Corriere del Trentino, Il T – 25 agosto 2023

Caldo nei cantieri, sindacati in allerta

La richiesta di Cgil, Cisl e Uil alle aziende: «Con 35 gradi si deve attivare la cassa integrazione»

TRENTO Mentre l’operaio 33enne, colto da un malore in un cantiere a Riva del Garda, resta ricoverato in rianimazione all’ospedale Santa Chiara i sindacati montano la polemica per le condizioni in cui si trovano molti lavoratori del settore edile.
«La vita di un lavoratore è a rischio a causa di un colpo di calore» attaccano Giampaolo Mastrogiuseppe e Matteo Salvetti, segretari rispettivamente di Fillea Cgil e Feneal Uil. Tuttavia secondo i sindacati esistono regole e strumenti per ridurre l’impatto delle alte temperature sulla salute dei lavoratori. «Con il caldo di questi giorni le imprese devono fermarsi e attivare la cassa integrazione».
Le categorie più a rischio sono proprio gli operai che si occupano di stendere il manto stradale, così come chi viene impiegato nei lavori di rifacimento dei tetti e delle facciate degli edifici. I colpi di calore però possono colpire persino coloro che lavorando all’aperto devono indossare indumenti di protezione o che si trovano in luoghi che non possono essere protetti dal sole.
Tornando invece all’operaio colpito da un malore in cantiere, Ottavio De Luca, reggente della Filca Cisl del Trentino e segretario nazionale della categoria, parla di «un fatto gravissimo. Il caldo — prosegue — sicuramente aumenta in modo esponenziale i rischi, ma non dimentichiamo che una circolare dell’Inps prevede il ricorso alla cassa integrazione quando la temperatura supera i 35 gradi, anche quando sono solo percepiti, e non c’è la possibilità di operare in luoghi protetti dal sole».
Da qui la richiesta della Cisl, rivolta alle varie parti in causa, ad «attivarsi con il massimo impegno, mettendo in campo tutte le misure per garantire la qualità del lavoro e la sicurezza dei lavoratori».
Questo un concetto ribadito anche da Cgil e Uil: «Inps e Inail prescrivono una serie di azioni da mettere in campo per prevenire i colpi di calore e in determinate condizioni è possibile ricorrere alla cassa integrazione».
Riguardo alle difficoltà denunciate dall’Associazione nazionale costruttori edili (Ance), proprio in merito all’attivazione della cassa integrazione legata alle condizioni meteorologiche, i segretari di Fillea e Feneal non nascondono un certo stupore: « È incomprensibile che l’Inps contravvenga alle sue stesse circolari. Se così fosse siamo pronti a fare fronte comune con le imprese per chiarire questa situazione». Benché la sospensione dell’attività rimanga l’azione più incisiva, i sindacati evidenziano comunque un insieme di buone pratiche da mettere in campo per evitare di incorrere nel colpo di calore, fra queste vengono citate: il cambio dei turni, spostando la lavorazione la mattina presto e nelle ore pre-serali, e l’aumento delle pause. Inoltre è fondamentale che siano messe a disposizione dei lavoratori acqua e una zona d’ombra dove riposare.
Se da un lato Cgil e Uil si dicono pronte a condividere con le associazioni datoriali un protocollo d’intesa su flessibilità oraria, turnistica e misure di prevenzione, dall’altro insistono affinché il Governo nazionale intervenga con una misura «chiara e netta» per imporre la chiusura dei cantieri qualora le temperature dovessero superare i 35 gradi. Un’ipotesi che però non pare essere fra le priorità di Palazzo Chigi.
Infine tutte le sigle sindacali all’unisono rilanciano il ruolo del responsabile per la salute e la sicurezza territoriale. «La presenza di queste figure in cantiere garantirebbe un monitoraggio costante, quindi si potrebbero prevenire le situazioni di rischio. Purtroppo la contrarietà delle aziende su questo tema da anni non permette di fare alcun passo in avanti», dichiarano Mastrogiuseppe e Salvetti.
«È dovere di tutti potenziare i controlli nel settore dell’edilizia — chiosa De Luca — partendo dalla costituzione dei responsabili dei lavoratori per la sicurezza territoriale. Se questi si fossero già insediati — conclude il segretario della Filca Cisl — forse l’operaio trentino non si troverebbe in ospedale». In altre parole quella della sicurezza nei cantieri, relativamente alle alte temperature, è una partita ancora aperta sulla quale le sigle sindacali non intendono abbassare la guardia o fare sconti alle aziende.
Nel frattempo proseguono i controlli da parte degli ispettori dell’Uopsal che vogliono verificare che sul posto di lavoro vengano rispettate tutte le misure di prevenzione. L’obiettivo è quello di evitare che altri operai finiscano in ospedale per i colpi di calore.

 

Scarica il pdf: CORRIERE, IL T caldo ART 250823