|
|
|
Abstract articoli gennaio 2005
L'ADIGE, TRENTINO E CORRIERE DEL TRENTINO
"Trentino", 29 gennaio 2005: "L'appello di Dellai: tutti devono sporcarsi le mani"
"Tutti devono sporcarsi le mani per il bene del Trentino". Dellai ha concluso con questo appello la sua relazione programmatica, aprendo la sessione sul bilancio 2005. In quaranta minuti, il governatore ha illustrato la manovra 2005, con un bilancio che pareggia alla cifra di 3877 milioni di euro, ovvero 2,9% meno rispetto al 2004. Se le risorse caleranno, bisognerà trovare nuove entrate. Dellai ha previsto "nuove politiche tariffarie e contributive" (tasse?), "valorizzazione del patrimonio", introduzione di strumenti di finanza innovativa", riforme del welfare, della scuola, delle politiche della mobilità, nulla invece di nuovo sul fronte Valdastico, su cui non si è pronunciato.
"Trentino", 28 gennaio 2005: "La manovra in aula: oggi parla Dellai"
La manovra provinciale per il 2005 prevede un calo delle risorse del 2,9 % rispetto all'anno scorso, con conseguenti tagli in quasi tutti i settori. Sanità, welfare, ricerca e sostegno allo sviluppo sono i soli settori in cui non ci saranno tagli.
"L'Adige", 27 gennaio 2005: "Prof di montagna, Salvaterra va avanti"
In merito all'esame del disegno di legge numero 94 sulla scuola, l'assessore Salvaterra ha chiesto e ottenuto la procedura d'urgenza. Il 10 febbraio la Commissione si riunirà nuovamente mentre il testo arriverà in Consiglio il 7 marzo per il voto. Nel frattempo è diventata operativa la norma di attuazione che riconosce alla Provincia competenza in materia di mobilità e reclutamento dei docenti e per l'inizio di febbraio è prevista la firma dell'apposita convenzione col Ministero.
"L'Adige", 26 gennaio 2005: "Insegnanti, Bezzi frena Salvaterra"
Il Presidente del Consiglio provinciale ha seguito la nascita del gruppo di docenti che protestano contro l'assessore Salvaterra per il disegno di legge che punta a cancellare il punteggio doppio nelle graduatorie per chi insegna nelle scuole al di sopra dei 600 metri.
"L'Adige", 26 gennaio 2005: "I nostri nemici crescono ancora"
Nuovo comunicato dei professori di montagna, che, a loro parere, vedono allargarsi il fronte dei "nemici". "La legge di Salvaterra è ottima" affermano, "purchè applicata dal prossimo anno, in avanti e non all'indietro.".
"Trentino", 25 gennaio 2005: "Scuola, un attacco alla costituzione e alle famiglie"
Il direttivo Uil Scuola ha letto il disegno di legge sul sistema dell'istruzione e della formazione in Trentino. Il testo è stato analizzato e "in esso si rilevano contenuti inaccettabili", si legge in una nota. "Istruire non è educare" precisa la Uil Scuola,
spiegando: "l'istruzione è un fatto pubblico e collettivo. L'educazione è un fatto privato e comunitario del quale il sociale organizzato nello Stato non deve e non può occuparsi se non divenendo Stato etico e, per questo, anacronisticamente illiberale. La classe politica trentina ha scelto la via della riproposizione del
comunitarismo.".
"L'Adige", 25 gennaio 2005: "Bruceremo le tessere del sindacato"
Il comitato spontaneo degli insegnanti di montagna è pronto ad un gesto altamente simbolico: stracciare le tessere dei sindacati confederali, "rei" di non aver difeso gli insegnanti che avevano scelto le sedi disagiate allettati dalla legge che introduceva benefici in termini di punteggio e dunque di carriera. Le tessere saranno bruciate pubblicamente ed al gesto seguiranno le dimissioni in gruppo dalle tre sigle sindacali.
