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Il commento della settimana › 22 dicembre 2009

 
Normativa scolastica
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› Sentenze


  Il commento
della settimana
 


 

La riforma Trentina

Esercitando gli spazi di autonomia (competenza primaria e quella concorrente), offerti dalla L.P. 5/06, il Governo provinciale ha posto in essere un suo disegno di riforma delle Secondarie di secondo grado (le “Superiori”).
Modifica del monte ore annuale dei Licei (930 ore) e degli Istituti Tecnici (990), estensione da 202 a 210 (35 settimane/anno) dei giorni scolastici di lezione, monte ore annuale articolato in unità di lezione di 50’, cancellazione degli istituti d’istruzione professionale: questi i punti salienti della delibera 2220 dell’11 settembre 09. A seguito della iniziativa provinciale, la UIL Scuola, di concerto con le altre OO.SS., si è mossa nel richiedere e ottenere dall’Assessore alcune garanzie: neutralità della delibera rispetto a organici e carichi di lavoro; mantenimento dell’offerta formativa degli istituti di istruzione professionale e delle relative cattedre.
Nel merito ricordiamo:
1. la eccessiva semplificazione/riduzione dell’offerta formativa, in una società sempre più intitolata alla complessità:
a) il biennio unitario. Sicuramente offre la possibilità di scegliere il proprio percorso di studi anche più in là (a 16 anni), aumentando il grado di flessibilità dell’intero sistema; è evidente però che, nel contempo, riduce e appiattisce la “caratterizzazione degli indirizzi” al solo triennio finale. E’ necessario un approfondimento sulla costituzione di un’area comune all’interno del primo biennio, accompagnata però da una differenziazione chiara tra i vari percorsi scolastici.
b) la riduzione eccessiva, superiore anche alla riforma Gelmini, del quadro orario delle discipline nel corso del quinquennio; anche in materie straordinariamente importanti (sempre che possa esistere una gerarchia tra discipline, così come nei settori della ricerca scientifica). Non difficile, in questo, la comparazione con gli schemi di regolamento ministeriale.
c) l’ambiguità e la poca trasparenza sulle modalità e gli spazi per l’utilizzo degli strumenti (quote orarie) dell’autonomia scolastica, al fine di potenziare e differenziare l’offerta formativa di ciascun istituto. Quale il senso di parole e definizioni quali “curvatura sociale”, “elevata flessibilità organizzativa”?
2. la cancellazione dell’offerta formativa dell’istruzione professionale, rivolta ad uno specifico target di studenti, senza che vi fosse contemporaneamente un percorso normativo preciso, una road map, a sostegno della Formazione Professionale in ordine a: autonomia e dirigenza delle singole istituzioni scolastiche, ridefinizione delle classi di concorso e conversione delle esistenti, reclutamento degli insegnanti.
Nel metodo occorre protestare con forza sulle modalità con le quali la riforma è stata portata avanti. Mentre alle organizzazioni sindacali, rappresentanti di insegnanti e degli ATA, veniva presentata una delibera anche attraverso linguaggi fumosi, carichi di ambiguità, nelle segrete stanze si costruiva il disegno taciuto fino in ultimo. La stessa presentazione dell’offerta formativa territoriale, effettuata in meno di due settimane, si è mantenuta su di un piano sufficientemente ambiguo, usando come sinonimi termini come “decisione” o “proposta”. Da qui nasce anche la rabbia, comprensibile, degli insegnanti e nostra.
Anche in questa occasione, appare evidente l’assenza di una rappresentanza politica della scuola pubblica a tutto vantaggio di quella privata, alla quale la maggioranza di governo provinciale destina quote di bilancio sempre maggiori.

Il Sindacato UIL Scuola, nel prendere atto delle decisioni assunte dalla Giunta Provinciale, ribadisce pur tuttavia la centralità del sistema d’istruzione pubblico e ricorda agli insegnanti, ai dirigenti scolastici e al personale ATA che per la loro funzione professionale la scuola pubblica rappresenta l’occasione per esercitare un ruolo sociale necessario.
Sarà nella definizione del contratto di lavoro che il nostro Sindacato agirà per arginare l’invadenza delle iniziative del governo provinciale ad iniziare dalla riduzione dell’orario frontale per imporre riduzioni d’organico attraverso recuperi obbligatori. Su questo punto, il cui significato è politico nonché giuridico, l’intera area contrattuale della scuola (insegnanti, dirigenti scolastici e personale ATA) è invitata a superare remore corporative false quanto pericolose.
Tutto il personale della scuola, di ogni ordine e grado, deve essere posto nella condizione di condividere la battaglia che va nella direzione della tutela dell’autonomia scolastica e di quella della professionalità
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