Corriere del Trentino – Martedì 23 Dicembre 2025

Bene il contratto, ma serve un approccio più strutturale

 

Pedrotti (Opi): «Mancano ancora 450 infermieri». Ospedale di Borgo, i sindacati lanciano l’allarme

SANITÀ

TRENTO Passi avanti ne sono stati fatti, la strada imboccata è quella giusta, ma «serve un approccio più incisivo e strutturale». Il presidente dell’Ordine delle professioni infermieristiche (Opi) Daniel Pedrotti ricorda i numeri: «In provincia di Trento mancano ancora 450 infermieri, compresi quelli che servono per la messa a terra della riforma territoriale». Ieri mattina il direttore generale dell’azienda sanitaria Antonio Ferro ha ricordato la chiusura dei nuovi contratti, «che rafforzano la componente economica, ma soprattutto introducono maggiore attenzione alla conciliazione tra lavoro e vita privata», ha detto. Ma il tema della carenza di infermieri resta centrale e urgente. «In questo anno e mezzo c’è stato un grande lavoro di sinergia, di dialogo con l’assessorato e condivisione delle strategie per invertire la rotta e rendere più attrattivo il sistema per tutti i professionisti sanitari — spiega Pedrotti — è chiaro quindi che deve esserci un approccio multistrategico, quindi rendere attrattivo il sistema formativo universitario, e su questo si sta lavorando, e in particolare la professione». Bene gli ultimi contratti siglati. «Introducono — dice il presidente di Opi — innovazioni sia sul piano giuridico che economico sicuramente virtuose rispetto al nazionale, per quanto riguarda la conciliazione lavoro e vita privata e anche dal punto di vista economico. Siamo nella strada giusta ma dobbiamo rendere strutturali queste strategie». Pedrotti sottolinea un altro aspetto positivo: «Se lo scorso anno erano 140 gli iscritti al corso di laurea in Infermieristica, quest’anno erano oltre 180 e l’hanno indicata come prima scelta. Questo è un buon risultato». In prospettiva, però, secondo Pedrotti «occorre riconoscere le specializzazioni, autorizzare competenze avanzate come la prescrizione di ausili e presidi e infine rafforzare la presenza strategica degli infermieri nella governance del sistema sanitario provinciale». Intanto i sindacati lanciano un nuovo allarme per il personale infermieristico all’ospedale di Borgo Valsugana. «Ferie non usufruite, mancato recupero psicofisico e una turnistica prolungata fino a 12 ore consecutive. La situazione non è più sostenibile», denunciano il Nursing Up e la Uil Fpl Sanità.

 

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CORRIERE sanita ART 231225