|
|
|
Gli esiti della consultazione.
Avevamo ragione Noi!
Ieri è scaduto il termine ultimo per l’approvazione
dell’iniziativa innovativa proposta dalla deliberazione PAT 533 del
16 marzo. Gli insegnanti delle scuole secondarie di II grado (le
Superiori) hanno restituito al mittente il pacco dono offerto
dall’Assessorato: ore da 50’ a fronte di un recupero di 70 ore
annue.
I Collegi si sono trovati a decidere tra due modelli di offerta
didattica:
unità orarie da 60’, con la conseguente riduzione immediata e
rilevante delle discipline proposte;
unità orarie da 50’, con la conseguente diminuzione delle materie
curricolari a fronte dell’aumento esponenziale di iniziative
extracurricolari (personalizzate?), atte ad integrare la proposta
complessiva.
A conti fatti ed a verifiche concluse, risulta che 685 insegnanti
hanno votato a favore della proposta provinciale, 299 l’hanno
respinta. Il dato più significativo sta nei 1224 professori (più 10
interi Collegi docenti) che hanno seguito le indicazioni della UIL
Scuola: l’astensione come strumento per sottrarsi all’evidente
ricatto posto in essere dalla Giunta Provinciale.
Ricordando poi, che la stragrande maggioranza delle scuole aveva già
modelli con decurtazione oraria nel piano dell’offerta formativa, il
voto contrario o di astensione manifesta una protesta vivace contro
Assessore e Organizzazioni Sindacali che hanno condiviso l’accordo.
Pur tuttavia, oggi l’Amministrazione provinciale si fa forte delle
ratifiche finali, effettuate dai Consigli dell’Istituzione, che
hanno di fatto azzerato le scelte didattiche espresse dagli
insegnanti.
Appaiono, a questo punto, necessarie alcune precisazioni.
La LP 5/06, all’articolo 24, riporta con precisione la competenza
esclusiva del Collegio dei Docenti nel “deliberare la parte
didattica” del progetto d’istituto. Ricordiamo che la deliberazione
è un atto giuridico di competenza esclusiva del collegio dei docenti
che, per ciò stesso, assume carattere di parere obbligatorio e
vincolante. Secondo questa interpretazione un Consiglio
dell’Istituzione non potrebbe mai revocare o invalidare (di fatto
annullare) una deliberazione relativa alla parte didattica approvata
dal Collegio Docenti.
Dai “ribaltoni” tra organi di autogoverno della scuola, si possono
ricavare due ragionamenti conseguenti.
a) le deliberazioni del Consiglio dell’Istituzione (se diverse dalle
proposte del Collegio dei Docenti) dovrebbero essere fondate
esclusivamente su motivi organizzativi e comunque esterni alla
didattica; da questa definizione possono nascere interessanti
conseguenze giuslavoristiche;
b) “l’iniziativa innovativa” provinciale, supportata dalla sola
volontà Consiliare, si ridurrebbe a mera rimodulazione organizzativa
dell’orario di studenti e di insegnanti; come afferma il Presidente
della Giunta Provinciale su “L’Adige” del 22 aprile, in prima
pagina: “…una discussione sulle ore, che è questione organizzativa.”
Se tutto questo disegno trentino si riducesse a mera organizzazione,
perché così gran parlare di riforma? E i Collegi docenti?
Sicuramente sono mancate chiarezza e trasparenza nelle proposte
avanzate via via dal Governo Provinciale. Oggi lo sforzo di tutti
deve essere rivolto a riportare elementi di certezza per studenti e
famiglie: un’offerta formativa che non si traduca in accanimento
verso ragazzi e docenti.
Da sempre convinta che l’efficacia del lavoro dell’insegnante non si
calcoli a minuti, la UIL Scuola, in tempi non sospetti (settembre
2008 – agosto 2009), ha posto sul tavolo anche contrattuale temi
quali, ad esempio, qualità professionale degli insegnanti e percorsi
di formazione e aggiornamento, rendicontabilità del lavoro e
valutazione dell’offerta formativa dell’istituzione scolastica.
Gli spazi offerti dalla riforma degli assetti contrattuali, tra
l’altro, permetterebbero di rivedere le quote del Fondo d’istituto
al fine di incentivare le diverse sperimentazioni innovative.
Per questa via, con e non contro i docenti, è possibile riannodare i
fili per un dialogo. Naturalmente che non siano nodi scorsoi per
nessuno.
Segreteria Provinciale UIL Scuola del Trentino.
|
|