l’Adige – Giovedì 8 gennaio 2026
«Turismo, contratto entro il 31 gennaio»
I sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil sollecitano il rinnovo entro la scadenza
LA VERTENZA
La stagione invernale è tutt’altro che conclusa, ma con le feste natalizie ormai alle spalle per il turismo trentino è già tempo di primi bilanci. Il periodo da Natale all’Epifania è il cuore della stagione e vale da solo quasi un quarto dell’intero movimento invernale. E le impressioni, quest’anno, sono positive. Nonostante la quasi totale assenza di neve naturale – un elemento che avrebbe potuto scoraggiare gli appassionati di sci – le presenze dovrebbero allinearsi ai numeri dello scorso anno. In questo contesto, però, arriva la voce dei sindacati Filcams – Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs, Luigi Bozzato, Fabio Bertolissi e Vassilios Bassios, che chiedono che la ricchezza generata dal settore venga redistribuita in modo più equo anche a chi lavora negli alberghi, nei ristoranti e nei bar della provincia. Il rinnovo del contratto provinciale del turismo, in scadenza il 31 gennaio e non prorogabile, è dietro l’angolo e rappresenta un passaggio decisivo. «Il rinnovo dell’integrativo deve diventare un’occasione per incentivare la qualità del settore» affermano le tre sigle, che invitano le controparti «ad arrivare a un’intesa entro il 31 gennaio, prima dell’avvio delle Olimpiadi invernali». Un appuntamento, quello dei Giochi Olimpici Milano Cortina, che per il Trentino è «un’opportunità unica per dimostrare che il territorio è all’avanguardia nella qualità del lavoro». I sindacati ricordano che il contratto provinciale «coinvolge circa 30.000 lavoratori» e che, pur essendo stata avviata la trattativa, «serve un’accelerazione per mettere a disposizione di lavoratori e aziende uno strumento contrattuale adeguato al contesto sociale ed economico trentino». I sindacati osservano che «il Trentino si conferma tra le destinazioni più scelte in Italia, con un tasso di saturazione del 49,7% a novembre, secondo solo al Lazio». E aggiungono un dettaglio non irrilevante: «Il prezzo medio per notte in provincia è di 111,77 euro, ben al di sotto della media nazionale di 122 euro». Una constatazione che, letta tra le righe, suggerisce come il settore avrebbe margini economici ulteriori. E che un eventuale riallineamento delle tariffe potrebbe contribuire a sostenere anche migliori condizioni per chi lavora. Un quadro incoraggiante, dunque, che però non risolve i nodi strutturali: «Il settore è in costante crescita, ma fatica a fidelizzare la forza lavoro e a destagionalizzare l’attività, elementi indispensabili per garantire occupazione stabile e di qualità». Da qui le richieste avanzate al tavolo negoziale. «Le nostre proposte vanno nella direzione del benessere diffuso, che deve includere anche i lavoratori, gratificando l’impegno e valorizzando le professionalità». Oltre agli aumenti retributivi, ritenuti «necessari per compensare un costo della vita fuori controllo», le tre sigle chiedono «la costituzione di una Commissione di conciliazione paritetica all’interno dell’Ente Bilaterale del Turismo Trentino, per affrontare le inadempienze contrattuali». Un altro tema caldo è quello del dumping contrattuale: «È urgente contrastare i contratti pirata, soprattutto nelle attività esternalizzate a società e pseudo-cooperative opache di fuori provincia, che generano risparmi immediati per le aziende». Risparmi che, avvertono, «si rivelano controproducenti nel medio e lungo periodo, perché minano la fiducia alla base dei rapporti di lavoro». Il tutto mentre il settore soffre una carenza cronica di personale: «Mancano circa 2.500 addetti». Tra le priorità figurano anche «misure per la destagionalizzazione e la stabilizzazione dell’occupazione» e «interventi per la formazione e la qualificazione professionale, riconoscendo il valore delle competenze specifiche dell’ospitalità trentina». I sindacati ribadiscono la disponibilità al confronto: «Chiediamo un impegno concreto per chiudere la trattativa entro il 31 gennaio, nell’interesse di lavoratori, imprese e dell’intera comunità trentina, anche in vista dell’avvio dei Giochi Olimpici, che avranno sedi anche a Predazzo e Tesero».
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