l’Adige – domenica 14 dicembre 2025
«No al Cpr, luogo di morte» Più di mille scesi in piazza
IL CORTEO
La giornata di Santa Lucia quest’anno per centinaia di cittadini trentini è stata l’occasione per manifestare contro il Centro di Permanenza per il Rimpatrio (Cpr) voluto dal presidente della Provincia Maurizio Fugatti. L’accordo firmato il 24 ottobre con il ministro dell’interno Piantedosi per costruire un Cpr in zona Piedicastello è stato fortemente contestato. In piazza sono scese più di quaranta associazioni per manifestare il proprio dissenso nei confronti di una struttura detentiva che non risolve il problema dell’immigrazione, ma alimenta solo la violenza. Per Andrea La Malfa presidente di Arci del Trentino i Cpr sono uno strumento inefficace e in più non rispettano i diritti umani: «Non dobbiamo dare per scontato che il centro verrà fatto. L’impegno di tutti deve essere quello di fermarlo con strumenti democratici come questa manifestazione in modo da dare un segnale all’opinione pubblica. Il luogo scelto per la costruzione tra l’altro è un luogo dove non si potrebbe costruire, dobbiamo quindi trovare la strada per evitare che questa struttura venga edificata». Per i sindacati dire No al Cpr è schierarsi contro una soluzione sbagliata. «Cgil Cisl e Uil da anni chiedono che ci sia una reale politica di integrazione – dichiara Walter Largher segretario di Uil Trentino – l’integrazione serve banalmente anche al mercato del lavoro, perché i settori del turismo e dell’agricoltura trentini vivono sulle spalle degli immigrati. La nostra politica locale non deve limitarsi a copiare quella del Governo centrale. Serve una risposta diversa, chiediamo integrazione e la risposta non possono essere i Cpr». La manifestazione di ieri partita da Piazza Dante voleva dare un messaggio forte e anche la consigliere comunale Renata Attolini (Avs) ha detto la sua opinione: «I Cpr sono dei luoghi di detenzione secondo noi anche illegali, dove si praticano cose vergognose dal punto di vista della salute mentale. Speriamo che con le mobilitazioni si riesca in qualche modo a far cambiare idea e a provare a non far costruire questo Cpr. Una struttura detentiva non può essere un modello, come non può esserci un carcere modello e Spini di Gardolo ne è la dimostrazione». Della stessa idea anche il segretario di Rifondazione comunista Giuliano Pantano che vede nei Cpr dei veri e propri centri di detenzione, costosi, inutili e disumani. «Noi siamo per un’accoglienza diffusa sul territorio e un’integrazione a partire dall’insegnamento della lingua italiana – continua Pantano – tutte cose che messe in atto dall’attuale sistema di governo provinciale. Nel Cpr finirebbero persone che non hanno commesso nessun reato. Dovremmo puntare ad includerle, ma purtroppo si pensa più a fare propaganda rispetto che a investire su un’accoglienza degna. Visto che stiamo vivendo il cosiddetto “inverno demografico” abbiamo bisogno di integrare e aggiungere forza lavoro. Non vanno escluse queste persone, perché la marginalizzazione produce inevitabilmente devianza, utile solo per giustificare il Cpr e ottenere voti». L.M.
Scarica il pdf: ADIGE accoglienza ART 141225
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