PROFESSIONI SANITARIE NELLE APSP ED RSA DEL TRENTINO?
LA POLITICA CONTINUA A NON CONDIVIDERE SOLUZIONI NEL LUNGO PERIODO E
L’EMERGENZA ORGANICA ORMAI ALL’ORDINE DEL GIORNO IN TUTTE LE STRUTTURE
TRENTO: «L’emergenza legata alla crescente difficoltà di reperire professionisti sanitari all’interno delle APSP e delle RSA del Trentino è ormai sotto gli occhi di tutti. Se da un lato i rinnovi contrattuali hanno dato risposte economiche attraverso gli accordi di settore nel pubblico e quelli di secondo livello nel privato della cooperazione, dall’altro le carenze di organico, presenti e future, impongono un’accelerazione nei tempi e nei contenuti dei tavoli di confronto con chi rappresenta il personale di questi settori». Lo dichiarano i Segretari Generali di FP CGIL Alberto Bellini, CISL FP Giuseppe Pallanch e UIL FPL EE.LL. Andrea Bassetti.
«È sempre più necessario e impellente – proseguono – che la politica trentina, a tutti i livelli, interiorizzi questa emergenza adottando un approccio lungimirante e di prospettiva, andando oltre gli annunci e gli impegni che quotidianamente leggiamo sulla stampa. Il confronto deve avvenire con chi è legittimato a rappresentare lavoratrici e lavoratori: le Organizzazioni Sindacali rappresentative e autorizzate a sedere ai tavoli di contrattazione, evitando il coinvolgimento di soggetti “disordinati” e privi di mandato».
La richiesta di posti letto, inclusi quelli di sollievo e di lungo degenza, è in costante aumento e non riguarda più soltanto i periodi di ferie delle famiglie trentine. Cresce la domanda di istituzionalizzazione, ma chi è chiamato a prendersi cura delle fasce più fragili della popolazione è sempre meno disposto a sostenere una realtà fatta di turni massacranti, riposi saltati, notti al limite della tenuta e ferie negate o ritirate.
La conciliazione tra vita e lavoro? Oggi resta un’utopia.
«Le nuove generazioni – sottolineano i Segretari – ne sono pienamente consapevoli e rivendicano con forza questo principio: non sono più disposte al sacrificio continuo, soprattutto se, come lavoratrici e lavoratori, non vengono ascoltate e vivono una condizione di sofferenza costante».
«Il 2026 deve essere l’anno del coraggio – concludono – per chi è chiamato a dare risposte concrete, in condivisione con quelle Organizzazioni Sindacali disponibili a un confronto critico ma mai sterile o polemico. L’obiettivo deve essere uno solo: fornire risposte reali a un problema che ormai sta deflagrando, anche a causa di un rapporto sempre più sbilanciato tra entrata e uscita di professionisti con alto potere contrattuale, oggi non più disponibili ad accettare compromessi al ribasso».
FP CGIL ALBERTO BELLINI
CISL FP GIUSEPPE PALLANCH
UIL FPL EE.LL. ANDREA BASSETTI
COMUNICATO STAMPA UNITARIO 31.12.2026 – PROFESSIONI SANITARIE NELLE APSP ED RSA DEL TRENTINO
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