04 aprile 2019 – Trentino

Appalti, allarme dei sindacati sulle nuove regole

Il progetto. La giunta punta a semplificare: «Ma vogliono tornare indietro di 10 anni»

I sindacati trentini lanciano l’allarme in tema di appalti: «La giunta provinciale vuole smantellare il sistema che abbiamo faticosamente costruito negli ultimi 10 anni, ritornando, in nome della semplificazione, al sistema delle aggiudicazioni con il massimo ribasso».
Cgil, Cisl e Uil lo denunciano in una nota all’indomani di una riunione del Tavolo appalti svoltasi martedì in Provincia alla presenza di tutti gli attori del settore (Ance, artigiani, sindacati, Cooperazione) e del governatore Maurizio Fugatti. «Nel metodo è azzardato accelerare su norme che stanno ricevendo pesanti critiche anche a livello nazionale sottolineano Maurizio Zabbeni, Michele Bezzi e Matteo Salvetti che rappresentano le tre confederazioni sindacali al tavolo appalti provinciale -. Il Trentino si è sempre distinto per la propria capacità di creare norme a tutela del tessuto sociale della propria comunità. Anticipare sulla deregolamentazione del codice appalti appare di segno opposto e ci qualificherebbe all’avanguardia in termini negativi: territorio periferico mero esecutore della volontà altrui».
Per le organizzazioni sindacali anziché costruire bandi di gara che «premino le imprese strutturate selezionandole sulla base di offerte tecniche di qualità dei lavori o dei servizi richiesti dalla stazione appaltante, prediligendo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa si ritorna a criteri di aggiudicazione legati al prezzo più basso od alla fortuna delle medie delle offerte in gara. Si abbandonano quei criteri che intendevano premiare le imprese che garantivano occupazione stabile, qualità, sicurezza e regolarità del lavoro, qualità tecniche di garanzia nella realizzazione dei lavori e dei servizi. Anziché correggere le storture del sistema per renderlo efficacie, ci si arrende a logiche di deregolamentazione».
Altra questione sollevata dai sindacati è quella relativa all’aumento della possibilità di subappaltare. «Anche in questo caso dicono Cgil, Cisl e Uil le modifiche nazionali sono oggetto di forte critica, non si comprende la necessità di fare i primi della classe su un tema tanto delicato, fonte primaria di irregolarità e aggiramento delle norme. Anche in questo caso il Tavolo Appalti nel recente passato aveva affrontato la questione in termini opposti a quanto proposto». Su questi punti le parti hanno deciso di riaggionarsi per un ulteriore approfondimento.

 

Scarica il pdf: appalti ART 040419