l’Adige – 11 novembre 2022

«La Giunta discrimina i cittadini»

«Anziché investire nell’accoglienza, la Provincia alimenta divisioni». Il giudizio tranciante arriva da sindacati e Acli. I segretari di Cgil, Cisl e Uil del Trentino, Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Alotti, e il presidente Acli Luca Oliver intervengono contro la discriminazione della giunta in merito al sostegno alle famiglie legato al vincolo di residenza in Italia.
«Non c’è altro che volontà di discriminare tra cittadini di serie A e cittadini di serie B nella scelta di bocciare il disegno di legge che chiedeva di abolire il vincolo di dieci anni di residenza in Italia per accedere all’assegno unico provinciale. La stessa volontà che spinge l’esecutivo ad opporsi alla decisione del giudice sul bonus bebè. Il Tribunale ha chiarito che escludere da quella misura i bambini nati in Trentino da genitori stranieri è discriminatorio evidenziano La giunta insiste e presenta appello. Così come aveva già fatto con l’accesso all’alloggio popolare. Salvo poi vedersi smentita dal giudice e condannata dalla Corte dei conti. Eppure in questo modo non si fa l’interesse dei trentini, ma esattamente l’opposto».
Secondo Acli e sindacati l’atteggiamento della Provincia si dimostra miope «perché queste scelte non fanno gli interessi della nostra comunità».
«Siamo una società che invecchia proseguono i tre segretari provinciali e il presidente Oliver in una nota congiunta con sempre meno bambini e sempre maggiore bisogno di assistenza per i nostri anziani; le nostre imprese faticano a trovare lavoratrici e lavoratori e in futuro, per il calo demografico, faticheranno ancora di più. In questo quadro invece che investire in accoglienza e integrazione, in misure che facilitino l’inserimento nella nostra comunità anche dei
cittadini stranieri, si continua ad alimentare divisioni di cui pagheremo il conto tutti. E agitando lo spauracchio degli stranieri si distoglie l’attenzione dai veri problemi, dalle emergenze in cui vivono molte famiglie. Emergenze di fronte alla quale la giunta resta immobile».
Parla di «discriminazione a corrente alternata» il consigliere provinciale Alessandro Olivi. Il riferimento è sempre alla decisione della Giunta di respingere la proposta (avanzata dallo stesso Olivi) di eliminare il vincolo della residenza decennale per gli incentivi alle famiglie dei nuovi nati nonché di uniformare al requisito universalistico dei due anni di residenza tutte le misure sociali a sostegno delle famiglie con figli. «Siamo l’unica Provincia in Italia spiega Olivi a mantenere nella legislazione una norma così oscurantista ed incivile, più rigida ed escludente dei requisiti previsti a livello nazionale dall’Assegno universale ispirato proprio dall’esperienza trentina dell’Assegno unico Provinciale e approvato in Parlamento anche dalle forze politiche omogenee all’attuale maggioranza. I bambini evidentemente non sono tutti uguali come non lo sono i loro genitori se è vero che la Giunta ha in questi giorni presentato nella legge di bilancio il nuovo bonus di 5.000 euro per la nascita del terzo figlio prevedendo il requisito di soli 2 anni di residenza. Evidentemente vengono considerate più “trentine” le famiglie che hanno già due figli rispetto a una giovane coppia che dà avvio a un nuovo progetto di famiglia. Una discriminazione nella discriminazione». Secondo Olivi «a colpi di bonus non si promuove l’incremento demografico che ha bisogno invece di più conciliazione lavoro-famiglia, più lavoro femminile, più servizi per la prima infanzia».

 

Scarica il pdf: ADIGE assegno ART 111122