Il T – Martedì 3 Febbraio 2026

Una rete di comunità per gli affitti

 

È partito in Valsugana il progetto Affittiamoci, per favorire canoni accessibili

Crisi abitativa

Da Pergine fino a Grigno, passando per la Val dei Mòcheni e il Tesino, arriva un nuovo progetto pilota per aiutare le persone a trovare alloggi in affitto e dall’altro lato tutelare anche i proprietari dagli inquilini morosi. Si chiama «Affittiamoci», finanziato tramite un bando provinciale dedicato alle politiche abitative, e coordinato dalla Rete Nazionale Coabitare Solidale e che ha trovato la collaborazione di diverse realtà locali, dalla Uil alla fondazione Valtes. Avevamo dato la notizia della nascita di questa iniziativa ancora sul numero di domenica: i lavori per metterla in atto e definire con precisione le modalità con cui sarà attiva sono appena cominciati, ma ci sono già diversi obiettivi chiari, come spiega il coordinatore del progetto Francesco Minora. Innanzitutto, l’obiettivo di mettere tra loro diversi soggetti locali interessati a rendere più semplice la ricerca di alloggi in affitto a cui si aggiunge la creazione di sportelli informativi sull’offerta di alloggi a canone accessibile e, infine, tavoli di lavoro in cui enti, aziende e associazioni possano esprimere le proprie necessità. «Il nostro progetto ha come obiettivo creare una rete tra soggetti locali, in modo da metterli in una filiera – spiega Minora –. Lo scopo è fare delle attività di formazione sia degli abitanti che dei proprietari: per questo sarà fondamentale la collaborazione di Uil, che attraverso i propri sportelli potrà dare delle informazioni sulle tipologie di contratto». Quindi, informando i cittadini, raccogliendo le disponibilità di enti e privati a dare in locazione alloggi o a farsi da garante per i propri lavoratori, Affittiamoci punta ad aumentare la disponibilità di case in affitto a prezzi più accessibili rispetto a quelli di mercato. E per far questo ha già coinvolto diversi enti del territorio: Uil Trentino, associazione Ama, la cooperativa Kaleidoscopio, Caritas, la fondazione Valtes e l’associazione Punto Zero. «Nella parte di sportello ci saranno dei colloqui per trovare inquilini e proprietari – aggiunge Minora –. Si tratta di un’iniziativa no profit finalizzato all’inserimento sul territorio. Intanto abbiamo dato l’annuncio dell’inizio dei lavori: proseguiranno per tutto l’anno e per ora abbiamo iniziato a costruire una rete. Il progetto riguarderà sia l’alta che la bassa Valsugana, compreso anche il Tesino. Non è una scelta casuale: qui si trovano aree diverse e rappresentative anche del resto del Trentino. Si va dalle aree turistiche come quelle di Levico e Caldonazzo, all’area cittadina di Pergine fino alle zone più isolate come il Tesino. Servirà per capire se può rimanere in piedi e se sia possibile espanderlo ad altri territori». La mancanza di alloggi in affitto è un problema segnalato in diversi comuni della zona, come Pergine e Borgo, dove è quasi impossibile trovare una casa in locazione. Come anticipato, l’avvio di Affittiamoci è stato possibile dal bando pubblicato a fine agosto dalla Provincia, che ha messo a disposizione un totale di 450mila euro per progetti volti proprio a favorire l’aumento della disponibilità di alloggi in affitto. Per Affittiamoci il contributo è di circa 80mila euro su una spesa attorno ai 90mila. «Abbiamo inserito anche uno studio di fattibilità sul tema dei fondi di garanzia – spiega il referente –. In Provincia non esiste questo strumento per prevenire la morosità: il bando non prevedeva questo aspetto ma abbiamo pensato che il mondo cooperativo e le Casse Rurali potessero ragionare su un fondo a cui dei futuri inquilini possono aderire, per poi avere un affitto contenuto per rimanere sul territorio». Quindi quella di Affittiamoci, come riportato nel nostro articolo di domenica, è un’idea nuova di affitto residenziale, legata alla comunità e allo sviluppo del territorio. Mettere a disposizione una casa, in un sistema facilitato come quello proposto, diventa un modo per offrire un servizio alla comunità, con benefici economici e sociali, e prevenire il disagio abitativo. «Arriveremo a toccare tutti i comuni interessati e chiederemo loro di aderire – conclude Minora –. Poi ci appoggeremo agli sportelli territoriali della Uil. Il nostro approccio non sarà quello di proporre una molteplicità di soluzioni in base alle esigenze del territorio».

 

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IL T affitti ART 030226