Il T – Giovedì 8 gennaio 2026

«Sì alla chiusura domenicale: più attrattivi»

 

Sait e Uiltucs aprono alla proposta della Coop: «Oggi non si trova personale»

Supermercati

Supermercati chiusi la domenica? Il tema torna d’attualità. Nei giorni scorsi l’Associazione nazionale delle cooperative di consumatori (Ancc) ha lanciato la proposta sul Sole 24 Ore: «Come Coop stiamo facendo una riflessione che vorremmo condividere con il sistema della grande distribuzione: la chiusura dei supermercati la domenica», ha dichiarato il presidente di Ancc-Coop Ernesto Dalle Rive. In Trentino il sindacato e Sait (consorzio delle cooperative di consumo trentine) aprono a questo scenario. Dalle Rive ha messo sul piatto anche la questione dei costi in un contesto economico fragile, segnato da una crescita quasi impercettibile e da consumi che faticano a ripartire. Ma il tema non riguarda solo i conti delle imprese. Per i lavoratori della grande distribuzione, la domenica è da anni un nodo sensibile: molti addetti vedono nel lavoro festivo un sacrificio che pesa sull’equilibrio fra la vita privata e quella professionale. «È una battaglia che abbiamo sempre portato avanti sia a livello ideologico che industriale — dice Vassilios Bassios, segretario generale della Uiltucs del Trentino — I supermercati sempre aperti hanno un elevato costo di gestione e rendono la professione meno attrattiva. Le strutture fanno fatica a trovare personale e per chi ha famiglia lavorare anche di domenica diventa un peso. Serve un ragionamento di insieme però: se si decide di chiudere, chiudono tutti. Il vantaggio economico, inoltre, sarebbe minimo: non è che più giorni si rimane aperti e più si vende, ma semplicemente con un’eventuale chiusura le vendite sarebbero meglio distribuite gli altri giorni». La proposta, al momento, rappresenta un invito ad aprire un confronto con il resto del settore per arrivare a una posizione condivisa. La sfida, dunque, sarebbe quella di evitare iniziative isolate e ragionare su un nuovo equilibrio tra sostenibilità economica, diritti dei lavoratori e bisogni dei consumatori. «Per gestire un orario di 7 giorni su 7 i costi necessari sono più elevati — prosegue il sindacalista — un’eventuale chiusura domenicale gioverebbe a tutti se proposta in maniera pensata: sia alla vendita, che diventerebbe più omogenea e sostenibile, sia ai lavoratori, e anche all’ambiente, riducendo l’eccessivo uso di macchine concentrate la domenica». Sulla stessa lunghezza d’onda Renato Dalpalù, presidente di Sait: «È una possibilità che nasce dal presidente nazionale Dalle Rive — sottolinea — con l’apertura domenicale la professione è meno attrattiva, e inoltre, se si chiude la domenica, si sopperirebbe a una mancanza di collaboratori disposti a lavorare di domenica: seppur retribuito maggiormente, il lavoro domenicale al lavoratore medio non giova. È vero che oggi la domenica è diventata il giorno in cui molti cittadini vanno a fare la spesa — prosegue — però, se si decidesse di chiudere i supermercati, ci si potrebbe adattare trovando un nuovo sistema di vendita, con le spese che potrebbero essere maggiormente distribuite negli altri 6 giorni settimanali». La chiusura domenicale dei supermercati viene letta dalle cooperative come una possibile risposta strutturale: le aperture festive comportano costi elevati, soprattutto sul fronte del lavoro, e in più, secondo Dalpalù, rendono la professione meno attrattiva anche per i giovani. «Nel panorama tedesco tendenzialmente la domenica i supermercati sono sempre chiusi, basta saper adattare il sistema ai propri cittadini — considera la guida di Sait — La spesa sul cibo dipende inoltre dalla popolazione: se la popolazione è stabile non c’è un’esigenza di servizio aperto 7 su 7. Dall’altro lato, invece, esiste e in modo molto evidente, il problema della mancanza di personale. È necessario in qualche modo anche adattarsi a chi lavora, oppure ai giovani che vorrebbero lavorare nei supermercati, rendendo la professione più attrattiva, con la domenica di riposo. Ovviamente bisogna trovare un equilibrio negli orari e nella gestione del personale nei restanti 6 giorni settimanali. Risulta poi necessario trovare una sintesi nelle azioni da una parte dei consumatori, dall’altra dei lavoratori, e questo è un altro paio di maniche. La società sta cambiando — conclude — i giovani non sono più disposti a rinunciare a tutto per il lavoro, è fondamentale dunque offrire loro delle condizioni ragionate, per invogliarli di più a lavorare nei supermercati, chiaramente senza penalizzare troppo i consumatori, ma trovando delle misure che potrebbero soddisfare tutte le categorie interessate».

 

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IL T supermercati ART 080126