"L'Adige", 25 gennaio 2005: "Legge assurda, ma docenti da tutelare"
Andreotti sostiene che "l'ingiustizia sembra palese", critica anche il doppio punteggio, definendo assurda la legge, sia nei contenuti che nelle modalità di applicazione. "Gli insegnanti,"afferma "tutti quanti nessuno escluso, hanno il diritto di poter contare su graduatorie e punteggi certi".
"L'Adige", 25 gennaio 2005: "Contenuti inaccettabili, la Uil contro la riforma"
"Contenuti non accettabili". Questo sostiene il direttivo provinciale della Uil Scuola in merito al disegno di legge su istruzione e formazione. "Il privato non può sostituirsi al pubblico, né può integrarlo senza che preventivamente non si asserisca che i valori del privato siano valori pubblici".
"L'Adige", 25 gennaio 2005: "Valsugana e Chiese, due istituti in meno"
Le scuole di Pieve di Bono e di Roncegno stanno per essere accorpate a quelle di Storo e di Telve. L'assessore ha affermato di aver "ascoltato i diretti interessati durante le conferenze territoriali" e di non aver trovato opposizioni. La delibera potrebbe essere approvata già da venerdì.
"L'Adige", 24 gennaio 2005: "Isolati i prof di montagna"
La protesta dei precari non si placa e aumentano le adesioni ai comitati che contestano le decisioni della Provincia. Dopo la Uil, anche le altre due sigle confederali, Cgil e Cisl, affermano che la norma che favorisce i docenti "di montagna" è ingiusta e deve essere cancellata. Intanto ieri (23/01/05, ndr) si è tenuta l'assemblea della Federazione trentina delle scuole materne, sono stati chiesti alla provincia una nuova legge e più contributi, ma l'assessore Salvaterra ha replicato: "In futuro i soldi non diminuiranno, ma nemmeno aumenteranno".
"L'Adige", 23 gennaio 2005: "Il doppio punteggio non ha senso. E i docenti erano tutti d'accordo"
Parecchi precari di istituti situati sopra i 600 metri hanno minacciato di effettuare uno sciopero bianco qualora dovesse andare in porto il disegno di legge proposto dall'assessore Salvaterra il 31 dicembre scorso, hanno inoltre lamentato la scarsa reattività dei sindacati. Vincenzo Bonmassar, segretario Uil Scuola del Trentino: "Quando è uscita la norma nazionale, mi è sembrato che ci fosse un coro omogeneo di consensi che rifiutavano questo metodo di doppia attribuzione con ricorrenza retroattiva. D'accordo con l'assessore e, lo ripeto - prosegue Bonmassar - spinti dai diretti interessati, si è deciso di accettare questo disegno di legge che prevede la non attribuzione del raddoppio del punteggio".
"L'Adige", 23 gennaio 2005: "Sui prof di montagna la Provincia resiste"
La Provincia non intende cambiare una decisione presa un anno fa e adesso concretizza nella legge in discussione fra poco più di un mese. Nessuna marcia indietro dunque nemmeno di fronte alle proteste.
"L'Adige", 23 gennaio 2005: "E il comitato si prepara alla lotta. Adesioni anche da Primiero, Cavalese, Folgaria"
Prosegue l'attività del comitato spontaneo di protesta dei docenti precari "di montagna". Alcuni coordinatori del movimento "C.S.D.M.", che ha preso corpo a Cles, hanno definito la scaletta dei prossimi impegni. "Dopo che ci saremo contati" affermano alcuni docenti del "Pilati" di Cles, predisporremo un documento da sottoporre all'assessore Salvaterra, sottoscritto e condiviso da tutti." Consensi di adesione sono giunti anche da Folgaria e Lavarone, dal polo scolastico di Fiera di Primiero e da Cavalese.
"L'Adige", 22 gennaio 2005: "Graduatorie, primo comitato di protesta"
Si sta per sollevare tra i docenti precari un'ondata di proteste contro gli effetti della nuova legge provinciale sull'istruzione. In uno dei poli scolastici più importanti della Provincia, quello di Cles, è nato il primo comitato di protesta in risposta al disegno di legge presentato con procedura "d'urgenza" il 31/12/2004.
