Il T – Mercoledì 28 Gennaio 2026
Assistenza agli anziani, le badanti non bastano
Serve un intervento pubblico più esteso di ora
LETTERE IN REDAZIONE
I dati sull’assistenza domiciliare in Trentino parlano chiaro: le badanti non sono un costo superfluo, ma la risposta concreta alle carenze dei servizi pubblici. Se migliaia di famiglie sono costrette a sostenere da sole spese elevate per assistere anziani non autosufficienti, è perché l’offerta territoriale è insufficiente e frammentata. Di fronte a un settore che produce più Pil di quanto costi, la Giunta provinciale continua a voltarsi dall’altra parte, beneficiando di un sistema che regge grazie al sacrificio delle famiglie e al lavoro, spesso invisibile, delle badanti. Un lavoro che supplisce a ciò che il pubblico non garantisce. L’invecchiamento della popolazione non è una sorpresa, ma una realtà annunciata da anni. Eppure, invece di investire seriamente nell’assistenza domiciliare e nel sostegno alle famiglie, si continua a rinviare una riforma strutturale. Così il welfare provinciale si regge sempre più sul privato, mentre il pubblico arretra.
Walter Alotti (Uil pensionati)
Risponde Francesco Terreri (caposervizio)
Carissimo Alotti, non solo l’intervento pubblico nell’assistenza domiciliare agli anziani è insufficiente, ma non si fanno arrivare neanche tutte le badanti richieste all’estero. È dell’altro giorno la notizia che le domande per ingresso di lavoratori e lavoratrici extra Unione europea per l’assistenza familiare sono 48.877 ma i posti disponibili nel decreto flussi del governo Meloni sono solo 13.600. Come abbiamo spiegato sul T nei giorni scorsi, le domande di lavoratori extracomunitari da parte di famiglie e imprese trentine sono nettamente superiori alla disponibilità massima indicata dal governo. Anche per questo le badanti sono in calo, come abbiamo ricordato sul giornale qualche giorno fa. Ma sono in calo anche perché costano di più e, c’è da aggiungere, giustamente, perché ci sono più assistenti familiari regolari. Quindi non se ne esce: come dice lei, o l’intervento pubblico si amplia, magari collaborando con le stesse badanti che in qualche caso si sono organizzate in cooperativa e potrebbero collaborare col settore pubblico, oppure di fronte all’invecchiamento della popolazione non saremo in grado di aiutare tutti gli anziani non autosufficienti.
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