Corriere del Trentino – Venerdì 5 dicembre 2025
Rsa, i sindacati a Upipa «L’emergenza c’è già, il confronto è necessario»
ANZIANI
TRENTO Il tono è duro: «Dal Paese delle meraviglie alla scoperta dell’acqua calda». Di fronte ai dati sulla carenza di operatori socio-sanitari nelle Rsa diffusi da Upipa, i sindacati non usano mezzi termini. E richiamano tutti alla necessità del confronto. «Continuiamo a leggere, sempre con estremo interesse, la realtà che Upipa tenta di rappresentare riguardo alla futura carenza di personale oss» tuonano i segretari provinciali di Fp Cgil Alberto Bellini, di Cisl Fp Giuseppe Pallanch e della Uil Fpl Andrea Bassetti. «Noi invece — rilanciano — da anni ribadiamo che l’emergenza è già presente, e riguarda tutte le professioni operative nelle Rsa trentine». E aggiungono: «Ci conforta constatare che le proposte avanzate da noi in assessorato nel 2024 siano finalmente oggetto di riflessione da parte di Upipa. Forse, a breve, si arriverà all’apertura dell’Osservatorio sulle Rsa. Ricordiamo però che, spesso, sarebbe sufficiente ascoltare le organizzazioni sindacali per evitare sprechi di tempo e di risorse in consulenze o viaggi nel Nord Europa. Forse sarebbe bastato guardare a meno di 50 chilometri di distanza, all’esempio già attuato da Bolzano». I sindacati ripercorrono le tappe: «È utile ricordare che, già negli anni Novanta, la formazione “duale” permetteva a chi lavorava come ausiliario nelle Rsa di vedersi riconosciuto il tirocinio, senza dover rinunciare al proprio reddito e potendo così approfondire direttamente sul campo la futura professione». Non solo: «Rimane agli atti la nostra proposta, già trasmessa all’assessore Tonina — di formare il personale ausiliario o incentivare i nuovi ingressi attraverso la riduzione del costo di iscrizione ai corsi». Oggi, riflettono i segretari, «il personale delle Rsa è stremato: tutte le professioni assistenziali e sanitarie vivono una condizione che rischia di portarci all’abbandono non domani, ma già oggi. Consideriamo che ci avviciniamo alle festività e nella maggior parte delle strutture non verrà neppure garantito alcun giorno di ferie per stare con i propri cari, altro che “curati di chi cura”, qui siamo ormai alla favola di Cenerentola con Upipa che fa la parte della matrigna». Il monito è netto: «Serve prenderne atto non sui giornali, ma ai tavoli di confronto con le organizzazioni sindacali, con la certezza che nella “creazione” di nuove figure professionali il coinvolgimento del Sindacato non può essere aggirato». E si dicono preoccupati per la situazione Maurizio Valentinotti, Roberto Moser e Marco Stefani di Fenalt. Che attaccano: «Se una figura professionale scarseggia, significa che quel lavoro, in quella realtà, non è più attrattivo». Ma le soluzioni proposte da Fenalt per affrontare questi nodi, dicono, «sono state disattese».
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