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Abstract articoli dicembre 2005 - febbraio 2006
L'ADIGE TRENTINO E CORRIERE DEL TRENTINO
“L’Adige”, 18 dicembre 2005: “Questa riforma uccide l’autonomia della scuola”
La legge quadro proposta dalla giunta provinciale mette in pericolo libertà e autonomia della scuola. Venerdì sera la U.I.L. Scuola del Trentino ha promosso un incontro per ribadire la contrarietà all’ipotesi normativa ritenuta lesiva delle peculiarità della scuola. D’accordo si sono dichiarati Bassetti, Bondi e Catalano, che hanno dichiarato la propria disponibilità a sostenere la posizione della U.I.L. Scuola in Consiglio provinciale.
“Corriere del Trentino”, 18 dicembre 2005: “Tre consiglieri dicono sì alla U.I.L.”
La U.I.L. Scuola ha trovato tre alleati in Consiglio provinciale: sono Bassetti dei Leali, Bondi dei DS e Catalano di Rifondazione.
“La proposta di legge è fortemente ideologica” spiega Bonmassar: trasforma il sistema pubblico dell’istruzione in sistema dell’educazione”.
“L’Adige”, 17 dicembre 2005: “La libertà e l’autonomia della scuola sono messe in …”
La legge quadro proposta dalla giunta provinciale mette in pericolo libertà e autonomia della scuola. Venerdì sera la U.I.L. Scuola del Trentino ha promosso un incontro per ribadire la contrarietà all’ipotesi normativa ritenuta lesiva delle peculiarità della scuola. D’accordo si sono dichiarati Bassetti, Bondi e Catalano, che hanno dichiarato la propria disponibilità a sostenere la posizione della U.I.L. Scuola in Consiglio provinciale.
“L’Adige”, 16 dicembre 2005: “La U.I.L. contro la riforma Salvaterra”
“La legge Salvaterra prefigura una scuola sottoposta al controllo politico della giunta provinciale. Così non va!” La U.I.L. Scuola del Trentino chiede che il testo sia modificato in modo da rispettare l’autonomia della Scuola ed ha deciso di avviare una mobilitazione per contrastare i cambiamenti normativi locali.
“L’Adige”, 16 dicembre 2005: “La scuola succube della giunta”
La U.I.L. Scuola del Trentino chiede che il testo del disegno di legge di Salvaterra sia modificato, di modo da rispettare l’autonomia della scuola. “Perché la scuola non diventi un’altra caserma di soldatini” spiega Bonmassar “ognuno deve impegnarsi alla partecipazione poiché le cose non accadono da sole e senza motivo. Ma dipendono dalle persone”.
“Trentino”, 14 dicembre 2005: “Cisl e U.I.L.: “Aumenti sconcertanti”
L’aumento previsto per i 94 dirigenti scolastici varia da 4 a 7 mila euro annui.
Per Bonmassar “questo è un regime che si alimenta comprando materialmente i consensi di alcuni e scommettendo sulla mancanza di coraggio dei più”.
“L’Adige”, 13 dicembre 2005: “Scuola, riforma errata e dannosa”
“Prima che il tempo rimuova dalla memoria delle persone i temi del dibattito è opportuno rinfrescare alcuni concetti emersi negli ultimi giorni nella nostra provincia. Per semplicità chiamerò l’argomento “quello dei soldatini”, per fare riferimento all’appropriata riflessione emersa a proposito dello stanco trascinarsi della vita politica del Consiglio e nel territorio trentino.
L’immagine evocata appare realmente calzante allo stato delle cose ed in verità non è del tutto nuova poiché, sin dall’approvazione della vigente legge elettorale, vi fu chi segnalò la pericolosità di precostituire una maggioranza consiliare essenzialmente subordinata al “partito capo”.
Con conseguenti capacità di rimozione e promozione dai ruoli istituzionali con un semplice schiocco delle dita, come di fatto accade.
