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Notizie UIL Scuola › 22 dicembre 2009

 
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Gli esiti della consultazione. Avevamo ragione Noi!

Ieri è scaduto il termine ultimo per l’approvazione dell’iniziativa innovativa proposta dalla deliberazione PAT 533 del 16 marzo. Gli insegnanti delle scuole secondarie di II grado (le Superiori) hanno restituito al mittente il pacco dono offerto dall’Assessorato: ore da 50’ a fronte di un recupero di 70 ore annue.
I Collegi si sono trovati a decidere tra due modelli di offerta didattica:
­ unità orarie da 60’, con la conseguente riduzione immediata e rilevante delle discipline proposte;
­ unità orarie da 50’, con la conseguente diminuzione delle materie curricolari a fronte dell’aumento esponenziale di iniziative extracurricolari (personalizzate?), atte ad integrare la proposta complessiva.
A conti fatti ed a verifiche concluse, risulta che 685 insegnanti hanno votato a favore della proposta provinciale, 299 l’hanno respinta. Il dato più significativo sta nei 1224 professori (più 10 interi Collegi docenti) che hanno seguito le indicazioni della UIL Scuola: l’astensione come strumento per sottrarsi all’evidente ricatto posto in essere dalla Giunta Provinciale.
Ricordando poi, che la stragrande maggioranza delle scuole aveva già modelli con decurtazione oraria nel piano dell’offerta formativa, il voto contrario o di astensione manifesta una protesta vivace contro Assessore e Organizzazioni Sindacali che hanno condiviso l’accordo.
Pur tuttavia, oggi l’Amministrazione provinciale si fa forte delle ratifiche finali, effettuate dai Consigli dell’Istituzione, che hanno di fatto azzerato le scelte didattiche espresse dagli insegnanti.
Appaiono, a questo punto, necessarie alcune precisazioni.
La LP 5/06, all’articolo 24, riporta con precisione la competenza esclusiva del Collegio dei Docenti nel “deliberare la parte didattica” del progetto d’istituto. Ricordiamo che la deliberazione è un atto giuridico di competenza esclusiva del collegio dei docenti che, per ciò stesso, assume carattere di parere obbligatorio e vincolante. Secondo questa interpretazione un Consiglio dell’Istituzione non potrebbe mai revocare o invalidare (di fatto annullare) una deliberazione relativa alla parte didattica approvata dal Collegio Docenti.
Dai “ribaltoni” tra organi di autogoverno della scuola, si possono ricavare due ragionamenti conseguenti.
a) le deliberazioni del Consiglio dell’Istituzione (se diverse dalle proposte del Collegio dei Docenti) dovrebbero essere fondate esclusivamente su motivi organizzativi e comunque esterni alla didattica; da questa definizione possono nascere interessanti conseguenze giuslavoristiche;
b) “l’iniziativa innovativa” provinciale, supportata dalla sola volontà Consiliare, si ridurrebbe a mera rimodulazione organizzativa dell’orario di studenti e di insegnanti; come afferma il Presidente della Giunta Provinciale su “L’Adige” del 22 aprile, in prima pagina: “…una discussione sulle ore, che è questione organizzativa.”
Se tutto questo disegno trentino si riducesse a mera organizzazione, perché così gran parlare di riforma? E i Collegi docenti? Sicuramente sono mancate chiarezza e trasparenza nelle proposte avanzate via via dal Governo Provinciale. Oggi lo sforzo di tutti deve essere rivolto a riportare elementi di certezza per studenti e famiglie: un’offerta formativa che non si traduca in accanimento verso ragazzi e docenti.
Da sempre convinta che l’efficacia del lavoro dell’insegnante non si calcoli a minuti, la UIL Scuola, in tempi non sospetti (settembre 2008 – agosto 2009), ha posto sul tavolo anche contrattuale temi quali, ad esempio, qualità professionale degli insegnanti e percorsi di formazione e aggiornamento, rendicontabilità del lavoro e valutazione dell’offerta formativa dell’istituzione scolastica.
Gli spazi offerti dalla riforma degli assetti contrattuali, tra l’altro, permetterebbero di rivedere le quote del Fondo d’istituto al fine di incentivare le diverse sperimentazioni innovative.
Per questa via, con e non contro i docenti, è possibile riannodare i fili per un dialogo. Naturalmente che non siano nodi scorsoi per nessuno.

Segreteria Provinciale UIL Scuola del Trentino.