|
|
|
di Elisabetta Brunelli
TRENTO. Vincenzo Bonmassar, insieme ad altri sette
componenti del direttivo Uil Scuola, aveva presentato domanda di
partecipazione al concorso per insegnanti di religione cattolica,
concorso riservato agli insegnanti di religione già in servizio da
almeno quattro anni. Un gesto di protesta quello di presentare
domanda pur non essendo in possesso dei requisiti richiesti. Ieri
gli otto "contestatori" hanno ricevuto l'atto formale che li esclude
dal concorso. Vincenzo Bonmassar, segretario provinciale Uil Scuola,
annuncia: «Adesso l'Ufficio legale di Firenze si costituirà al Tar
del Trentino e si attiverà l'iter del contenzioso. Vogliamo
verificare la costituzionalità del concorso».
Bonmassar spiega: «I bandi si fondano sulla legge provinciale numero
5 del 2001 la quale prevede che l'accesso al posto di lavoro
provinciale sia ottenibile esclusivamente per coloro i quali siano
in possesso della certificazione di idoneità rilasciata
dall'ordinario diocesano. In seguito a tale condizione il personale
potrà anche transitare all'insegnamento di altre discipline nelle
scuole pubbliche oppure essere trasferito ai ruoli amministrativi
provinciali. Si tratta di una norma che offende pesantemente
numerosi principi posti alla base di conquiste fondamentali della
civiltà della convivenza fra persone collocate nel contesto della
laicità istituzionale. Inoltre l'accesso al pubblico impiego
verrebbe riservato a quanti siano in possesso della certificazione
di osservanza e di appartenenza alla confessione religiosa». Per
Bonmassar in questo modo si violano «norme e diritti fondamentali
dell'Unione europea, ma anche i diritti di altre persone. Mi
riferisco agli altri precari».
Per accedere al concorso riservato era necessario essere in possesso
dei titoli previsti (per le elementari: titolo valido per
l'insegnamento più un diploma di formazione teologica o di scienze
religiose oppure diploma di scuola secondaria superiore più diploma
di un istituto di scienze religiose. Per le superiori: titolo
accademico in teologia o nelle altre discipline ecclesiastiche,
attestato di aver compiuto gli studi teologici in un Seminario
maggiore, diploma accademico di magistero in scienze religiose o
diploma di laurea valido nell'ordinamento italiano unitamente a un
diploma rilasciato da un istituto di scienze religiose) e
dell'attestato di idoneità rilasciato dall'ordinario diocesano.
Inoltre era necessario essere stati in servizio con incarico per
l'insegnamento della religione cattolica nelle scuole a carattere
statale nell'anno 2000-2001 e aver svolto questo insegnamento per
almeno quattro anni (con integrazione di un colloquio) oppure otto
(concorso per soli titoli).

|
|