07 novembre 2018 – Corriere del Trentino

PATTO SU SVILUPPO E AMBIENTE IPOTESI DA APPROFONDIRE

Il lavoro eccezionale e meritorio dei volontari, dei lavoratori e delle lavoratrici impegnati nell’opera di soccorso e ripristino del territorio trentino, sferzato dagli agenti atmosferici e sconvolto come neanche dopo gli eventi bellici di cent’anni fa che stiamo commemorando in questi giorni, non sarà comunque sufficiente a riportare l’ambiente montano allo stato precedente alla terribile perturbazione dei giorni scorsi. Al proprio congresso del maggio scorso la Uil ha posto in Trentino innanzitutto la questione del rapporto fra lo sviluppo e l’ambiente, con particolare attenzione alla salvaguardia di questa importantissima risorsa: il patrimonio ambientale. Una risorsa, anzi «LA» risorsa principale rispetto alla qualità della nostra vita, ma anche rispetto ad alcune tra le attività più remunerative economicamente e politicamente del territorio: agricoltura, energia e turismo prima di tutto. Non siamo delle Cassandre. La Uil del Trentino ha da sempre posto la questione della promozione del nostro ambiente, in funzione di politiche sostenibili ed ecocompatibili, come valore aggiunto per tutti i trentini, non solo qualche portatore di interessi particolari, privato o pubblico che sia. Da qui le richieste dell’introduzione della tassa di scopo del turismo, di una maggiore oculatezza negli investimenti pubblici in infrastrutture funiviarie, impianti sciistici e, infine, di un’altra proposta: l’attivazione di un grande piano di risanamento e manutenzione dell’ingente sistema di acquedotti. Un sistema che perde circa il 30% dell’acqua potabile che distribuisce e che ora è stato anche colpito dal cataclisma meteo che ha accompagnato questo terribile autunno 2018. All’indomani dei danni e della catastrofe ambientale provocata dall’ondata di maltempo, l’attivazione di un così grande piano deve, accanto alla necessità, all’opportunità di proseguire nell’ottimo lavoro di manutenzione e attenzione al territorio, programmare con attenzione un ampliamento di interventi con un piano ultra decennale di ripristino del patrimonio forestale (ivi compresa la sistemazione della rete di strade forestali) e, infine, avviare il processo di rinnovazione e reimpianto degli alberi sradicati e abbattuti, ricostituendo una filiera del legno, efficiente, sana e in grado di integrarsi ma anche di competere meglio con tutti gli altri territori e i soggetti interessati. La Uil propone quindi un accordo quadro provinciale su «Sviluppo e Ambiente»: un patto che si dovrà poi sostanziare in specifici accordi settoriali e territoriali locali, anche sull’impiego delle maestranze e sulle condizioni contrattuali dei comparti coinvolti, con un occhio particolare alla sicurezza sul lavoro, a grave rischio in un ambiente così pericoloso per quei lavoratori e lavoratrici che se ne occuperanno.
Walter Alotti, segretario generale Uil del Trentino
Caro segretario Alotti,
Trovo interessante, così come è stata declinata, la proposta della Uil di un accordo provinciale sui temi inerenti sviluppo e ambiente. L’unica preoccupazione, semmai, è che questa volontà di porsi il problema della tutela ambientale — che non vuol dire ingabbiare il territorio all’interno di astrusi regolamenti ma accompagnarlo con una puntuale azione di prevenzione — rimanga vittima della burocrazia. Ciò che ci ha insegnato l’ondata di maltempo è che la natura agisce senza preavviso e quando arriva può essere devastante. Abbiamo due strade: la prima, lasciarci sopraffare dagli eventi con esiti inevitabilmente drammatici; la seconda, cerca di preparare al meglio il territorio in modo da contenere il più possibile i danni. Questa seconda opzione è ormai consolidata in Trentino ma non deve renderci superiori a ogni cosa. La tempesta di una settimana fa, nonostante il grande sforzo della protezione civile e tutte le opere di consolidamento attuate negli anni, ha provocato due vittime. Bisogna allora partire da qui, alzando ancora di più l’asticella di una prevenzione che rimane sicuramente il fiore all’occhiello del Trentino ma va ulteriormente potenziata. L’accordo proposto dalla Uil potrebbe allora essere una buona base di partenza. Vale la pena approfondirla.

Luca Malossini

Scarica il pdf: ambiente ART 071118