Il T – Mercoledì 31 Dicembre 2025

Moser (Uilm): «Manifattura e terziario vanno integrati»

 

«Non dobbiamo scegliere tra terziario e manifattura ma capire come integrarli»

ECONOMIA

«Non dobbiamo scegliere tra terziario e manifattura ma capire come integrarli». Così il segretario della Uilm Willy Moser commenta l’intervista del professor Stefano Schiavo sul T di ieri, riguardo all’andamento dell’economia trentina nel 2025. «Le considerazioni del professor Schiavo su export, produttività e contesto internazionale sono fondate – afferma Moser – È corretto anche richiamare il ruolo potenziale del terziario avanzato come fattore di crescita. Il punto critico, tuttavia, è comprendere in quali condizioni questo possa effettivamente sostituire o integrare la manifattura nei sistemi economici territoriali. Nel caso del Trentino, la manifattura continua a rappresentare uno dei principali generatori di valore aggiunto, occupazione qualificata ed export». Il terziario avanzato (servizi tecnologici, ingegneria, ricerca applicata, Ict, servizi alle imprese), osserva Moser, «non cresce nel vuoto» bensì «si sviluppa dove esistono imprese manifatturiere capaci di assorbire innovazione, investire in competenze e generare domanda qualificata». In assenza di una base produttiva robusta, quindi, secondo il sindacalista, «il rischio è che il terziario si polarizzi su attività a basso valore o su funzioni facilmente delocalizzabili». Diverso è il caso del turismo, settore rilevante ma «strutturalmente volatile». «Affidare ad esso una quota crescente del Pil espone il territorio a rischi elevati – afferma Moser – Ciò che oggi è appetibile può non esserlo domani. Inoltre, una crescita sbilanciata del turismo comporta costi economici e sociali significativi: consumo di risorse naturali, pressione su infrastrutture e servizi, uso intensivo dell’acqua, trasformazione del paesaggio e aumento del costo della vita per residenti e lavoratori». La questione centrale, perciò, «non è scegliere tra manifattura e terziario avanzato, ma governarne l’integrazione – conclude il segretario – Produttività, capitale umano e innovazione richiedono ecosistemi complessi, in cui industria e servizi qualificati crescono insieme. Per questo è necessaria una politica industriale esplicita, orientata alla diversificazione delle fonti di ricchezza e alla stabilità occupazionale. Per territori come il Trentino, la manifattura non è un’opzione ideologica, ma una componente strutturale dell’equilibrio socioeconomico». G.S.

 

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IL T metalmeccanici ART 311225