Il T – Venerdì 12 dicembre 2025
Villa Maria, lavoratori declassati: è polemica
I sindacati denunciano il cambio di contratto
CALLIANO
I dipendenti di Villa Maria passeranno dal Ccnl Aris, il contratto collettivo nazionale del lavoro dell’associazione religiosa istituti socio-sanitari, al Ccnl delle cooperative sociali. Una decisione presa unilateralmente dalla direzione della struttura di Calliano che ha messo sul piede di guerra le sigle sindacali del settore Cgil Fp, Cisl Fp e Uil Fpl, rappresentante rispettivamente dai segretari generali Alberto Bellini, Beppe Pallanch e Giuseppe Varagone. «Riteniamo inaccettabile procedere a una modifica contrattuale così rilevante senza un confronto preventivo e approfondito con le organizzazioni sindacali», denunciano. Il personale oggi in servizio, spiegano i sindacati, già percepisce infatti la differenza economica tra i due contratti, come previsto dalla normativa provinciale. Quest’ultima impone che, nelle strutture sanitarie e socio-sanitarie trentine, il contratto applicato non possa essere inferiore ai livelli economici garantiti dal Ccnl delle cooperative sociali. Pertanto la scelta di sostituire il Ccnl Aris con un contratto già utilizzato come parametro minimo di riferimento non comporterebbe per i sindacati alcun reale beneficio economico per l’ente, ma avrebbe invece un impatto significativo e negativo sui lavoratori. Non solo: «Considerata la tipologia dei degenti, la complessità clinica dei trattamenti erogati e il livello di responsabilità richiesto al personale – spiegano i tre segretari – il contratto maggiormente coerente con le attività svolte presso Villa Maria dovrebbe essere quello della sanità privata, già adottato da numerose strutture equivalenti presenti sul territorio provinciale. Tale contratto garantisce condizioni normative più adeguate, includendo indennità specifiche, progressioni economiche legate all’anzianità di servizio, livelli retributivi coerenti con le mansioni svolte e un impianto complessivo più rispondente alle reali professionalità impiegate». Al contrario, spiegano, il Ccnl delle cooperative sociali non prevede indennità di turno, compensi aggiuntivi per il servizio notturno, né il riconoscimento dell’anzianità maturata. L’eventuale applicazione di tale contratto determinerebbe quindi «un evidente peggioramento delle condizioni di lavoro, con un impatto diretto e immediato sul potere d’acquisto, sulle prospettive di crescita professionale e sulla valorizzazione delle competenze del personale. Una scelta del genere – denunciano ancora – rischia di compromettere non solo il clima interno, ma anche la capacità della struttura di attrarre e trattenere professionalità qualificate, indispensabili per garantire la qualità delle cure». Per questo motivo, i tre sindacati hanno chiesto con urgenza di incontrare la direzione e proclamato lo stato di agitazione di tutto il personale, riservandosi di mettere in atto ulteriori iniziative di mobilitazione qualora non venissero accolte le richieste di dialogo e revisione della decisione presa.
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