Sanità. Manca una strategia istituzionale volta ad implementare e trattenere il personale in servizio

COMUNICATO STAMPA

Trento 10 novembre 2023

Giuseppe Varagone UIL Fpl sanità e Cesare Hoffer Nursing up, sono preoccupati per ciò che sta avvenendo nella nostra realtà sanitaria trentina, vista la totale assenza di una strategia istituzionale volta ad implementare e trattenere il personale in servizio. Le dimissioni volontarie in Apss tra Personale Sanitario ed OSS sono notevolmente aumentate, rischiando così di mettere in ulteriore crisi i servizi e le Unità Operative. La motivazione principale è la difficolta a conciliare la vita privata con quella lavorativa (continui richiami in servizio, negazioni di aspettative o di permessi a vario titolo) e l’assenza di una vera politica incentivante che riconosca disagi e responsabilità. Occorre incentivare di più il Personale in forza all’ Apss, come sta avvenendo in altre Regioni di confine, alcune a statuto speciale. Basti pensare che in Val d’Aosta tramite una delibera Regionale hanno remunerato i sanitari con un riconoscimento aggiuntivo mensile da 350,00 fino a 800 euro e i Medici con 800,00 euro al mese, inoltre la Provincia Autonoma di Bolzano ha annunciato aumenti pari a 600,00 euro mensili al personale Sanitario ed OSS e per ultimo anche Venezia premia i Sanitari tramite una tantum di 1000,00 per il disagio. Analogo problema si sta verificando tra il Personale Amministrativo, in numero sempre minore e con carichi di lavoro sempre più elevati. Chiediamo alla nuova Giunta provinciale, una volta insediata, di destinare celermente al tavolo Apran i fondi già previsti dagli accordi sottoscritti e di reperire al più presto ulteriori fondi straordinari, da distribuire tramite un accordo in Apran finalizzato a rendere questa Provincia attrattiva, altrimenti nei prossimi mesi sarà una catastrofe annunciata, vista l’impossibilità di garantire un adeguato turn over al personale sanitario ed assistenziale che cesserà a vario titolo dal servizio. Nei prossimi 10 anni 1300 infermieri andranno in pensione, cosa pensa di fare la nostra politica a riguardo?
Un altro tema che Giuseppe Varagone e Cesare Hoffer vogliono attenzionare è la grave carenza di personale. Se negli Ospedali di Trento e Rovereto la situazione è preoccupante, negli ospedali di valle non va certo meglio, basti pensare che nei servizi di Patologia Clinica e di Radiologia il numero dei Tecnici Sanitarti si sono ridimensionati facendo fatica a coprire i turni e le pronte disponibilità, inoltre la situazione dei reparti non è certo rosea, dove mancano costantemente infermieri, ostetriche ed OSS.
La carenza di personale è presente anche nei servizi territoriali trentini. Basti pensare che aumentano le richieste di prestazione, visto l’aumento di età della popolazione e della complessità assistenziale, e diminuiscono le presenze di personale. Questa inadeguatezza nel gestire questo importante servizio è ormai dimostrabile su tutti i fronti. Negli ultimi mesi 12 Infermieri nel Distretto di Vallagarina hanno cessato il proprio servizio o hanno fatto la scelta di licenziarsi e a tutt’oggi non sono stati sostituiti ed anche nelle cure primarie della Val di Fassa la situazione è critica; quindi va da sé che i carichi di lavoro per chi è ancora in servizio sono aumentati in modo esponenziale. Questo per i lavoratori sta comportando ore di straordinario in eccedenza e la difficoltà di poter usufruire delle ferie. Ricordo che alcuni professionisti hanno ferie residue del 2022 e tutte quelle del 2023. La pronta disponibilità che dovrebbe essere usata solo nei casi eccezionali e/o emergenziali in modo sporadico, è diventata a tutti gli effetti orario di lavoro istituzionale visto l’aumentare del carico lavorativo. Inoltre ci viene segnalato che da anni non viene distribuito il vestiario necessario per poter svolgere il lavoro in sicurezza, come: le scarpe antinfortunistiche, vestiario idoneo e gli zaini appositi per una maggiore distribuzione dei carichi, mancano inoltre adeguati spogliatoi.
Molti mezzi aziendali sono in disuso per rotture varie e non sono stati né sostituiti né riparati, costringendo il dipendente ad utilizzare spesso il mezzo personale. Scandaloso è il fatto che i Professionisti debbano farsi carico della gestione dei mezzi come il cambio gomme e la manutenzione ordinaria al di fuori del proprio orario di lavoro programmato.
La settimana scorsa, continuano i due Segretari, siamo stati convocati dall’Apss per una riunione finalizzata all’apertura di un nuovo Reparto di cure intermedie presso l’ospedale di Tione, per un totale di 17 nuovi posti letto. A tal proposito ci hanno illustrato che serviranno un Dirigente Medico, un Coordinatore , 10 Infermieri , 10 OSS e un Fisioterapista e fin qui nessun dissenso in merito , durante il corso della riunione ci informano che il personale attualmente a disposizione non è sufficiente, quindi l’apertura sarà ridotta a 8 posti letto , la gestione sarà presidiata da un Dirigente medico su base volontarie di due ore al giorno, i 6 infermieri e 6 OSS, reclutati dai vari servizi e/o Unità Operative sguarnendone la presenza . Come OO.SS. abbiamo ribadito la nostra posizione, proponendo di assumere subito il personale mancante dalle graduatorie e/o attingendo dalle richieste di mobilità interne, che dovrà essere debitamente affiancato ed inserito nella nuova realtà. Ad oggi nessuna risposta certa, a fronte di una graduatoria di assunzioni in ruolo per infermieri attiva e che procede con estrema lentezza, ci sono altri 200 infermieri in lista d’attesa, cosa stiamo aspettando ad assumerli?
Il momento è ulteriormente critico, la legge di bilancio nazionale sta introducendo penalizzazioni pensionistiche e modifiche in peius sull’opzione donna, colpendo duramente delle categorie di lavoratori e lavoratrici già stremate, è questo il riconoscimento che vogliono riservare ai cosiddetti eroi della pandemia? Questi provvedimenti devono essere immediatamente stralciati dalla legge, altrimenti peggioreranno ulteriormente un clima lavorativo già compromesso, incentivando la fuga verso altre realtà, al nostro personale assistenziale deve essere riconosciuta invece la mansione usurante!
Concludono Giuseppe Varagone e Cesare Hoffer, se non avremo risposte in tempi celeri in merito alle nostre richieste, valuteremo quali azioni intraprendere, che saranno volte a tutelare la sicurezza lavorativa dei nostri associati, i loro diritti e la qualità delle cure nei confronti del cittadino.

Segretario Generale della Uil FPL sanità del Trentino
Giuseppe Varagone

Coordinatore provinciale Nursing up Trento
Cesare Hoffer

 

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