Corriere del Trentino – Mercoledì 21 Gennaio 2026

Lavoro pubblico e nuovo contratto, Fenalt in piazza contro Apran: «Il presidente si deve dimettere»

 

Le tensioni erano emerse con forza all’inizio della scorsa settimana, quando era stato trovato l’accordo sul nuovo ordinamento professionale del comparto delle autonomie locali

LAVORO PUBBLICO

Le tensioni erano emerse con forza all’inizio della scorsa settimana, quando era stato trovato l’accordo sul nuovo ordinamento professionale del comparto delle autonomie locali. Al tavolo dell’Apran (l’Agenzia provinciale per la rappresentanza negoziale), infatti, a mettere la firma in calce all’accordo erano stati i rappresentanti confederali: Alberto Bellini di Cgil Fp, Giuseppe Pallanch di Cisl Fp e Andrea Bassetti di Uil Fpl. Mentre la Fenalt si era chiamata fuori. Non senza polemiche: «Quel testo — aveva tuonato il segretario Maurizio Valentinotti — è ricco di criticità che rendono l’impianto complessivo del provvedimento ingiusto, illogico e potenzialmente esposto anche a ricorsi, in quanto produttivo di gravi disparità di trattamento». Parole nette, che avevano provocato anche una spaccatura tra il sindacato autonomo e i confederali.

La Fenalt, in realtà, la scorsa settimana aveva aperto alla possibilità di una propria sottoscrizione, «a fronte della disponibilità di Apran a un confronto in tempi brevi» aveva avvisato Valentinotti.

Confronto che, probabilmente, non è andato a buon fine, considerato che il sindacato autonomo ha organizzato, per questa mattina, un sit-in davanti alla sede di Apran, in piazza Venezia a Trento, che sarà capeggiato dai vertici della Fenalt: il presidente Bruno Boschetti, il segretario generale Maurizio Valentinotti e il vicesegretario Roberto Moser. Nel corso del presidio, i rappresentanti del sindacato consegneranno ad Apran una lettera di richiesta di dimissioni del presidente Mauro Zanella, «alla luce — anticipano i vertici del sindacato — delle criticità emerse nelle recenti trattative contrattuali per la definizione del nuovo ordinamento professionale delle autonomie locali». Non solo: sotto la lente ci sono anche le contestazioni relative «al rispetto delle regole sulla rappresentatività sindacale, alle modalità di conduzione delle relazioni sindacali e ai contenuti discriminatori degli accordi sottoscritti per il comparto delle autonomie locali e delle case di riposo».

Un’azione, quella di oggi, che di sicuro non vedrà il sostegno delle sigle confederali. Che già la scorsa settimana, a ridosso della firma dell’accordo, avevano criticato la decisione della Fenalt «di tornare sui propri passi».

 

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CORRIERE pubblico ART 210126