Il T / Corriere del Trentino – Domenica 18 gennaio 2026
E adesso i sindacati mettono sotto accusa il direttore generale: «Deve dimettersi»
Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl: «Procedure disciplinari in aumento, solo noi ne trattiamo 60 all’anno»
SANITÀ
Gli intoppi del sistema di prenotazione (Cup) delle visite mediche, il software dei punti prelievo del sangue in tilt, i «gravi malfunzionamenti al nuovo programma informatico nei Pronto soccorso». E da ultimo «ma non da meno» il caso della dipendente dell’Azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino (Asuit) finita sotto procedimento disciplinare per aver rilasciato un’intervista critica al Tgr Rai di Trento. Tutti problemi che, sommati l’uno all’altro, portano i sindacati del comparto pubblico Uil Fpl, Cisl Fp e Fp Cgil a parlare di una sanità trentina «fuori controllo», arrivando a chiedere le dimissioni del direttore generale dell’Asuit Antonio Ferro.
«Basta improvvisazioni». Nei giorni scorsi l’attenzione si è focalizzata sulle problematiche dei centri prelievo e del Cup, ma il segretario generale della Uil Fpl Giuseppe Varagone denuncia anche «i gravi disagi che stanno interessando il sistema sanitario provinciale a seguito dell’introduzione del nuovo programma Sio nei Pronto soccorso. Il nuovo sistema informatico — aggiunge — fin dalla sua attivazione ha evidenziato gravi malfunzionamenti che hanno compromesso il regolare svolgimento delle attività sanitarie, in particolare nella delicatissima fase del triage». La situazione, poi, si è aggravata con i disservizi causati dai sistemi del Cup e dei punti prelievo. «Siamo di fronte a una gestione inaccettabile dei processi organizzativi e informatici della sanità trentina — attacca Varagone — per questo chiediamo le immediate dimissioni del direttore generale di Asuit, ritenendolo politicamente e amministrativamente responsabile di una situazione ormai fuori controllo».
«Ferro responsabile». Il segretario generale della Fp Cgil Alberto Bellini non fa troppi giri di parole: «Accoglierei le dimissioni di Ferro con giubilo». «La gestione organizzativa dell’azienda è sicuramente deficitaria e Ferro ne è responsabile perché con lui i problemi sono drammaticamente aumentati — afferma — Anche l’assessore Tonina ha le sue responsabilità, ma sono legate al sistema politico». Il suo collega della Cisl Fp Giuseppe Pallanch non si «accontenta» di eventuali dimissioni: «Noi chiediamo che i vertici dell’Azienda sanitaria rispondano dei danni arrecati».
Il caso della dipendente. Pallanch si riferisce al caso della professionista sanitaria, delegata sindacale, raggiunta da un procedimento disciplinare per «danno d’immagine» dopo aver denunciato alcune criticità all’ospedale di Arco in un’intervista in forma anonima. Non un caso isolato, sostengono i sindacalisti. «Negli ultimi anni abbiamo assistito a un incremento dei procedimenti disciplinari, utilizzati quasi come uno strumento di deterrenza — dice il sindacalista della Cisl — Solo noi ne gestiamo 7-8 all’anno. Così, anziché attrarli, li allontaniamo i professionisti sanitari». I sindacati precisano che è giusto «sanzionare i casi più gravi», ma «abbiamo notato una maggiore voglia di controllo, con tanti procedimenti disciplinari, fastidiosi, a volte pretestuosi, tali da operare una pressione indebita nei confronti dei lavoratori portatori di istanze — considera Bellini — Noi gestiamo 35-40 casi all’anno, molti dei quali riguardano l’utilizzo del buono pasto fuori orario di 5 o 10 minuti». «Noi invece ci occupiamo di 20-25 casi all’anno — riferisce Varagone — Abbiamo registrato un aumento del 50% dei procedimenti». In totale, dunque, sono almeno 60 i procedimenti disciplinari che finiscono sul tavolo dei sindacati.
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IL T sanita ART 180126
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