Trento, 24.02.2026
Sanità privata e la dignità differenziata: basta elemosine, serve contratto vero
Al di là dei proclami e delle dichiarazioni di principio, nella sanità privata continuiamo a non riuscire a dare risposte vere alle lavoratrici e ai lavoratori del settore.
Nella giornata di ieri, presso la Casa di Cura Solatrix di Rovereto, si è svolta l’ennesima discussione a livello aziendale che avrebbe dovuto aprire un confronto serio e costruttivo per la contrattazione integrativa. Avevamo tracciato una linea chiara: valorizzare economicamente chi garantisce servizi essenziali, con un riconoscimento strutturale, duraturo e degno.
La risposta ricevuta è stata sconcertante. La proposta aziendale si traduce in 10 euro agli infermieri sotto forma di buono pasto e 6 euro agli operatori socio-sanitari attraverso lo stesso meccanismo. Non si tratta di un errore né di una provocazione, ma di una scelta precisa che introduce una diseguaglianza inaccettabile tra lavoratrici e lavoratori che operano fianco a fianco, condividendo turni pesanti, carichi di lavoro crescenti e la quotidiana pressione assistenziale.
I bisogni fisiologici sono uguali per tutti. La dignità del lavoro è uguale per tutti. Eppure si tenta di introdurre una “dignità differenziata”, persino attraverso un buono pasto. Differenziare perfino un diritto così elementare significa lanciare un messaggio profondamente sbagliato e creare una graduatoria di valore tra professionisti che, ciascuno per il proprio ruolo e le proprie competenze, contribuiscono ogni giorno alla qualità dell’assistenza. Non è accettabile che si introducano divisioni simboliche mentre si chiedono sacrifici concreti.
Questa scelta aziendale non rappresenta alcuna valorizzazione economica, ed è il segno di una logica che continua a considerare il personale come un costo da comprimere e non come una risorsa da riconoscere. Ieri le OO.SS. presenti al tavolo abbiamo proposto di dare una risposta economica mensilmente in busta paga così facendo aumenterebbe il proprio potere d’acquisto.
La vertenza però non riguarda solo questa struttura. I contratti collettivi nazionali della sanità privata sono fermi da anni e migliaia di lavoratrici e lavoratori attendono il rinnovo contrattuale, mentre il divario salariale e normativo rispetto al pubblico si amplia.
Per questo i Segretari Generali Alberto Bellini CGIL FP, Giuseppe Pallanch, CISL FP Trentino, e Giuseppe Varagone, UIL FPL Sanità, chiedono con forza che la politica e le istituzioni intervengano con atti concreti e vincolanti, imponendo l’apertura e la conclusione delle trattative per il rinnovo dei contratti della sanità privata e vincolando le risorse pubbliche e l’accreditamento delle strutture alla reale applicazione di contratti dignitosi e aggiornati.
Non servono mance né operazioni simboliche. Serve un contratto rinnovato, serve equità, serve rispetto. Perché se i bisogni fisiologici sono uguali per tutti, anche la dignità non può essere differenziata.
Cgil Fp Cisl Fp Uil FPL Sanità
Alberto Bellini
Pallanch Giuseppe
Varagone Giuseppe
Scarica il pdf: Comunicato stampa Solatrix CGIL CISL UIL
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