COMUNICATO STAMPA
Trento, 13 maggio 2026

SAN CAMILLO, NO ALLE BUGIE E ALLA DISCRIMINAZIONE:
CGIL FP, CISL FP E UIL FP PRONTI ALLA MOBILITAZIONE E ALLA DENUNCIA

La struttura comunica ai lavoratori di aver già informato i sindacati: non è vero. Aumenti solo agli infermieri, tutti gli altri esclusi. La Provincia intervenga: nessun incremento tariffario a chi fa strame dei contratti

La vicenda dell’Istituto Figlie di San Camillo si arricchisce di un nuovo elemento che aggrava ulteriormente il quadro: mentre le organizzazioni sindacali stavano ancora elaborando la comunicazione ricevuta dalla direzione, i lavoratori infermieri dell’Ospedale di Trento ricevevano in giornata una mail dall’Ufficio Personale nella quale si afferma che “le Sigle Sindacali sono già state preventivamente informate in merito a tale iniziativa”. CGIL FP, CISL FP e UIL FP Trentino smentiscono questa ricostruzione e alzano il livello della risposta.

La bugia: i sindacati non sono stati “preventivamente informati”

L’Ufficio Personale dell’Istituto ha comunicato oggi ai lavoratori infermieri che le organizzazioni sindacali erano già state preventivamente informate dell’iniziativa. Questa affermazione è falsa o quanto meno gravemente fuorviante.

In data 7 maggio 2026 la direzione ha inviato alle organizzazioni sindacali una comunicazione nella quale annunciava unilateralmente la propria decisione – già assunta – di erogare superminimo riassorbibile e fringe benefit al solo personale infermieristico con decorrenza 1° maggio 2026. Non si trattava di una preventiva informazione finalizzata al confronto: era la notifica di una decisione già presa, senza alcuna richiesta di parere, senza apertura di tavolo negoziale, senza alcun rispetto delle procedure previste dalla contrattazione collettiva.

Informare i sindacati di ciò che si è già deciso non è contrattazione. Presentarlo ai lavoratori come se le sigle sindacali fossero state coinvolte nel processo è una menzogna che non possiamo accettare.

La discriminazione: aumenti solo agli infermieri, tutti gli altri esclusi

L’iniziativa della direzione è rivolta esclusivamente al personale infermieristico. Vengono così esclusi da qualsiasi riconoscimento economico tutti gli altri lavoratori che ogni giorno garantiscono il funzionamento della struttura:

▸ gli operatori socio-sanitari (OSS), che svolgono un lavoro fondamentale di assistenza diretta alla persona;
▸ i tecnici sanitari di radiologia e gli altri profili tecnici;
▸ il personale amministrativo e di supporto;
▸ i fisioterapisti e gli altri professionisti della riabilitazione.

Questo non è valorizzare il personale: è discriminare tra lavoratori della stessa struttura, creando divisioni interne e gerarchie retributive arbitrarie, decise unilateralmente dalla direzione senza alcuna base contrattuale. La Delibera della Giunta Provinciale n. 633/2026, che ha stanziato 1,4 milioni di euro per le strutture accreditate, parla esplicitamente di “personale delle strutture private accreditate” senza distinzioni di categoria. La direzione San Camillo ha scelto di ignorarlo. Vi è poi un ulteriore elemento di inaccettabilità che non può passare sotto silenzio: l’incremento tariffario che la struttura riceve dalla Provincia è strutturale, stabile, garantito per contratto e non soggetto a revoca. Il superminimo riassorbibile riconosciuto agli infermieri è invece precario per definizione: la direzione può eliminarlo in qualsiasi momento con una decisione unilaterale, senza preavviso e senza alcuna tutela per il lavoratore. La Provincia eroga risorse certe e permanenti; la struttura risponde con benefici temporanei e revocabili. Questo squilibrio è inaccettabile e dimostra che, senza obblighi vincolanti, le risorse pubbliche non si trasformano in diritti per i lavoratori.

Così non va: strame dei contratti, risorse pubbliche, nessuna regola

Quello che sta accadendo al San Camillo fotografa con precisione il problema sistemico che abbiamo denunciato alla Provincia: le strutture private accreditate ricevono risorse pubbliche crescenti, ma in assenza di obblighi contrattuali cogenti le gestiscono come ritengono opportuno, ignorando la contrattazione collettiva, bypassando i sindacati e discriminando tra categorie di lavoratori.

Chi fa strame dei contratti non può ricevere aumenti delle convenzioni pubbliche. Questo è il principio che chiediamo alla Provincia Autonoma di Trento di affermare con chiarezza e di tradurre in norme vincolanti. Le risorse pubbliche devono essere condizionate al rispetto delle regole contrattuali e alla sottoscrizione di accordi integrativi che coinvolgano tutti i profili professionali.

Ricordiamo inoltre che questi comportamenti configurano una violazione del patto sui salari sottoscritto nel luglio scorso con la Giunta Provinciale, che impegnava le parti a perseguire miglioramenti retributivi attraverso strumenti condivisi e stabili.

La Provincia intervenga: livelli occupazionali e regole sugli aumenti

CGIL FP, CISL FP e UIL FP Trentino chiedono alla Provincia Autonoma di Trento di esercitare con urgenza il proprio ruolo di garanzia. Non è pensabile che la Provincia stanzi risorse pubbliche significative per il privato accreditato e poi si disinteressi di come vengono gestite nei confronti dei lavoratori.

In particolare chiediamo:

▸ Nessun aumento delle convenzioni a strutture che non rispettano la contrattazione collettiva e che operano in modo unilaterale sui trattamenti economici dei lavoratori;
▸ Regole chiare e vincolanti sugli incrementi tariffari: la DGP n. 633/2026 deve essere integrata con clausole di condizionalità che obblighino alla contrattazione integrativa con tutte le organizzazioni sindacali rappresentative;
▸ Tutela dei livelli occupazionali: la Provincia valuti con urgenza l’impatto dei comportamenti datoriali sulla stabilità lavorativa di tutto il personale del San Camillo, non solo degli infermieri;
▸ Convocazione immediata di un tavolo istituzionale con le organizzazioni sindacali per definire le regole del sistema.

Pronti alla mobilitazione e alla denuncia

CGIL FP, CISL FP e UIL FP Trentino – Settore Sanità – dichiarano che, in assenza di un intervento immediato della Provincia e di un cambio di rotta da parte della direzione San Camillo, adotteranno tutte le iniziative necessarie a tutela dei lavoratori rappresentati:

▸ denuncia formale alle autorità competenti per violazione delle norme sulla contrattazione collettiva e per comportamento antisindacale;
▸ segnalazione alle centrali sindacali confederali provinciali e alle istituzioni competenti;
▸ avvio di una campagna di informazione rivolta a tutti i lavoratori della struttura, compresi quelli esclusi dall’iniziativa datoriale;
▸ mobilitazione e azioni di protesta qualora la situazione non venisse risolta entro tempi ragionevoli.

«Non permetteremo che le risorse pubbliche finanzino la discriminazione tra lavoratori e l’aggiramento sistematico della contrattazione. Chi fa strame dei contratti non ha diritto agli aumenti delle convenzioni pubbliche. E chi mente ai propri dipendenti sul ruolo dei sindacati deve aspettarsi una risposta all’altezza.»

CGIL FP Trentino CISL FP Trentino UIL FP Trentino
Segretario Generale Segretario Generale Segretario Generale
Alberto Bellini Beppe Pallanch Giuseppe Varagone

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13.05.2026 Comunicato stampa congiunto