Abstract articoli ottobre - novembre 2004
L'ADIGE, TRENTINO E CORRIERE DEL TRENTINO
“L’Adige”, 23 novembre: “Insegnanti, giorni decisivi per il
contratto”
A cinque mesi dalla firma della pre-intesa, il lungo iter
politico-burocratico sta per concludersi. Venerdì scorso la
Provincia ha autorizzato la sottoscrizione definitiva dell’accordo
ed entro pochi giorni l’A.P.Ra.N. convocherà i rappresentanti di
tutte le sigle sindacali coinvolte per l’ultimo atto. Tuttavia per
l’applicazione del contratto bisognerà attendere almeno un paio di
mesi. Assieme alo stipendio il 17 dicembre ci sarà la tredicesima,
ma senza gli arretrati, che saranno percepiti da gennaio.
“L’Adige”, 12 novembre: “La scuola si prepara allo sciopero”
Numerosi sono i nodi che potrebbero portare la scuola trentina alla
paralisi. Di questo si è discusso in una affollatissima assemblea
sindacale svoltasi in data 11 novembre presso l’Aula magna
dell’Istituto Rosmini di Trento alla presenza di tutti i comparti
della scuola trentina dalle scuole d’infanzia alle medie inferiori.
“L’Adige”, 12 novembre: La provincia “salva” i corsi
professionali
La provincia garantirà un finanziamento straordinario per i ragazzi
dell’I.P.C.T. (Istituto di Istruzione “La Rosa bianca” di Cavalese,
n.d.r.) che sono scesi in piazza per protestare contro la mancata
presentazione della domanda del Collegio docenti del loro istituto
per accedere al Fondo Sociale Europeo con il quale si finanzia
solitamente l’area professionalizzante delle scuole professionali.
“Trentino”, 05 novembre: “La UIL: controllati i computer dei
dipendenti”
Autorizzati da Dellai, i dirigenti hanno facoltà di controllare i
computer dei dipendenti nel caso di necessità tecniche, ma come si
può essere certi che i propri dati rimangano riservati anche dopo
queste visite, come tutelarsi dai “curiosi”? Il segretario UIL
Ermanno Monari denuncia: “La privacy è a grave rischio”.
“L’Adige”, 03 novembre: “Gli insegnanti si preparano allo
sciopero del 15”
Per lunedì 15 novembre è stato indetto uno sciopero del personale
della scuola. Il mancato rinnovo del secondo biennio economico del
contratto nazionale di lavoro, la “devolution”, il contenuto della
legge di riforma finanziaria, la legge che riforma l’ordinamento
scolastico e quella che intenderebbe modificare lo stato giuridico
del personale insegnante sono le motivazioni. Per il segretario UIL
Scuola del Trentino quello dello stato giuridico è un argomento di
primaria importanza. “Se dovesse essere riaffidato alle competenze
della legge, sottraendolo a quelle contrattuali, si produrrebbero
effetti involutivi con il ripristino delle competenze formali,
gerarchiche verticistiche dell’apparato burocratico-politico si
sulla libera espressione della professione docente. In Trentino
questa soluzione troverebbe terreno già preparato poiché sin dai
primi tempi della provincializzazione del personale non sono mancati
tentativi ed esempi di riaffermare la prevalenza delle gerarchie sul
rapporto contrattualizzato. Si continuano a registrare diffusi casi
nei quali il contratto è disatteso nell’illegittimo atteggiamento di
negare ciò che le parti hanno liberamente concluso”.
"Trentino", 29 ottobre: "Nuovi contratti contro Berlusconi"
Il segretario generale della U.I.L., Luigi Angeletti, ha affermato, nel convegno tenutosi a Trento, presso la Sala della Tromba, la necessità di opporsi alla "disastrosa" politica economica del governo, che continua a favorire indiscriminatamente le imprese con la proposta di riduzione dell'I.R.A.P. e non sostiene invece il potere d'acquisto di lavoratori dipendenti e pensionati.
"L'Adige", 29 ottobre: "Angeletti: meno tasse per i dipendenti"
Al convegno organizzato dalla U.I.L. la politica del governo in tema di tasse, sviluppo e redistribuzione dei redditi ha subito aspre critiche non solamente dal segretario generale, Luigi Angeletti. Anche l'intervento del docente della Bocconi, prof. Tito Boeri, ha dimostrato che l'annunciato taglio delle imposte non potrebbe che favorire in modo consistente solo i redditi più alti, a quelli più bassi non spetterebbero che vantaggi marginali, appena qualche centinaio di Euro.
"L'Adige", 29 ottobre: "Monari: potere d'acquisto crollato"
Il convegno organizzato dalla U.I.L. è stato aperto dal discorso del segretario provinciale Ermanno Monari, denunciando le difficoltà economiche di milioni di persone in Italia, migliaia in Trentino. Secondo le stime di Bankitalia al 58% della popolazione povera è andato il 10,8% del Prodotto Interno Lordo (P.I.L.), mentre il 7% delle famiglie ricche se ne è spartito il 27%. Inoltre, dalle stime U.I.L. sulla base di indagini condotte fra dipendenti di Enti locali trentini nel 2003, si è appurato che il potere d'acquisto è calato del 5-7%. Se ne deduce quindi che il 5% finora promesso è insufficiente.