Tutto questo breve richiamo per segnalare che la “logica dei soldatini” proni ed acritici verso le gerarchie, si è radicata e permea altre aree del vivere collettivo trentino.
Nei prossimi mesi il Consiglio provinciale sottoporrà a votazione il disegno di legge di iniziativa della Giunta che interverrà radicalmente sulla scuola e sul sistema dell’istruzione. Il testo è stato fatto, rifatto e rimaneggiato almeno quattro volte. Sottoposto ad una defaticante strategia di concertazione con le Organizzazioni Sindacali in modo tale da ottenere una certificazione di condivisione che ben si addice al modello consociativo che coinvolge ormai larga parte del mondo sindacale provinciale. Di fatto, quindi, il testo del disegno sull’istruzione arriverà in aula con contenuti e proposte certamente non rese note ai sindacati della scuola dopo aver subito metamorfosi e rimaneggiamenti sino a tre giorni prima della liberazione della Giunta che lo ha reso proprio. Anche qui corre l’obbligo di segnalare l’emersione di quella logica da soldatini di qui si parla. Zitti e supini anche molti sindacati in evidente omaggio al sistema dettato dalla costituzione di un consiglio provinciale monolitico e assoggettato alle volontà del capo, nel quale i partiti di riferimento di alcuni sindacati sono depositari delle strategie sindacali.
La scuola configurata nell’ipotesi legislativa è anch’essa tutta segnata dal centralismo e dalla dipendenza gerarchica. La scuola, si prevede, sarà governata essenzialmente dalla Giunta provinciale che, di volta in volta, colmerà gli spazi definiti dalla legge attraverso le proprie deliberazioni. Gli organi di governo della scuola, e questo è veramente preoccupante, saranno costruiti e governati a seconda delle volontà della onnipresente ed onnipotente Giunta provinciale. Come ben si vede e si capisce il “modello dei soldatini” esce dall’aula consiliare ed invade spazi che, invece, dovrebbero costituzionalmente essere garantiti dall’invadenza delle disciplinate truppe del “capo”. I dirigenti scolastici, un tempo gratificati da trattamenti di favore e per questo ridotti alla condizione di acritici vassalli del capo, si trovano addirittura schiacciati tra l’incudine dell’autonomia della professione e la dipendenza dettata dall’appartenenza al sistema. La lettura del testo lascia senza fiato anche perché dal 1948, data di nascita della Costituzione Repubblicana, mai si era visto un progetto così invasivo ed autoritario posto sulla testa della scuola che è e deve continuare ad essere il tempio delle libertà di tutti i tipi. Non solo di quella di insegnamento, ma anche di quella ma anche di quella di progettazione e di espressione dialettica con la realtà esterna. Subordinata la scuola ed ingessati gli organi collegiali, la scuola residuerà come luogo di raccolta dei giovani, con i dirigenti già reclutati nell’anticamera del capo e gli insegnanti ridotti ad operatori tecnici ed imbrigliati nella logica del telegoverno del capo.
La polemica sul significato dell’autonomia provinciale esplosa manifestamente dopo il referendum di Lamon, ci impone azioni rapide e intuizioni senza rinvio. Fra queste prevale l’evidente necessità di qualificare il Trentino come soggetto moderno e dinamico. Ed è esattamente quello che, invece, il progetto sulla scuola esclude perché va a dotare l’autonomia trentina di una scuola tutt’altro che autonoma e frequentata da soggetti spogliati delle vesti che sono necessarie per rendere plurimo e variegato il pubblico che frequenta il tempio scolastico. Fatta indossare la divisa delle truppe del capo, anche la scuola dovrà muoversi e conformarsi allo “schiocco delle dita” di chi può e sa di potere. La Giunta provinciale, altrettanto assoggettata, governerà la scuola e l’assessore esterno, altra macroscopica sciocchezza figlia della legge elettorale, vigilerà sull’ortodossia dei comportamenti.
