Il T – Sabato 6 dicembre 2025
«Accoglienza, il Cpr non serve» I sindacati contro i tagli ai posti
Aperto il dialogo Primo incontro tra Cgil, Cisl, Uil e Provincia: proroghe fino all’anno prossimo e chiusura della Residenza Fersina. Restano oltre cento richiedenti asilo in attesa di un posto letto a Trento
«Il 2 dicembre abbiamo finalmente avuto un primo incontro tecnico con la Provincia: non basta, ma è comunque più dello zero assoluto avuto fin qui». Lo comunicano i sindacati dell’accoglienza — Alberto Bellini di Fp Cgil del Trentino, Fabio Bertolissi di Fp Cgil Trentino e Vassilios Bassios di Uiltucs Taas — dopo il faccia a faccia con il nuovo dirigente provinciale, Luca Comper, arrivato al termine di mesi di sollecitazioni. La riunione si è svolta mentre le domande di asilo in Trentino hanno raggiunto quota mille nell’arco del 2025 e oltre un centinaio di persone sono ancora in attesa di un posto in dormitorio. Un contesto che rende ancora più delicata la questione al centro del confronto: l’accordo che lega l’apertura di un Cpr a Trento al dimezzamento dei posti di prima accoglienza, che «nulla risolve e che si trasformerà nell’ennesimo luogo di demagogia, diritti negati e problemi», affermano i rappresentanti sindacali. Dal canto suo, il dirigente ha illustrato un programma di lavoro per rafforzare la seconda accoglienza e a migliorare il coordinamento dei servizi a bassa soglia, mentre si prepara a ridurre i posti della prima accoglienza, in linea con le indicazioni del Consiglio provinciale. «Che ci sia un’idea di sistema è una notizia — osservano ancora — che questa idea sia attuabile, funzioni e risolva i problemi di chi oggi avrebbe diritto all’accoglienza e dorme in strada è tutt’altro paio di maniche». Guardano invece con interesse alla possibilità di sviluppare soluzioni alternative per questi servizi da potenziare anche non necessariamente in appalto, «qui ci pare vi sia uno spazio per dare concretezza alle proposte della Federazione delle Cooperative». «Proveremo anche su questo fronte a stimolare la Federazione per capire su cosa stanno lavorando — continuano — anche per poter dire la nostra e, se possibile, aiutare con l’esperienza degli operatori. Di certo parte un percorso, difficile e ignoto, ma che siamo disposti a fare per dare risposte vere a lavoratori e utenti». Resta comunque irrisolto il nodo politico. «Resta la necessità di un confronto con la Giunta sulle scelte politiche, non solo tecniche, confronto fin qui ancora inevaso».
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