"Trentino", 20 ottobre: "La riforma dei privilegi perde un pezzo dopo l'altro"
Mentre Bezzi minaccia di ritirare la propria firma alla riforma su vitalizi e privilegi, Lunelli invoca la libertà di coscienza. Gli ex politici minacciano di fare ricorso al giudice e la S.V.P. non vuole sentir parlare di attacco ai "diritti acquisiti". Intanto Durnwalder afferma la sua avversione verso i "finti santi che non stanno ai patti per farsi belli".
La riforma dei privilegi dei consiglieri regionali rischia così di arrivare sfasciata all'odierna votazione finale.
"L'Adige", 14 ottobre: "La riforma va avanti anche se scioperano"
Lorenzo Dellai conferma che, nonostante le proteste del personale dell'Istituto agrario di S. Michele e la proclamazione dello sciopero dei ricercatori dell'I.T.C. (Istituto Trentino di Cultura), la riforma sulla ricerca andrà avanti. I Leali intanto hanno proposto di indire una sorta di Stati generali della Ricerca, una conferenza provinciale su ricerca e innovazione che coinvolga tutti i soggetti interessati: I.T.C., Università, categorie economiche, funzionari provinciali del settore. Secondo il docente di corrosione dei materiali della facoltà trentina di Ingegneria, l'idea della Provincia sarebbe quella di separare ambiti e compiti fra I.T.C. e Università, lasciando al primo la ricerca applicata ed affidando all'ateneo la didattica e la ricerca pura. Secondo il docente I.T.C. e Università dovrebbero essere costrette a lavorare insieme e collaborare.
"L'Adige", 14 ottobre: "Fondi ai gruppi: oggi la resa dei conti"
Protesta dei sindacati in aula contro i privilegi. Cifre esose quelle degli aumenti legati al nuovo regolamento dei gruppi consiliari. Si parla di centomila Euro per il fondo consulenze, 250 mila per l'aumento dei costi del personale del Consiglio, 105 mila per l'adeguamento delle disponibilità dei gruppi in base all'indice I.S.T.A.T., oltre a nuove spese di viaggi e l'assunzione di cinque nuovi portaborse.
"Trentino", 13 ottobre: "Soldi ai partiti, scatta la protesta"
Presidio dei sindacati in Provincia. Non si placano, infatti, le proteste sui finanziamenti ai gruppi politici.
"L'Adige", 13 ottobre: "I.T.C., la rivolta dei ricercatori"
Astensione dal lavoro votata a larghissima maggioranza dai ricercatori dell'Istituto Trentino di Cultura per protestare contro il disegno di legge Salvatori.
"Trentino", 12 ottobre: "Un milione di Euro per i partiti"
Sono venticinque i consiglieri che, sul totale di trentacinque, sono già pronti a votare una serie di aumenti per un monte-spesa di più di 500 mila Euro all'anno alle casse pubbliche.
"Trentino", 12 ottobre: "Vogliono aumentare per un milione di Euro all'anno"
Consulenze, aumenti di stipendio dei dipendenti dei gruppi, viaggi, portaborse, sedi: sono queste le voci di spesa che costeranno alle casse pubbliche più di 500mila Euro all'anno.
L'opinione pubblica non condivide queste ulteriori richieste economiche dei politici.
"Trentino", 12 ottobre: "Carissima Provincia: ecco i redditi dei politici"
In media i politici trentini guadagnano 11.750 Euro al mese. Il reddito annuale di Mario Cristofolini, il "paperone" trentino, raggiunge quasi i 300mila Euro. Ultimo in classifica Vincenzo Passerini con i suoi soli 97.255 Euro annui.
"L'Adige", 10 ottobre: "Gli intervalli tra le lezioni? Sono pause da recuperare"
La UIL Scuola del Trentino respinge fermamente l'interpretazione contrattuale secondo cui gli intervalli delle lezioni sarebbero momenti di riposo che i docenti dovranno recuperare. A questo livello di assurdità si è giunti in Trentino, secondo il segretario provinciale della UIL Scuola, Vincenzo Bonmassar, a causa del potere dispotico e arbitrario esercitato dall'apparato burocratico. La richiesta della UIL Scuola all'A.P.Ra.N. è che si provveda d'urgenza alla sottoscrizione di una dichiarazione congiunta con la quale si chiarisca che l'intervallo è attività di servizio a tutti gli
effetti.
“Trentino”, 10 ottobre: “La ricreazione è lavoro per i
docenti”
Dopo che un preside aveva imposto il recupero della durata
dell’intervallo non considerandolo tempo lavorativo per i docenti,
con una sentenza il giudice del lavoro Flaim ha dato ragione agli
insegnanti che avevano fatto ricorso per opporsi, stabilendo così
che “L’attività di assistenza agli alunni durante gli intervalli tre
le lezioni ed in particolare nel corso della cosiddetta ricreazione
costituisce certamente un obbligo di lavoro del personale docente
ricompreso nell’attività di insegnamento”. La UIL Scuola minaccia di
non firmare il contratto se l’A.P.R.A.N. non avrà specificato per
iscritto nel contratto che l’intervallo è a tutti gli effetti
attività di servizio.

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