Il T – Martedì 30 Dicembre 2025
Stati generali e revisione della legge sulla scuola
di Pietro Di Fiore *
OPINIONE
È con viva soddisfazione che abbiamo appreso dalla stampa come, finalmente, anche i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, ed in particolare il segretario Grosselli, abbiano deciso di sostenere una quinquennale richiesta che Uil Scuola, come unica voce nel deserto, ha avanzato al decisore politico. Era sul finire del 2019, allora la legge provinciale sulla scuola aveva compiuto 15 anni, quando il segretario di Uil Scuola si rivolse all’allora assessore Bisesti chiedendo di «rivedere l’intera legge 5 avviando dei veri e propri “Stati Generali della e per la Scuola”». Inizialmente da parte dell’assessore vi fu una sincera apertura ad avviare un confronto sui diversi capitoli della legge. In seguito tutto si fermò. Colpa del Covid? È facile pensare che ancora una volta l’amministrazione poté più della volontà politica. Come diceva Andreotti: «A pensar male si fa peccato, ma molto spesso ci si indovina». Anni dopo, siamo nel dicembre 2023, nel primo incontro con la vicepresidente ed assessora Gerosa Uil Scuola ancora una volta, fra le varie richieste, ritornò sulla necessità di una profonda revisione della legge provinciale, ché in vent’anni la scuola è cambiata, la società è cambiata. Riprendiamo al proposito una dichiarazione che facemmo: «Si apra un confronto di revisione delle due leggi provinciali (la 5/2006 e la 13/1977): è necessario rivedere l’intero sistema formativo ed educativo, assegnando ad ognuno il proprio compito e definendo per la scuola la sua specifica mission». Ora è necessario rivedere interamente il sistema integrato dell’istruzione e della formazione in Trentino: scuola dell’infanzia e formazione professionale, ambiti scolastici di straordinaria importanza, debbono essere pienamente integrati nella legge. A partire dai contratti. Ma parlare di sistema integrato della formazione e dell’istruzione vuol dire anche rivedere e riorganizzare la collaborazione tra ciò che è scuola e ciò che non lo è: stiamo parlando dei servizi di conciliazione, del cosiddetto terzo settore. Tanto più se vogliamo correggere e rimettere in equilibrio un intero sistema, che da tempo è in sofferenza, anche in conseguenza di scelte politiche affrettate e, per ciò stesso, maldestre. Quindi con soddisfazione abbiamo appreso dalla stampa che anche Cgil e Cisl, come ricordato la Uil fin dal 2019 aveva supportato la richiesta della categoria scuola. Parta immediatamente il confronto, prima però si tenga conto di due condizioni prerequisito, affinché il 2026 sia veramente l’anno della riforma della scuola in Trentino. La prima è che i segretari generali ascoltino maggiormente le proprie categorie: solo la conoscenza e la competenza permettono di avanzare concrete proposte sindacali di qualità. La seconda richiesta la vogliamo rivolgere all’assessora Gerosa. Dopo due anni si costituiscano gli Stati generali della scuola. Chiediamo alla dottoressa Gerosa di non prendere decisioni affrettate attraverso tavoli con misteriosi e selezionatissimi interlocutori. Si apra da subito invece un vero confronto, passando dall’ascolto al dialogo, con tutte le persone di scuola e fra queste le organizzazioni sindacali: quelle che rappresentano migliaia di lavoratrici e lavoratori. Chi la Scuola, una scuola di qualità, la fa ogni santo giorno. * Segretario della Uil Scuola
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