Corriere del Trentino – Giovedì 15 gennaio 2026
Campiglio, la linea dei sindacati «Après-ski e aggressioni, necessarie corse dedicate pagate dagli esercenti»
TRENTO
Hanno seguito con attenzione il dibattito: l’interrogazione della consigliera provinciale di Alleanza Verdi e Sinistra Lucia Coppola, la risposta dell’assessore Mattia Gottardi, le voci della comunità locale, la posizione del sindaco di Pinzolo Michele Cereghini. E, di fronte al quadro articolato emerso dal confronto sul nodo delle aggressioni degli autisti sui bus di rientro da Madonna di Campiglio per la presenza di ragazzi ubriachi dopo serate negli après-ski, i sindacati del settore dei trasporti ci tengono a far sentire la propria voce. Ferma. Ma soprattutto unitaria. «Alle analisi e alle dichiarazioni devono seguire interventi concreti e immediati, affinché il servizio pubblico torni a essere sicuro e dignitoso per chi lavora e per chi lo utilizza» scrivono infatti i segretari provinciali Franco Pinna (Filt Cgil), Massimo Mazzurana (Fit Cisl), Nicola Petrolli (Uiltrasporti) e Paolo Saltori (Faisa Cisal). Le organizzazioni sindacali partono da un assunto: l’analisi di Cereghini sulla «complessità del fenomeno» è condivisibile, perché il problema «presenta evidenti risvolti sociali e di ordine pubblico». «Tuttavia — aggiungono subito le parti sociali del settore del trasporto — riteniamo doveroso precisare che in sede di incontro con il prefetto è stata avanzata una proposta chiara e concreta». Una soluzione alla quale l’assessore Gottardi, nella sua risposta a Coppola, aveva già fatto riferimento. Ma che i sindacati ora vogliono precisare meglio: l’idea, in sostanza, è di «introdurre un servizio di trasporto dedicato, gestito direttamente dagli esercenti degli après-ski, rivolto all’utenza che frequenta tali locali nelle fasce orarie più critiche». Prospettiva, questa, che potrebbe risolvere più di un problema. «Questa soluzione — dicono Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Faisa Cisal — consentirebbe di tutelare l’incolumità degli autisti e dei passeggeri, garantire la continuità del servizio pubblico per lavoratori e residenti e responsabilizzare i soggetti economici che traggono beneficio da questo modello di intrattenimento». Ma c’è anche un altro aspetto: in molti, in questi giorni, avevano storto il naso. «Le corse aggiuntive non dovranno impattare su Trentino Trasporti e dunque sui costi per la comunità» era stato il monito. Su questo i sindacati fanno ora chiarezza. Fissando un principio: «Il trasporto pubblico — concludono — non può e non deve farsi carico della gestione di situazioni che espongono quotidianamente il personale viaggiante a episodi di violenza, minacce e aggressioni».
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