Il T – Mercoledì 14 gennaio 2026

Dana, i sindacati chiedono di vedere la nuova proprietà

 

Industria

Venerdì 2 gennaio si è conclusa l’acquisizione da parte di Allison della divisione Off-Highway dal gruppo Dana che oltre al resto del Belpaese ha sedi a Rovereto e ad Arco. I sindacati Fim, Fiom e Uil chiedono ora che vengano chiariti i dettagli dell’operazione e soprattutto di iniziare a discutere del futuro degli stabilimenti italiani della multinazionale con tutti i loro lavoratori in un’ottica di salvaguardia del lavoro e di una realtà dinamica e in attivo, senza problemi economici. Nel caso del Trentino, nelle due sedi dislocate in Vallagarina e in Alto Garda oltre all’indotto generato sul territorio e quindi tutta la catena di aziende che dalle commesse Dana dipendono, i numeri per il piccolo Trentino sono molto importanti. «I dipendenti diretti si aggirano tra gli 800 e i 900 – ricordava il segretario trentino della Fiom Michele Guarda solo qualche settimana fa – mentre con l’indotto, considerando i fornitori e i servizi, si va oltre i 2.000 addetti». Si cerca di capire cosa farà Allison, se verrà confermata la delocalizzazione in Messico – prevista non per difficoltà economiche delle sedi del Basso Trentino o del gruppo, ma per una maggiore vicinanza ai mercati di riferimento – di una buona parte della produzione che aveva annunciato Dana prima della cessione del ramo d’azienda alla Allison. E nel caso, che cosa significherebbe questo per le maestranze e la filiera. «Durante gli ultimi incontri al Mimit – spiegano i sindacati – abbiamo più volte richiesto la presenza di Allison per poter iniziare una discussione sul futuro degli stabilimenti italiani. Il Governo, in considerazione della strategicità e dell’impatto in termini occupazionali del gruppo Dana in Italia ha ritenuto necessario esercitare la Golden Power». Ovvero, quell’insieme di poteri speciali che il Governo italiano può esercitare per proteggere gli interessi nazionali in settori strategici come la difesa, l’energia, le telecomunicazioni, i trasporti da investimenti stranieri o da operazioni societarie che potrebbero minacciare la sicurezza e il funzionamento del Paese, consentendo allo Stato di imporre condizioni. «Riteniamo – concludono i rappresentanti dei lavoratori – che la presenza di Allison ai tavoli ministeriali non sia più procrastinabile e richiediamo in tempi brevi una convocazione in sede ministeriale per discutere delle scelte future che la nuova proprietà intenderà fare. Nel caso questo non avvenga saremo pronti a mettere in campo tutte le iniziative utili per salvaguardare il lavoro e l’occupazione nel nostro Paese».

 

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IL T Dana ART 140126