Corriere del Trentino – Giovedì 22 Gennaio 2026
I confederali: «Basta con la sceneggiata della Fenalt»
Tensione sull’Apran. Da Cgil, Cisl, Uil e dalla Provincia solidarietà al presidente Zanella
TRENTO
Le dimissioni del presidente di Apran, Mauro Zanella: è questa la richiesta avanzata dal sindacato Fenalt, che ha organizzato un sit-in di fronte alla sede dell’Agenzia provinciale per la rappresentanza negoziale, colpevole, a detta del sindacato, di aver promosso l’accordo sul nuovo ordinamento professionale del comparto autonomie locali, firmato dai rappresentanti confederali di Cgil, Cisl e Uil, ma non da Fenalt, che ha denunciato gravi criticità e disparità di trattamento. In particolare sono due le platee di dipendenti pubblici che secondo Fenalt risulterebbero gravemente penalizzate dall’accordo: la prima quella degli operai di Comuni e Comunità di valle, circa duecento persone che non potranno beneficiare del passaggio di livello previsto per i futuri assunti, il che costituirebbe «una discriminazione inaccettabile». La seconda categoria colpita sarebbe invece quella dei circa 4mila dipendenti delle case di riposo che continuerebbero a non poter beneficiare del buono pasto.
Ma l’aspetto più grave, secondo il sindacato, sarebbe l’esclusione dai tavoli di confronto di alcuni soggetti sindacali non firmatari dell’accordo. «Non possiamo accettare che il presidente di Apran, in una lettera inviata ai componenti del tavolo negoziale, abbia affermato che nel prosieguo delle trattative prenderà in considerazione solo le istanze dei firmatari. È una decisione che viola la Costituzione, le sentenze della Consulta, le leggi, il contratto collettivo e gli accordi quadro» evidenzia il segretario generale di Fenalt, Maurizio Valentinotti.
Di tutt’altro avviso sono Cgil Fp, Cisl Fp e Uil Fpl, che, con un comunicato firmato dai tre segretari Alberto Bellini, Beppe Pallanch e Andrea Bassetti si schierano convintamente dalla parte dell’Apran e del suo presidente Mauro Zanella, definendo «una sceneggiata» quella messa in atto da Fenalt, che «dopo aver regolarmente firmato due accordi in data 29 luglio e 23 settembre, si rifiuta oggi di sottoscrivere l’unico atto non modificabile in quanto certificato dalla Corte dei Conti, nonostante i tre documenti siano nei contenuti assolutamente identici tra loro» accusano i tre sindacati, che aggiungono: «Il comportamento di Fenalt, irresponsabile di fronte alla realtà dei fatti ben conosciuta, appare come un maldestro tentativo di spostare le responsabilità su altri soggetti e di mascherare il fallimento di promesse sindacali vane fatte ai lavoratori».
Ad Apran ed al suo presidente si riconoscono invece «una competenza, una terzietà ed una correttezza esemplari, che non possono essere messe in discussione per fini strumentali». Convinto sostegno all’operato di Zanella arriva anche dalla Provincia, che rivendica i risultati ottenuti da Apran nel 2025 ed auspica che gli accordi possano diventare operativi il prima possibile, pur rimanendo disponibile ad un confronto costruttivo su specifiche appendici o integrazioni da apportare.
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