Tutto, ma non lezioni e appelli dall’Associazione Impiantisti Trentini

COM STAMPA 14 AGOSTO 2017

E’ di questi giorni l’intervento pubblico dell’Anef trentina in merito alle ipotesi di investimenti diversi che riguardassero, a Passo Rolle, iniziative in qualche modo alternative sia sul piano ambientale che culturale a quanto, con poco successo, attuato nella stessa area negli ultimi vent’anni.
Tanto più “sfacciato” e “provocatorio” pare allo scrivente il comunicato, a valle (concedete il termine geografico) di quanto appena accaduto a Folgarida, con l’intervento importante – e che tante polemiche e giudizi diversi ha provocato – della Pat, a mezzo Trentino Sviluppo.
Stupefacente, in quanto affermato dai massimi vertici di una categoria imprenditoriale che tanto, troppo ha ottenuto in Trentino investendo ben pochi denari propri,  ma contando piuttosto sull’incessante  intervento pubblico, in funzione di uno sviluppo turistico che effettivamente c’è’ stato, spesso lasciando ai privati i pochi  profitti, quando realizzati ed ai contribuenti, ai cittadini che pagano le imposte, le perdite prodotte da impianti non sufficientemente competitivi e gli investimenti per l’innovazione tecnologica delle infrastrutture stesse e per attutire il forte impatto ambientale. Imprenditori per la maggior parte addomesticati quindi, con le dovute eccezioni, che confermano la regola!
Eccezioni proprio come il Patron del “La Sportiva”,  disponibile ad investire anche  in prima persona nella zona del Rolle, in crisi da tempo, con un progetto nuovo, innovativo che nn prevede ne’ la “rianimazione” , né par di capire, la sostituzione degli impianti obsoleti ancora in esercizio sotto il Cimon  della Pala, là dove le Dolomiti lasciano il passo alle scure rocce del Lagorai.
E’ di questi imprenditori che ha bisogno il Trentino. Purtroppo sono pochi i Dellantonio, più spesso essi vengono da fuori provincia, incentivati sì magari, ma comunque abituati a quel minimo rischio d’impresa che quelli trentini evitano di affrontare, sempre più abituati a farsi coprire o surrogare da “mamma provincia”, proprio come in Val di Sole nella vicenda Folgarida. Ed ad attaccare anche quegli investitori o pochi imprenditori trentini, come Dellantonio, che interpretano correttamente il loro ruolo, lo spirito d’impresa e l’appartenenza al proprio territorio.

Walter Alotti
Segretario Uil del Trentino