Corriere del Trentino – Mercoledì 3 Dicembre 2025
Indennità, il monito dei sindacati all’Aula
«Togliere subito il meccanismo automatico»
Bassetti (Uil): «Serve una risposta alla società civile». Grosselli (Cisl): «Situazione paradossale»
TRENTO Il monito ricalca gli appelli lanciati a più riprese nei mesi scorsi: ad ogni passaggio legato all’aumento delle indennità dei consiglieri regionali, i sindacati hanno alzato la voce. Per manifestare il loro sdegno per incrementi «intollerabili». E per invitare la politica a un passo indietro. O meglio: a un intervento di modifica del meccanismo automatico che lega le indennità al rinnovo del contratto dei dipendenti regionali. E che, di fatto, ha portato nelle tasche dei consiglieri regionali non solo cifre importanti collegate agli aumenti, ma anche degli arretrati con importi a più zeri.
Oggi la questione tornerà sul tavolo del consiglio regionale, sollecitata da alcune emendamenti al bilancio presentati dall’opposizione: da Onda e Team K, ma anche dal Pd. Obiettivo: eliminare il contestato automatismo, anche in vista del rinnovo del contratto dei dipendenti regionali (slittato all’anno nuovo). In realtà, l’esito del voto sulle richieste delle minoranze sembra scontato: la scorsa settimana la maggioranza trentina si è riunita per fare il punto proprio sul nodo indennità. E l’orientamento è sembrato pendere verso la bocciatura degli emendamenti. Con il solo Mario Tonina (Patt) convinto della necessità di dare un segnale fin da subito. Ieri, a margine del consiglio provinciale, a confrontarsi è stata anche la maggioranza altoatesina. Ma sembra che il nodo delle indennità — e l’eventuale proposta da presentare in extremis — sia rimasto ai margini dell’agenda. Conseguenza: sul tema si prenderà tempo.
Un quadro, questo, che i sindacati vogliono scardinare. «Il consiglio — tuona Andrea Grosselli (Cgil) — approvi uno degli emendamenti e tolga l’automatismo, per poi individuare un altro meccanismo più equo. Bisogna intervenire subito». Perché, rilancia il segretario di via Muredei, «sarebbe paradossale che i politici scommettano sul ritardo del rinnovo del contratto, che è già in ritardo, pur di non decidere». Rimandare, avverte ancora Grosselli, vorrebbe dire «mostrare di non voler intervenire o di volersi intascare quei 700 euro legati al rinnovo del contratto». «La responsabilità ora è tutta in mano al consiglio regionale» ribadisce il sindacalista. Che ai rappresentanti politici ricorda il quadro: «Siamo in una stagione di aumenti salariali tutt’altro che significativi. In questa situazione, il consiglio non può applicare a se stesso un meccanismo che diventa un privilegio. Vuol dire non avere la cognizione della realtà». C’è poi un altro aspetto: «Questo automatismo mette in imbarazzo gli stessi rappresentanti sindacali al tavolo della trattativa per il rinnovo del contratto». Perché ogni aumento spuntato, di fatto, porta con sé maggiori benefici per i politici. «Un ragionamento serio e corretto — conclude Grosselli — sarebbe quello di togliere dal campo l’automatismo, per poter accelerare l’applicazione del giusto rinnovo ai dipendenti regionali».
E sul rinnovo del contratto si concentra anche Andrea Bassetti. «La trattativa del rinnovo del personale della Regione — osserva il segretario della Uil Fpl — ha trovato un momento di fermo, per necessarie riflessioni e opportune risposte alle richieste avanzate, che sicuramente non può trovare accoglimento da parte nostra nella proposta del 5,2% messa sul tavolo dalla vicepresidente Giulia Zanotelli». Nessuna «sottoscrizione al ribasso» avverte Bassetti. Che riporta poi lo sguardo sul nodo politico: «L’attuale scontro fra opposizione e maggioranza rischia di influire negativamente sul percorso di trattativa lanciando segnali “al ribasso” sulle lavoratrici e lavoratori, al contrario è necessaria una risposta alla società civile che valorizzi l’attività professionale del dipendente pubblico, bloccando in legge gli automatismi dei politici, che godono di remunerazioni indennitarie da capogiro». Ora si guarda a gennaio per la ripresa della trattativa: «Ci aspettiamo — conclude Bassetti — che il nuovo anno garantisca le risposte attese».
Scarica il pdf: CORRIERE indennità ART 031225
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