Uilca, desertificazione bancaria in Trentino-Alto Adige: indice di insoddisfazione al 91%
Il segretario generale Uilca Fulvio Furlan: servono Osservatori Regionali e una strategia di lungo periodo a tutela di persone, territori e occupazione. Bene maggiore consapevolezza sul fenomeno
Su dieci persone, per sei il fenomeno incide sullo spopolamento, per otto rappresenta un fattore di marginalizzazione e influisce sulle truffe online, mentre per sette favorisce l’usura.
Trento, 31 luglio 2026 – La desertificazione bancaria continua e gli impatti su persone, territori ed economia reale aumentano. Filiali chiuse, servizi assenti, comuni spopolati e cittadini più esposti ai rischi di truffe online e usura.
Questo è il quadro che emerge dal terzo Rapporto Uilca sulla desertificazione bancaria, “L’impatto della desertificazione bancaria sugli italiani 2025”: in Trentino-Alto Adige nove persone su dieci sono insoddisfatte (90,8%) per la riduzione o la chiusura delle filiali nel luogo in cui vivono; per otto su dieci la presenza di un bancomat non è sufficiente a sostituire il rapporto umano.
Il Rapporto Uilca 2025 introduce una novità: tre approfondimenti tematici dedicati a spopolamento, truffe informatiche e rischio usura.
«La desertificazione bancaria non è un luogo comune, ma un tema concreto e noto all’opinione pubblica, i cui molteplici effetti negativi si riversano sul tessuto sociale ed economico del Paese: dall’aumento delle truffe online allo spopolamento dei territori, fino al rischio di usura e riciclaggio. Dietro ogni sportello chiuso c’è un anziano che non sa più come prelevare la pensione, un piccolo imprenditore costretto a percorrere chilometri per gestire le proprie finanze, una famiglia che perde un presidio di fiducia», commenta il segretario generale Uilca Fulvio Furlan.
LA DESERTIFICAZIONE BANCARIA IN TRENTINO-ALTO ADIGE
Dal 2020 al 2025 i comuni serviti da banche in Trentino-Alto Adige sono diminuiti del 4,6%, passando da 260 a 248. Ogni mese sono stati chiusi, in media, 1,2 sportelli bancari. Nel periodo considerato le filiali sono passate da 736 nel 2020 a 662 nel 2025, registrando un calo del 10,1%. A oggi sono 24.215 i cittadini che risiedono in comuni privi di sportelli.
«È un bene che oggi ci sia una più ampia consapevolezza sull’entità del problema, ma c’è ancora molto da fare. In primo luogo, è indispensabile che in ogni Regione, come già avvenuto in alcune, sia avviato un Osservatorio con la partecipazione delle parti politiche, dei sindacati, di Abi e delle banche, per monitorare il fenomeno e intervenire in anticipo laddove si voglia procedere a una nuova chiusura che lascerebbe senza filiali il territorio in questione.
Proseguiremo con determinazione la nostra battaglia: la banca deve recuperare e rafforzare il proprio ruolo sociale, mettendo al centro le persone. In questo scenario, il risiko bancario deve rispondere a obiettivi industriali di lungo periodo, così da tutelare l’occupazione ed evitare l’aggravarsi del problema», conclude Furlan.
IL RAPPORTO 2025 IN BREVE
• Per sette persone su dieci (69,3%) la prossimità di una filiale influisce “molto o abbastanza” sulla propensione a investire.
• Per otto persone su dieci (80,4%) la banca fisica è un luogo utile per ricevere supporto e assistenza.
• Per sei persone su dieci (62,4%) la presenza di una filiale incide sulla scelta di vivere o meno in un territorio.
I FOCUS IN BREVE
• Spopolamento: per otto persone su dieci (79,8%) in Trentino-Alto Adige la chiusura delle filiali rappresenta un fattore di marginalizzazione del territorio.
• Truffe informatiche: per otto persone su dieci (82,9%) la riduzione dell’assistenza bancaria “umana” incide sulla capacità dei cittadini di difendersi dalle truffe.
• Rischio usura: per sette persone su dieci (74,1%) la scomparsa delle filiali contribuisce al diffondersi dell’usura.
Nell’ultimo anno emerge una maggiore conoscenza del problema, anche grazie all’azione portata avanti dalla Uilca e dagli altri sindacati e all’attenzione della stampa: il 55,4% degli intervistati ha dichiarato di aver acquisito informazioni attraverso i media; il 32,9% attraverso il passaparola o il confronto con parenti e amici; il 27,5% attraverso l’esperienza personale legata alla chiusura o alla riduzione dei servizi della propria filiale e il 6,7% grazie alle campagne di sensibilizzazione o alle iniziative promosse dalla Uilca.
IL SETTORE DEL CREDITO IN TRENTINO
Il settore del credito in Trentino si sta progressivamente svuotando. Marco Piasente, segretario territoriale Uilca del Trentino, segnala che negli ultimi cinque anni, tra banche e assicurazioni, la forza lavoro sul territorio è crollata di oltre il 20%.
La causa di questo spopolamento è chiara: il fenomeno della desertificazione bancaria si fa sentire anche in Trentino, aggravato dal fatto che i grandi gruppi bancari, come Intesa Sanpaolo e UniCredit, non sostituiscono i pensionamenti con personale locale.
Le nuove assunzioni vengono infatti dirottate quasi interamente verso le grandi piazze finanziarie, come Milano. Un andamento allarmante che impoverisce l’occupazione trentina e allontana i servizi dalle nostre comunità.
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CS_Uilca_CFNG3_Trentino Alto Adige_
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