Minacce di morte a un autista del trasporto pubblico: basta, non si può sempre far finta di nulla

L’ennesimo episodio durante una corsa della linea partita da Cles e diretta a Fondo. Uiltrasporti chiede all’azienda e alle autorità misure concrete e immediate a tutela del personale.

Ieri sera, per l’ennesima volta, un lavoratore del trasporto pubblico è stato aggredito verbalmente e minacciato durante il proprio servizio. Questa volta è accaduto in Val di Non, nel corso di una corsa della linea partita da Cles alle ore 17.30, in direzione Fondo.

A scatenare l’episodio è stata una banale contestazione relativa al pagamento del supplemento per il trasporto di una bicicletta. Questo personaggio di nazionalità nord Africana che ha aggredito l’autista è risaputo da tutti quale sia il suo lavoro principale anche dalle forze dell’ordine. Una situazione ordinaria di servizio che è rapidamente degenerata in insulti, offese e, soprattutto, minacce di morte rivolte al nostro collega.

Non è più accettabile che un lavoratore debba rischiare la propria incolumità per svolgere semplicemente il proprio lavoro.

Un biglietto, un supplemento o una contestazione non possono mai diventare il pretesto per minacciare, intimidire o aggredire chi sta lavorando.

L’autista non può essere accusato di razzismo in quanto straniero anche lui, ma che a differenza sua, ha un lavoro onesto paga le tasse e si è ben integrato con la famiglia da diversi anni in Trentino.

Come UILTRASPORTI denunciamo con forza l’ennesimo episodio e chiediamo all’azienda e alle autorità competenti di adottare misure concrete e immediate a tutela del personale. Non bastano le relazioni di servizio, non bastano le segnalazioni e non bastano le pacche sulle spalle dopo che qualcosa è accaduto.

La sicurezza dei lavoratori deve venire prima di tutto.

Chi aggredisce o minaccia un lavoratore deve sapere che il proprio comportamento avrà conseguenze. E chi organizza il servizio deve garantire che i propri dipendenti possano lavorare senza paura.

Perché un lavoratore che sale su un autobus per iniziare il proprio turno deve poter tornare a casa alla fine del servizio. Tutti i giorni.

Per la UILTRASPORTI del Trentino
Il segretario
Nicola Petrolli

Scarica il pdf: Aggressioni in Val di Non