rispetto alle esigenze di una moderna ed efficiente pubblica amministrazione. Per questa ragione Le chiediamo di non votarla.

E’ almeno da 15 anni che la Uil, assieme a gran parte del mondo politico e di tutto il sindacato(per non parlare degli imprenditori), chiede una pubblica amministrazione meno burocratica, più efficiente, meno costosa e più vicina ai bisogni del cittadino e dell’impresa. Quindi non si meravigli della nostra contrarietà ed insistenza, visto che la riforma che sta per andare in discussione in Consiglio provinciale è invece tutto fuorché questo.

Il trasferimento di competenze dalla Provincia ai Comuni è solo uno degli aspetti essenziali della riforma, ma non l’unico, e forse nemmeno il principale. La riforma rappresenta l’occasione(per l’appunto attesa da anni) di metter mano al funzionamento della P.A.per renderla meno burocratica, più efficiente e meno costosa. In prospettiva meno costosa, ma non perché pensiamo che privato sia meglio e siamo per ridurre la presenza della pubblica amministrazione, tuttaltro! Siamo però consapevoli che le risorse sono limitate e che la spesa corrente di finanza locale, dopo quella della sanità, è la spesa più importante e quella che è cresciuta maggiormente negli ultimi anni. Quindi un discorso di responsabilità per rendere più efficiente l’intero complesso della P.A.. Volontà - questa - che dovrebbe essere perseguita da chi ne ha il potere e l’investitura elettorale diretta, non – ce ne rendiamo conto - da un sindacato dei lavoratori.
Invece niente, si tira a campare, da anni si promette lo sportello unico ma non lo si realizza, non ci si dota di una vera e seria politica del personale e si vive alla giornata lasciando che siano i dipendenti, con la loro buona volontà, a supplire ad un disegno di efficienza e di qualità che manca. Si blocca il turn over, ma senza sapere nulla delle reali esigenze del personale e della macchina pubblica e quindi senza nemmeno cercare di disporre nuovi assetti più efficaci.
Si accettano polemiche strumentali sull’eccessivo numero dei dipendenti pubblici, ma non si muove una foglia per sostenerne il ruolo fondamentale, e tanto meno per motivarli e riqualificarli. Mentre in tutto il mondo si investe in capitale umano e in gestione delle risorse umane, la Pubblica Amministrazione trentina sembra anche essersi dimenticata di avere diverse decine di migliaia di dipendenti, che poi inevitabilmente diventano i responsabili di questa cattiva politica.
Questo in un territorio dove esistono 4 livelli istituzionali: la Regione, la Provincia e i suoi tanti Enti funzionali, i Comprensori (domani le Comunità di Valle) e 223 Comuni.

La collettività trentina, crediamo, difficilmente viene affascinata da un nuovo assetto istituzionale così oscuro, ma capisce molto bene i ritardi e le inefficienze nella prestazione dei servizi e i costi della mancata razionalizzazione della macchina pubblica. Ancora di più si sente coinvolta quando si chiede poi ai cittadini un maggior contributo economico per lo svolgimento di alcune fondamentali funzioni pubbliche (che siano i trasporti pubblici o i ticket sanitari, gli asili nido o la tassa sulla non autosufficienza).

Perché come Uil siamo contrari alle Comunità di Valle? 
Perché anche se fosse a costo zero (cosa di cui dubitiamo fortemente e che sarebbe bene non lasciare ad una indefinita e pericolosa verifica postuma), non contribuisce minimamente a rendere più semplice ed efficiente il sistema pubblico. Non lo sburocratizza e, in prospettiva, non garantisce quella razionalizzazione che non solo potrebbe rendere più efficienti le nostre istituzioni, ma anche realizzare una leggera, ma progressiva e costante diminuzione della spesa corrente.

Cosa si potrebbe fare in alternativa?
Né più ne meno di quello che hanno già elaborato e proposto i predecessori dell’Assessore Bressanini: la consorziazione incentivata,e in certi casi ,diciamo noi anche forzata, se necessario, per la gestione di alcune competenze che transiteranno dalla PAT ai Comuni.
La nostra posizione non è, come qualcuno vorrebbe scioccamente far credere, a favore della cancellazione e per l’accorpamento forzato dei Comuni minori, viceversa noi vorremmo salvaguardare l’esistenza dei Comuni, ma modulandone le competenze affidate a seconda della loro propensione a gestire comunemente alcuni servizi che non possono essere condotti con efficienza economica al di sotto di alcune soglie dimensionali. Tra l’altro posizione molto più rispettosa del ruolo e dell’autonomia dei Comuni, che, con le Comunità di Valle,si vedranno espropriate del vero potere decisionale. 
Insomma non chiediamo niente di più di una riforma ragionevole e responsabile che coinvolga tutti e faccia l’interesse dei cittadini e non della politica e degli Amministratori.

Ci auguriamo, per il bene del Trentino, di sbagliare la previsione sugli esiti di questa riforma non riforma, ma conserviamo inalterata la nostra contrarietà e preoccupazione sugli esiti finali, e le prese di posizione dell’Assessore Bressanini, caso mai, rafforzano questa nostra convinzione. 
La nostra richiesta è che questo disegno di legge non venga approvato, ma nel caso in cui questo nostro appello dovesse rimanere inascoltato, la nostra opposizione resterà ferma fino all’ipotesi di un referendum abrogativo, seppur molto tormentato e di difficile realizzazione.

Nel ringraziarLa dell’attenzione Le porgiamo i più distinti saluti.

Ermanno Monari
Segretario Generale
Uil del Trentino

 

 
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