"Trentino", 29 gennaio 2005: "L'appello di Dellai: tutti devono sporcarsi le mani"
"Tutti devono sporcarsi le mani per il bene del Trentino". Dellai ha concluso con questo appello la sua relazione programmatica, aprendo la sessione sul bilancio 2005. In quaranta minuti, il governatore ha illustrato la manovra 2005, con un bilancio che pareggia alla cifra di 3877 milioni di euro, ovvero 2,9% meno rispetto al 2004. Se le risorse caleranno, bisognerà trovare nuove entrate. Dellai ha previsto "nuove politiche tariffarie e contributive" (tasse?), "valorizzazione del patrimonio", introduzione di strumenti di finanza innovativa", riforme del welfare, della scuola, delle politiche della mobilità, nulla invece di nuovo sul fronte Valdastico, su cui non si è pronunciato.
"Trentino", 28 gennaio 2005: "La manovra in aula: oggi parla Dellai"
La manovra provinciale per il 2005 prevede un calo delle risorse del 2,9 % rispetto all'anno scorso, con conseguenti tagli in quasi tutti i settori. Sanità, welfare, ricerca e sostegno allo sviluppo sono i soli settori in cui non ci saranno tagli.
"L'Adige", 27 gennaio 2005: "Prof di montagna, Salvaterra va avanti"
In merito all'esame del disegno di legge numero 94 sulla scuola, l'assessore Salvaterra ha chiesto e ottenuto la procedura d'urgenza. Il 10 febbraio la Commissione si riunirà nuovamente mentre il testo arriverà in Consiglio il 7 marzo per il voto. Nel frattempo è diventata operativa la norma di attuazione che riconosce alla Provincia competenza in materia di mobilità e reclutamento dei docenti e per l'inizio di febbraio è prevista la firma dell'apposita convenzione col Ministero.
"L'Adige", 26 gennaio 2005: "Insegnanti, Bezzi frena Salvaterra"
Il Presidente del Consiglio provinciale ha seguito la nascita del gruppo di docenti che protestano contro l'assessore Salvaterra per il disegno di legge che punta a cancellare il punteggio doppio nelle graduatorie per chi insegna nelle scuole al di sopra dei 600 metri.
"L'Adige", 26 gennaio 2005: "I nostri nemici crescono ancora"
Nuovo comunicato dei professori di montagna, che, a loro parere, vedono allargarsi il fronte dei "nemici". "La legge di Salvaterra è ottima" affermano, "purchè applicata dal prossimo anno, in avanti e non all'indietro.".
"Trentino", 25 gennaio 2005: "Scuola, un attacco alla costituzione e alle famiglie"
Il direttivo Uil Scuola ha letto il disegno di legge sul sistema dell'istruzione e della formazione in Trentino. Il testo è stato analizzato e "in esso si rilevano contenuti inaccettabili", si legge in una nota. "Istruire non è educare" precisa la Uil Scuola,
spiegando: "l'istruzione è un fatto pubblico e collettivo. L'educazione è un fatto privato e comunitario del quale il sociale organizzato nello Stato non deve e non può occuparsi se non divenendo Stato etico e, per questo, anacronisticamente illiberale. La classe politica trentina ha scelto la via della riproposizione del com'unitarismo.".
"L'Adige", 25 gennaio 2005: "Bruceremo le tessere del sindacato"
Il comitato spontaneo degli insegnanti di montagna è pronto ad un gesto altamente simbolico: stracciare le tessere dei sindacati confederali, "rei" di non aver difeso gli insegnanti che avevano scelto le sedi disagiate allettati dalla legge che introduceva benefici in termini di punteggio e dunque di carriera. Le tessere saranno bruciate pubblicamente ed al gesto seguiranno le dimissioni in gruppo dalle tre sigle sindacali.
