Icef. Dalla Giunta modifiche regressive e inique
Cgil Cisl Uil bocciano la revisione dell’indicatore. “Si avvantaggia il ceto più abbiente e si premia solo il lavoro maschile”
Cgil Cisl Uil bocciano le modifiche apportate dalla Giunta all’Icef e approvate ieri in IV commissione in consiglio provinciale. Per le tre confederazioni i cambiamenti introdotti non risolvono le criticità prodotte con la revisione dello scorso anno, ma vanno nella direzione di rendere l’indicatore meno efficace nel fotografare la condizione reddituale e patrimoniale delle famiglie trentine. La conseguenza diretta è una minore equità nell’erogazione dei sostegni pubblici.
Tre le questioni che sollevano i sindacati, il tema del lavoro femminile che rimane penalizzato rispetto a quello maschile nonostante l’aumento delle deduzioni, l’equiparazione tra lavoro dipendente e autonomo a svantaggio del primo, e l’incremento tariffario subito da almeno 20mila famiglie trentine che a causa di un Icef più alto e del mancato adeguamento delle soglie hanno pagato di più i servizi.
Sul lato delle donne Cgil Cisl Uil sono nette: l’aumento da 5mila a 6 mila euro delle deduzioni da lavoro dipendente introdotto dalla Giunta avvantaggia solo i redditi sopra i 25mila euro. Si tratta prevalentemente di uomini, visto che su 85mila lavoratrici dipendenti (operaie e impiegate) circa 70mila hanno un reddito inferiore ai 18mila euro l’anno e non beneficeranno dello “sconto”, che sarà goduto solo dalla componente maschile. Quindi la misura va a vantaggio dei lavoratori e delle famiglie monoreddito, in contraddizione l’impegno, almeno verbale, di voler sostenere l’occupazione femminile.
Altro punto critico è l’equiparazione tra lavoratori autonomi e dipendenti. Una scelta iniqua per il sindacato perché gli autonomi godono già di un regime fiscale più vantaggioso, quindi vengono “premiati” due volte.
Non convince nemmeno la modifica sui patrimoni. Una misura che per il sindacato è a favore dei ceti più abbienti.
Resta infine il nodo delle tariffe: lo scorso anno, tranne poche eccezioni, molte comunità di valli e comuni non hanno adeguato le soglie Icef per le tariffe di nido, prolungamento e mensa scolastica al nuovo Icef. Il risultato è stato che molti nuclei hanno visto schizzare il loro Icef verso l’alto a causa del nuovo indicatore senza aver goduto di un aumento di reddito. Così circa 20mila famiglie, da stime del sindacato, hanno pagato di più perché la Provincia non ha vigilato.
Per evitare che il problema si presenti anche quest’anno già oggi Cgil Cisl Uil scriveranno al presidente del consiglio delle Autonomie locali, Cereghini, chiedendo che il Cal affronti la questione provando a trovare soluzioni che la Provincia non ha cercato.
Trento, 28 agosto 2026
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