NOTIZIE > Forum “a tempo” che
individui gli obiettivi condivisi
PRESIDENTE GIUNTA PROVINCIALE
P.zza Dante, 15
Trento, 11.7.2007
- COORDINAMENTO IMPRENDITORI
Via Solteri, 8
- ASSOCIAZIONE INDUSTRIALI
Viale Degasperi, 77
- ASSOCIAZIONE ARTIGIANI
Via Brennero, 182
- UNIONE COMMERCIO E TURISMO
Via Solteri, 8
- CONFESERCENTI DEL TRENTINO
Via Maccani, 107
- FEDERAZIONE TRENTINA DELLE COOPERATIVE
Via Segantini, 10
- UNIONE CONTADINI
Via Giusti, 40
- CONFAGRICOLTURA
Via Maccani, 199
- C.G.I.L.
Via Muredei, 8
- C.I.S.L
- Via S.Croce, 12
LORO SEDI
Trento, 11.7.2007
A un po’ di tempo di distanza della 2a edizione del Festival
dell’Economia e in relazione al tema trattato in quella occasione:
“Capitale umano, capitale sociale” riteniamo di avanzare una
proposta concreta che potrebbe, valorizzando il capitale sociale ed
il capitale umano, aiutare la crescita economica e il benessere
sociale del Trentino, oltre a combattere anacronistiche
discriminazioni.
Come abbiamo appreso anche nei giorni di dibattito al Festival, la
coesione rappresenta un valore aggiunto del capitale sociale. La
nostra proposta parte proprio dall’auspicio della maggiore coesione
possibile per valorizzare un capitale umano fondamentale; quello
femminile”.
Un vero e proprio patto sociale forte, chiaro negli obiettivi e nei
tempi di realizzazione, tra la Pubblica Amministrazione, gli
Imprenditori ed il Sindacato, dove ognuno si assume degli impegni
precisi, con tempi precisi per realizzarli.
La Provincia di Trento si pone tra le più avanzate del nostro Paese
circa il tasso di occupazione femminile, ma è ancora molto lontana
dai più evoluti Paesi Europei in termini di opportunità, di parità,
di servizi sociali dedicati e previsioni contrattuali circa gli
specifici problemi che riguardano il lavoro femminile.
Ciò che proponiamo è molto semplice. Una specie di forum “a tempo”
che individui gli obiettivi condivisi, i soggetti tenuti a
realizzarli e i tempi necessari per renderli concreti ed operativi.
A proposito di servizi già molti anni fa lanciammo la proposta di
realizzare più asili nido, soprattutto aziendali o interaziendali
(magari iniziando dai BIC). Da allora è passato molto tempo, sono
sorti nuovi asili nido non pubblici e un solo nido aziendale: quello
dell’Università. Qualcosa si muove, ma ancora troppo lentamente.
Soprattutto quello che rende ancora inadeguata l’offerta di nidi
sono le tariffe praticate. Se più di 400 donne trentine lasciano il
lavoro entro il primo anno di vita del bambino una ragione c’è. Essa
è da ricercare in parte su una scarsità dei servizi, ma soprattutto
su tariffe che rendono più conveniente il licenziamento e quindi, la
perdita di reddito, all’esborso di 400 o 500 euro al mese di retta.
La prima cosa da fare – e la deve fare la pubblica amministrazione –
è quindi quella di dimezzare le rette per le famiglie a basso e
medio reddito.
La seconda questione è quella di impegnarci tutti a realizzare e
rendere operativi nuovi asili, soprattutto aziendali. Vi sono grandi
opportunità anche economiche – mai colte – che vengono offerte da
leggi nazionali e dal sistema creditizio nazionale, (vedi
l’iniziativa PAN della Banca Intesa), che è assurdo non cogliere.
Altra questione urgente, alla quale tutti siamo chiamati alla
medesima responsabilità, è rappresentata dalla formazione
professionale. Le oltre 400 donne che, secondo i dati dell’Agenzia
del lavoro, abbandonano ogni anno il lavoro nel primo periodo di
vita del bambino per le ragioni che abbiamo ricordato prima, hanno
grande difficoltà a rientrare nel mercato del lavoro. Senza percorsi
di formazione e riqualificazione professionale mirati e condivisi,
senza l’impegno del sistema pubblico e di quello delle parti sociali
attraverso il sistema della bilateralità, ogni sforzo sarà vano e il
tasso di occupazione femminile, anziché raggiungere i livelli
svedesi, rischia di arretrare a quelli di condizioni sociali
economiche e culturali molto diverse dalle nostre.
Queste, semplicemente, ci appaiono le questioni fondamentali per
rilanciare il lavoro femminile, la parità di genere e lo sviluppo
economico del Trentino.
Su queste questioni, senza rivendicare paternità alcuna, ma con
molta umiltà, chiediamo un impegno di tutti i soggetti in indirizzo.
Se vi fosse una disponibilità di massima da parte di tutti chiediamo
venga reciprocamente segnalato in forma scritta ad ogni soggetto,
chiedendo alla Giunta Provinciale di farsi carico del coordinamento
e dell’individuazione di una data utile per riunire i soggetti
interessati ed iniziare così il percorso proposto.
In attesa di cortese riscontro, si coglie l’occasione per inviare
distinti saluti.
Ermanno Monari
Segretario Generale
UIL del TRENTINO
|