l’Adige – Giovedì 13 novembre 2025
Pochi docenti, saltano i concorsi
SCUOLA ◆ Alcune classi di insegnamento slittano al 2027, attaccano i sindacati
Rimodulato a sorpresa (qualcuno direbbe nemmeno tanta) il piano triennale dei concorsi per l’accesso al ruolo di personale docente. Dopo l’approvazione del piano di assunzione con delibera nel novembre 2024 arriva infatti già il primo slittamento per alcune classi di insegnamento che, previste per il prossimo anno, vedranno invece la luce solo dal 2027 in poi. La motivazione, come spiegata dall’assessora provinciale all’istruzione Francesca Gerosa, è dettata dalla mancanza di un «numero sufficiente di docenti per coprire il fabbisogno assunzionale» a sua volta motivato (e qui si potrebbe invocare un autogol dell’assessora) dagli stringenti requisiti richiesti per la partecipazione (possesso del titolo abilitante alla professione, iscrizione nelle graduatorie d’istituto 2024-2027 della provincia di Trento, possesso di tre anni di servizio di cui uno specifico per la classe in cui ci si iscrive), più volte criticati dagli stessi sindacati.
Detto ciò saranno comunque quattro le classi di concorso per le quali, rispondendo ai criteri enunciati, saranno banditi i concorsi nel 2026, nello specifico: Discipline letterarie nell’istruzione secondaria di I grado, Scienze motorie e sportive nell’istruzione secondaria di I grado, Scienze motorie e sportive nell’istruzione secondaria di II grado e Laboratori di scienze e tecnologie delle costruzioni. Confermati anche i concorsi per la scuola primaria e per il sostegno: «Pur assicurando il giusto grado di selettività – ha ricordato Gerosa – la finalità delle nostre procedure concorsuali rimane in primo luogo la stabilizzazione dei precari della scuola trentina, nell’ottica della valorizzazione delle risorse che da anni operano nella nostra scuola; per questo motivo, oltre ai concorsi riservati per la scuola secondaria saranno indetti contestualmente anche il concorso riservato per la scuola primaria e per i posti di sostegno su tutti i gradi di scuola. Nel caso fosse necessario siamo pronti a ricorrere allo strumento del concorso ordinario, non solo per i posti di sostegno, ma anche per altre specifiche discipline».
Nel frattempo arriva dura la reazione di Uil Scuola: «Ci giungono numerose telefonate a margine di quanto dichiarato dall’Assessore – ha ribadito il segretario sindacale dell’area scolastica Pietro Di Fiore –. È recente l’incontro con l’Assessore e con la Dirigente Mussino dal quale era emerso chiaramente che lo slittamento delle procedure concorsuali previste per il 2026 era legato: alla necessità di svolgere concorsi per la Scuola primaria e il Sostegno; alla conseguente difficoltà dell’ufficio reclutamento – sottodimensionato e sotto pressione – a sostenere tutte le procedure; e alla mancanza di candidati ma solo per alcune classi di concorso. Colpisce che, nel comunicato dell’Assessore, la modifica sia motivata unicamente dall’assenza o insufficienza di potenziali partecipanti, a nostro avviso “presunta e ipotetica”».
«Presentiamo qui, per l’ennesima volta, le nostre proposte per scongiurare il 25% di precariato ad inizio anno, assicurare una continuità duratura e reale, una vera e propria stabilizzazione che passa da un ripopolamento delle graduatorie di tutte le classi di concorso. E senza appesantire il Dipartimento – continua Di Fiore –. Come? Abbiamo docenti laureati, con ben più di tre anni d’insegnamento, che hanno superato uno o più periodi di prova, ora anche abilitati; cosa aspettiamo a stilare una graduatoria permanente per titoli dalla quale attingere per le immissioni in ruolo?».
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