Per il resto ed in altre parti la legge sulla scuola ripropone il solito diversivo verbale per giustificare la montagna di soldi che annualmente l’amministrazione provinciale darà alle scuole del cuore: quelle private di indirizzo confessionale. Proibitissima dalla Costituzione, questa elargizione appartiene alla categoria del dare per avere (soldi in cambio di sostegno elettorale) nei confronti della qual cosa il goffo tentativo del senatore Taralli impallidisce.
Rimane sullo sfondo la questione del destino della nostra Provincia, che non riesce a difendersi dalle tentazioni di farsi del male e che sta per condannare la sua scuola ad un ammennicolo in mano al comandante dei soldatini reclutati per obbedir tacendo. Risulta invece che la storia ed il carattere dei trentini meriterebbero ben altro e che quello che stiamo vivendo rappresenta una grossolana anomalia. Il Trentino è terra di coraggiosi e l’autonomia l’hanno voluta in tempi molto più difficili. Bisognerà ricordarlo a tutti per invitarli a disertare da quell’esercito grigio e conformista che pattuglia e vigila sin sulla porta delle scuole, in attesa di accamparsi nelle aule scolastiche.
“Trentino”, 13 dicembre 2005: “Ai dirigenti scolastici maxi aumento in regalo”
In busta paga, retroattivi da gennaio, i dirigenti scolastici avranno tra i 4 ed i 7 mila euro annui in più.
“Trentino”, 12 febbraio 2006: “U.I.L. Scuola, la riconferma di Bonmassar”
Al XI Congresso U.I.L. Scuola, i delegati degli iscritti hanno scelto la linea della continuità, riconfermando segretario Vincenzo Bonmassar. Al suo fianco nella segreteria Gabriella Nicolussi e Mario Maniotti. La lista (“lista unica e concordata” ha sottolineato il segretario generale Ermanno Monari, che presiedeva i lavori) è stata votata quasi all’unanimità, con solo cinque voti contrari.
Il direttivo U.I.L. Scuola appena eletto (formato da Vincenzo Bonmassar, Giulio Bertoldi, Sara Bortolamedi, Tullio Campana, Saverio Recarli, Pietro Di Fiore, Alberto Di Grado, Roberto Dorigatti, Massimo Favaro, Paola Galvagni, Teresa Grandi, Antonio Novene, Mario Maniotti, Gabriella Nicolussi, Alceo Pellegrini, Antonietta Scarsella, Stefano Stefanini, Marco Tamburello, Lucia Vinti, Giorgio Zanella) resterà in carica per quattro anni.
“L’Adige”, 12 febbraio 2006: “Bonmassar a capo della U.I.L. Scuola”
Non casuale la scelta dell’aula magna del Museo di Scienze naturali intitolata a Giovanni Canestrini come sede per il congresso della U.I.L. Scuola, per confermare il carattere scientista e darwinista della U.I.L. Nella sua relazione introduttiva Bonmassar, segretario riconfermato per altri quattro anni, ha rivendicato con forza la cifra distintiva di un sindacato laico, privo di legami consociativi, fedele ai valori della Costituzione, nettamente schierato dalla parte della scuola pubblica e aperta a tutti. Una scuola dunque delle tre E (efficienza, efficacia, equità) in contrasto con quella delle tre I proposta dall’attuale governo.
Quello di Bonmassar è un sindacato che ha registrato un costante incremento, tanto da essere il più rappresentativo fra i docenti. Durante la fase precongressuale si è avuta una crisi di partecipazione, denunciata con preoccupazione dallo stesso segretario.
“Trentino”, 10 febbraio 2006: “Scuola, domani c’è il congresso della U.I.L. Richiamo alla scienza”
Domani si terrà presso l’aula magna del Museo di Scienze naturali l’XI congresso della U.I.L. Scuola del Trentino. “Si è scelto il Museo di scienze” ha spiegato Bonmassar “per mandare un segnale al mondo della scuola e il nostro sindacato vorrebbe caratterizzarsi come fautore del richiamo al pensiero scientifico. Il tema è di grande attualità perché in Italia si trascina da sempre una visione negativa del pensiero scientifico.”.

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