Il T – Venerdì 23 gennaio 2026

Formazione professionale, salta l’accordo sui docenti

 

I sindacati non firmano l’intesa sull’equiparazione della carriera con quella degli insegnanti «statali». «Deve valere per sempre»

SCUOLA

Doveva essere il giorno della firma. Dopo tanti anni, i docenti della formazione professionale (Iefp) – poco meno di 200 quelli di ruolo – sarebbero stati finalmente equiparati ai colleghi delle scuole a carattere statale, quantomeno nella progressione di carriera. Oggi, infatti, non sono previsti scatti di anzianità e ricostruzioni di carriera in automatico per gli insegnanti della Iefp. L’intesa sembrava raggiunta, ma ieri mattina i sindacati – Uil Scuola, Flc Cgil, Cisl Scuola e Fgu – hanno deciso di non sottoscrivere l’accordo con la Provincia. E oggi manderanno una lettera direttamente al governatore Maurizio Fugatti. «Ci hanno detto che l’armonizzazione vale solo per il triennio 2025-2027, non per sempre: è inammissibile», tuona il segretario generale della Uil Scuola, Pietro Di Fiore.

Il primo passo per l’armonizzazione era stato fatto a marzo dello scorso anno, quando la giunta provinciale aveva deliberato lo stanziamento di 400mila euro per «favorire un percorso di avvicinamento» rispetto ai docenti con il contratto statale. Il provvedimento attuava quanto previsto da un emendamento del consigliere provinciale Filippo Degasperi (Onda), approvato in manovra. Poi nell’assestamento della scorsa estate Degasperi era riuscito a strappare un incremento delle risorse: da 400 a 600mila euro. Nei mesi successivi è stato avviato il percorso per mettere a terra le risorse con l’Agenzia provinciale per la rappresentanza negoziale, quella che si occupa dei contratti. «Dovevamo regolare la carriera dei docenti della formazione per diventare un sistema a regime, che va avanti nel corso degli anni, senza fermarsi al triennio in attesa di nuovi finanziamenti».

Per questo motivo i sindacati – in maniera unitaria – hanno deciso di non firmare l’accordo alla sede di Apran. La durata dell’equiparazione della carriera non è l’unica criticità riscontrata dalle sigle. «L’altra cosa assurda – aggiunge Di Fiore – è che le carriere vengano ricostruite solo per il personale a tempo indeterminato, ma non per i docenti precari. Noi dovremmo evitare i contenziosi e invece sembra quasi che li vogliamo incentivare».

L’armonizzazione della carriera è sempre stata vista anche come un passo concreto verso l’effettiva valorizzazione della formazione professionale, «trattata spesso come scuola di serie B – conclude il sindacalista – Oggi non ci sono le progressioni automatiche. C’è un’ipotesi di progressione, ma a seconda delle risorse che si recuperano. Il patto politico era un altro. La progressione sarebbe stata legata alle valutazioni, quindi avrebbe tenuto conto anche di eventuali sospensioni, ma avrebbe dovuto essere strutturale. Non possiamo aspettare ogni rinnovo per discutere e vedere se ci sono risorse. Domani (oggi per chi legge, ndr) invieremo una lettera unitaria di incontro urgente al presidente Fugatti per chiedere un impegno a trovare le risorse nel prossimo assestamento di bilancio affinché si rispettino i patti».

 

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IL T scuola ART 230126