Il T – Giovedì 27 Novembre 2025

Metalmeccanici, aumenti per 10mila trentini

 

L’intesa | Rinnovato il contratto nazionale: da 50 a 60 euro mensili in più in busta paga. «Buon punto di partenza»

 

Un aumento di circa 205 euro tra 2025 e 2028 – circa 50 al mese il primo anno e 60 nei 2 successivi, cui si aggiungono i 28 già dati per quest’anno – che consentirà il recupero dell’inflazione per circa 10mila lavoratori metalmeccanici trentini. Le segreterie provinciali dei sindacati Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm del Trentino esprimono soddisfazione per il rinnovo del contratto collettivo nazionale metalmeccanico, al termine di una delle trattative più difficili e delicate degli ultimi decenni, frutto di 17 mesi di confronto e di oltre sette mesi di mobilitazione, con 40 ore di sciopero, centinaia di assemblee, presìdi e iniziative nei territori. «Il contratto raggiunge un equilibrio avanzato: una risposta salariale significativa, che recupera l’inflazione e la supera sui minimi, il rafforzamento di diritti e tutele, passi avanti sul contrasto alla precarietà, salute e sicurezza, formazione, welfare contrattuale e una maggiore protezione per le lavoratrici e i lavoratori più fragili. Al tempo stesso vengono contenute le richieste più pesanti delle controparti su flessibilità e orario, salvaguardando l’impianto complessivo del contratto nazionale», dicono i sindacati. «Non nascondiamo tuttavia che su diversi temi il rinnovo del contratto nazionale non ha fatto registrare gli avanzamenti auspicati con la piattaforma votata dalle lavoratrici e dai lavoratori: in primo luogo sulla riduzione dell’orario di lavoro, ma anche sui non assorbimenti degli aumenti, sul rilancio della contrattazione integrativa, sul rafforzamento di alcuni strumenti di welfare contrattuale». Temi che per le sigle «rimangono fondamentali» aprendo un confronto approfondito con le lavoratrici e i lavoratori in vista della consultazione referendaria sul contratto. «Sarà quello il contesto in cui, insieme, valuteremo nel merito punti di forza e limiti dell’intesa e condivideremo il giudizio complessivo sull’accordo, definendo come proseguire la nostra azione comune – dicono i segretari Cagol, Guarda e Moser –. Da subito, però, cade l’alibi che da oltre un anno ha di fatto bloccato la contrattazione di secondo livello. La partita decisiva che si apre in Trentino è quella dei contratti aziendali e territoriali: premi di risultato, organizzazione e orari di lavoro, utilizzo concreto del nuovo inquadramento, conciliazione tempi di vita e di lavoro, welfare contrattuale. Su questo terreno chiediamo alle controparti datoriali di non ostacolare l’apertura di nuovi tavoli negoziali e soprattutto di favorire la conclusione di quelli in corso dimostrandosi all’altezza del risultato conquistato a livello nazionale». «Per i quali intendiamo continuare a lottare sul territorio attraverso la contrattazione integrativa. Questo rinnovo rappresenta una base di partenza più solida da cui proseguire la nostra iniziativa, ma non un punto di arrivo». A partire dalle prossime settimane Fim, Fiom e Uilm porteranno l’ipotesi di accordo in tutte le aziende del Trentino, dalle scelte coraggiose che faremo. Solo attraverso determinazione e coesione potremo trasformare le difficoltà attuali in opportunità».

 

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IL T metalmeccanici ART 271125