13 giugno 2020 – Corriere del Trentino

Cene per 10 e via i guanti, i sindacati spiazzati

TRENTO Via i guanti per la spesa al supermercato, fino a dieci persone attorno al tavolo del ristorante, tornano i buffet (se monodose), aumenta il numero dei letti utilizzabili nei rifugi e si riducono anche le distanze nelle piscine pubbliche. L’intervento sui protocolli nella delibera firmata dall’assessore al turismo Roberto Failoni non tocca solo il via libera alle terme, come aveva anticipato ai sindacati: «Tramite il dirigente del suo dipartimento — spiega infatti Walter Alotti, segretario della Uil del Trentino — ci aveva spiegato che intendeva intervenire su questo unico punto, per motivi di urgenza, per poi portare tutto il resto al Comitato salute e sicurezza sul lavoro, com’è giusto che sia». La Cgil: «Failoni torni al Comitato con i protocolli, sulla sicurezza è necessaria la condivisione»
Il sindacalista della Uil è arrabbiato: «Della delibera firmata da Failoni l’abbiamo letto sui giornali, ma così non si fa, per rispetto di tutti quelli che sono attorno a quel tavolo, sindacati ma anche datori di lavoro, parte tecnica e sanitaria. Non è la prima volta che succede, e succede sempre con lo stesso assessore — spiega Alotti — che per quanto riguarda le sue competenze vuol decidere lui in autonomia, pressato forse dalle lobby di ristoratori ed albergatori. Una modalità assurda — dice il sindacalista — perché non basta pubblicare un post su Facebook per aver assolto alla regola della condivisione e dell’approfondimento con tutti i soggetti incaricati. Facebook non è ancora assurto a rango istituzionale».
«Immaginavo facesse così, l’aveva già annunciato», spiega il segretario della Cisl Michele Bezzi. «Ho incontrato Failoni un paio di volte sul tema della riapertura degli impianti a fune. Anche per questo punto ero convinto che venisse fatto un passaggio in Comitato salute e sicurezza, ma così non avvenne e lo stesso Failoni mi disse che si sarebbe limitato al passaggio in giunta. Io capisco la fretta — afferma Bezzi — ma è una questione di metodo, di rispetto non solo della parte sindacale ma anche di quella datoriale presente nel comitato. Failoni si degna solo di una comunicazione il giorno prima, se va bene. In quel comitato — continua il segretario Bezzi — siamo lì per aiutare, per migliorare, per facilitare la traduzione dei protocolli nell’operatività delle mansioni dei lavoratori, e tutti quanti condividiamo lo stesso obiettivo, quello della sicurezza di dipendenti e di clienti».
«Failoni prenda quei protocolli e torni al comitato per la salute e la sicurezza sul lavoro, dove verranno discussi e approfonditi», afferma duro il segretario della Cgil Andrea Grosselli. «Quel comitato è stato istituito proprio per mettere nelle condizioni le aziende di ripartire in sicurezza, cosa che le stesse aziende dovrebbero rivendicare perché i clienti chiedono questo e se non hanno certezze non tornano in albergo e al ristorante. E Failoni non dica che il problema sono i sindacati perché su trenta componenti, che comprendono anche la parte tecnica e scientifica e le rappresentanze dei datori di lavoro, i sindacati hanno soltanto quattro voti».

 

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