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ROTTURA CON L’AMMINISTRAZIONE
La UIL Scuola abbandona il tavolo
Oggi 9 marzo l’ultimo atto del melodramma trentino:
l’Amministrazione ha chiesto che gli insegnanti
recuperassero le decurtazioni imposte dal disegno
“dalmasiano”. Sotto il ricatto della perdita secca di
organico, l’Amministrazione ha chiesto che le responsabilità
fossero scaricate tutte su insegnanti e Collegi docenti,
pretendendo il recupero di 120 ore (30 formazione e/o
aggiornamento + 80 con gli studenti) ridotte in un secondo
tempo a 110 (40 da definire a livello contrattuale, comprese
le supplenze, + 70 con gli alunni).
La UIL Scuola, con grande senso di responsabilità, ha
presentato una sua ulteriore proposta che permettesse a
tutte le parti in gioco di assumersi una quota di
responsabilità, innalzando la parte delle attività
integrative e portando il totale a 100 ore: 30 di formazione
e 70 per co-docenze ed eventuali supplenze. Per questa via
si sarebbe riusciti a trovare un punto di equilibrio tra il
diritto collettivo (mantenimento degli organici) e il
diritto individuale (costruzione di un contratto di lavoro
accettabile).
La nostra Organizzazione ha ribadito, inoltre, come ogni
riforma debba, per sua natura, puntare all’innalzamento
della qualità della scuola, aumentandone efficacia (recupero
delle difficoltà) ed efficienza (ottimizzazione delle
risorse).
Probabilmente non è questa la logica sottesa alle scelte
provinciali: la nostra proposta è stata rigettata. Corre
l’obbligo ricordare come, è notizia di oggi, il Governo
provinciale abbia stanziato ulteriori 13,5 milioni di euro a
favore delle scuole private. Dovrebbe essere proprio il
partito dell’Assessore a ricordare che nel referendum del
2007, 70.000 elettori hanno chiesto la tutela della scuola
pubblica.
Il partito del “voltagabbanismo”, rappresentato dalla Cisl
Scuola che prima sottoscrive con noi una proposta e poi la
rinnega sostenendo l’Amministrazione, si è ripresentato
ancora una volta. All’insegna di una strampalata equità tra
i vari ordini di scuola, è stato richiesto l’aumento delle
ore da recuperare.
Nella speranza di essere ascoltati, ricordiamo a questi, il
motto donmilaniano “non c'è nulla di più ingiusto che far
parti uguali tra diseguali”.
Alla UIL Scuola del Trentino, seguita dalla Gilda degli
Insegnanti, non rimaneva che abbandonare il tavolo tecnico
di concertazione.

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