Il T – Mercoledì 17 dicembre 2025
«Smart working? Solo 1 giorno su 7»
La Fem taglia il lavoro agile. Vetrone: «L’80% dei lavoratori pubblici ha 2 giorni»
ECONOMIA
In ufficio e a casa. Fondazione Mach: in vigore con l’anno nuovo. Cgil Cisl Uil: «Traditi gli impegni». Flp: «Inps esempio positivo: 12 giorni al mese, e attrae personale da fuori regione». di Gabriele Stanga
«Nel 2026 in base ai nuovi criteri individuati sarà consentito massimo un giorno di lavoro agile a settimana. Due giorni saranno concessi solo dietro motivate richieste con valutazione da parte del dirigente responsabile». Questa la comunicazione che nei giorni scorsi hanno ricevuto i lavoratori della Fondazione Edmund Mach (Fem). Una decisione, quella di ridurre le giornate di lavoro agile da 2 alla settimana ad una sola, che non solo cozza con i dati generali della pubblica amministrazione – che vedono un aumento del coinvolgimento dei dipendenti in forme di lavoro smart – ma che stona anche con l’apertura mostrata sul tema dal vicepresidente della Provincia Achille Spinelli e dal presidente dell’Agenzia del lavoro Riccardo Salomone (vedi il T di ieri). «Lo smart working è un fattore di attrattività ma anche un obiettivo di sostenibilità», aveva detto l’assessore, aggiungendo che «chi utilizza bene le proprie ore di lavoro riuscirà ad organizzarsi per essere efficace anche nelle attività da casa». La scelta ha suscitato perplessità e reazioni da parte dei sindacati, che parlano di mancato rispetto degli accordi con i lavoratori. Contattata telefonicamente la Fem non ha voluto replicare.
«Traditi gli impegni»
Dura la presa di posizione dei segretari delle funzioni pubbliche di Cgil, Cisl e Uil, Alberto Bellini, Giuseppe Pallanch e Andrea Bassetti: «Mentre accogliamo con favore le parole dell’assessore Achille Spinelli, che confermano la bontà del percorso fatto in questi anni riconoscendo il lavoro agile come una risorsa e frutto di una visione moderna della produttività, spiace constatare che attori cruciali della ricerca come la Fondazione Edmund Mach non solo disattendano le intese, ma le peggiorino senza alcun motivo oggettivo», affermano. «È paradossale – incalzano i tre segretari generali – che proprio in un settore d’avanguardia come quello della ricerca, che per sua natura vive di obiettivi e risultati, si scelga la via della rigidità, andando nella direzione opposta rispetto al resto del mondo del lavoro e alle stesse indicazioni provinciali. Questa decisione crea difficoltà organizzative inutili e tradisce gli impegni presi con i lavoratori». I sindacalisti allargano poi il ragionamento al futuro della governance della Fondazione: «A questo punto attendiamo di capire se gli attuali vertici saranno confermati e quale indirizzo si vorrà intraprendere su molte altre situazioni ancora aperte. Certo è che se il buongiorno si vede dal mattino, c’è poco da stare sereni. Questo atto unilaterale rappresenta un pessimo segnale per il futuro delle relazioni sindacali e per la gestione di un ente così strategico per il Trentino. Ci aspettiamo un confronto vero e il rispetto degli accordi: non accetteremo passi indietro».
«Con lo smart si lavora meglio»
In Trentino Alto Adige ci sono 95mila lavoratori pubblici, dei quali circa 45mila in Trentino. «Di questi – spiega il segretario della Federazione Lavoratori Pubblici, Giuseppe Vetrone – moltissimi sono coinvolti in forme di lavoro agile. Diciamo che circa l’80% ha due giorni a settimana di smart working, per un massimo 8-10 giorni al mese». Ma per la Flp si può fare ancora meglio: «Un esempio positivo è quello dell’Inps che concede fino a 12 giorni al mese, con punte di 14 per particolari situazioni personali – osserva Vetrone – In questo modo si riescono a trattenere tanti lavoratori che vincono concorsi e vengono da fuori, i quali, non potendo permettersi l’alloggio lavorano dai luoghi di origine per quei 14 giorni e poi vengono sul territorio per il periodo restante. E migliora anche la soddisfazione personale». Non solo perché non ci sono effetti negativi sulla produttività: «Negli ultimi anni dopo il covid, nonostante non si andasse in presenza, sono stati raggiunti il 110% degli obiettivi. Le amministrazioni con cui ci confrontiamo hanno già raggiunto con anticipo gli obiettivi assegnati da Roma per la fine dell’anno». Perciò il sindacalista si dice stupito della scelta della Fem: «I risultati si raggiungono senza rigidità – commenta – Mi piacerebbe confrontarmi con chi ha questa visione orientata al passato. È una tendenza che riscontro anche in alcune grandi amministrazione e che è basata sull’idea falsa che il controllo diretto sul lavoro lo renda più produttivo. Invece sono proprio la fiducia e la serenità dell’ambiente che migliorano le prestazioni lavorative».
Smart working. In Trentino su circa 45mila lavoratori pubblici circa l’80% beneficia di 2 giorni a settimana di smart working, c’è chi però ancora crede che il lavoro agile incida negativamente sulla produttività. Crea scalpore la decisione della Fondazione Edmund Mach di ridurre i giorni di smart settimanali.
Scarica il pdf:
No Comments