"L'Adige", 25 gennaio 2005: "Legge assurda, ma docenti da tutelare"
Andreotti sostiene che "l'ingiustizia sembra palese", critica anche il doppio punteggio, definendo assurda la legge, sia nei contenuti che nelle modalità di applicazione. "Gli insegnanti,"afferma "tutti quanti nessuno escluso, hanno il diritto di poter contare su graduatorie e punteggi certi".
"L'Adige", 25 gennaio 2005: "Contenuti inaccettabili, la Uil contro la riforma"
"Contenuti non accettabili". Questo sostiene il direttivo provinciale della Uil Scuola in merito al disegno di legge su istruzione e formazione. "Il privato non può sostituirsi al pubblico, né può integrarlo senza che preventivamente non si asserisca che i valori del privato siano valori pubblici".
"L'Adige", 25 gennaio 2005: "Valsugana e Chiese, due istituti in meno"
Le scuole di Pieve di Bono e di Roncegno stanno per essere accorpate a quelle di Storo e di Telve. L'assessore ha affermato di aver "ascoltato i diretti interessati durante le conferenze territoriali" e di non aver trovato opposizioni. La delibera potrebbe essere approvata già da venerdì.
"L'Adige", 24 gennaio 2005: "Isolati i prof di montagna"
La protesta dei precari non si placa e aumentano le adesioni ai comitati che contestano le decisioni della Provincia. Dopo la Uil, anche le altre due sigle confederali, Cgil e Cisl, affermano che la norma che favorisce i docenti "di montagna" è ingiusta e deve essere cancellata. Intanto ieri (23/01/05, ndr) si è tenuta l'assemblea della Federazione trentina delle scuole materne, sono stati chiesti alla provincia una nuova legge e più contributi, ma l'assessore Salvaterra ha replicato: "In futuro i soldi non diminuiranno, ma nemmeno aumenteranno".
"L'Adige", 23 gennaio 2005: "Il doppio punteggio non ha senso. E i docenti erano tutti d'accordo"
Parecchi precari di istituti situati sopra i 600 metri hanno minacciato di effettuare uno sciopero bianco qualora dovesse andare in porto il disegno di legge proposto dall'assessore Salvaterra il 31 dicembre scorso, hanno inoltre lamentato la scarsa reattività dei sindacati. Vincenzo Bonmassar, segretario Uil Scuola del Trentino: "Quando è uscita la norma nazionale, mi è sembrato che ci fosse un coro omogeneo di consensi che rifiutavano questo metodo di doppia attribuzione con ricorrenza retroattiva. D'accordo con l'assessore e, lo ripeto - prosegue Bonmassar - spinti dai diretti interessati, si è deciso di accettare questo disegno di legge che prevede la non attribuzione del raddoppio del punteggio".
"L'Adige", 23 gennaio 2005: "Sui prof di montagna la Provincia resiste"
La Provincia non intende cambiare una decisione presa un anno fa e adesso concretizza nella legge in discussione fra poco più di un mese. Nessuna marcia indietro dunque nemmeno di fronte alle proteste.
"L'Adige", 23 gennaio 2005: "E il comitato si prepara alla lotta. Adesioni anche da Primiero, Cavalese, Folgaria"
Prosegue l'attività del comitato spontaneo di protesta dei docenti precari "di montagna". Alcuni coordinatori del movimento "C.S.D.M.", che ha preso corpo a Cles, hanno definito la scaletta dei prossimi impegni. "Dopo che ci saremo contati" affermano alcuni docenti del "Pilati" di Cles, predisporremo un documento da sottoporre all'assessore Salvaterra, sottoscritto e condiviso da tutti." Consensi di adesione sono giunti anche da Folgaria e Lavarone, dal polo scolastico di Fiera di Primiero e da Cavalese.
"L'Adige", 22 gennaio 2005: "Graduatorie, primo comitato di protesta"
Si sta per sollevare tra i docenti precari un'ondata di proteste contro gli effetti della nuova legge provinciale sull'istruzione. In uno dei poli scolastici più importanti della Provincia, quello di Cles, è nato il primo comitato di protesta in risposta al disegno di legge presentato con procedura "d'urgenza" il 31/12/2004.

|
|