13 gennaio 2022 – l’Adige

Sull’obbligo pareri discordanti

I sindacati confederali, Cgil, Cisl e Uil del Trentino, per bocca dei loro segretari generali, nei giorni scorsi non si erano tirati indietro.
«Serve l’obbligo vaccinale generalizzato» avevano scandito. Le associazioni di categoria sono più caute, ma tutte convinte che i vaccini siano il più efficace, se non l’unico, strumento per tenere in piedi l’economia in un momento in cui i contagi galoppano e anche le forme severe della malattia, che colpiscono nella stragrande maggioranza dei casi persone non vaccinate. E la gradualità scelta dal governo Draghi è generalmente ritenuta la strada giusta. «L’obbligo vaccinale per tutti – è la considerazione del presidente della Camera di Commercio di Trento Giovanni Bort – è un’opzione ragionevole, che non va esclusa. I vaccini sono la via d’uscita migliore dall’attuale situazione. Ci si può arrivare per gradi, come sta facendo il governo. Ma bisogna mantenere alta l’attenzione, anche sul resto: con quarantene corrette, uso delle mascherine.
La speranza è che con la primavera la curva dei contagi possa deflettere». Tra le categorie ancora alle prese con alti e bassi ci sono gli albergatori e gli operatori turistici. Gianni Battaiola è presidente di Trentino Marketing e di Asat, l’associazione albergatori del Trentino: «Non sono medico e chiedo solo norme ponderate e definite per tempo ai decisori. Per il nostro settore il fatto che il vaccino non basti ma serva anche il tampone per i turisti che arrivano dall’estero è un grosso limite. Per gennaio le prenotazioni sono in grossa difficoltà. Ci affidiamo alla scienza. Ma è necessario un coordinamento europeo. Regole diverse penalizzano alcuni mercati rispetto ad altri».
Marco Fontanari, vicepresidente di Confcommercio Trentino e presidente dell’associazione ristoratori, sposa la linea del governo: «Va bene procedere per gradi. Ci fidiamo del governo e del Comitato tecnico-scientifico. Gennaio è per noi un mese fiacco. Il vaccino protegge da effetti gravi e un anno fa di questi tempi come ristoratori potevamo fare solo l’asporto o il pranzo».
Concorda sulla strada della gradualità scelta dall’esecutivo nazionale anche il presidente degli artigiani trentini, Marco Segata: «I numeri dei contagi e delle terapie intensive ci dicono che i vaccini sono fondamentali. Prima di imporre l’obbligo per tutti – sottolinea Segata – bisogna proseguire con l’opera di convincimento dei no-vax. Intanto si proceda con le limitazioni nella vita sociale per chi non si vaccina».
Coldiretti, per voce del suo presidente Gianluca Barbacovi, è esplicita sul fatto che la campagna vaccinale debba essere la più estesa possibile, anche se non fino all’introduzione di un obbligo.
«Non soltanto siamo a favore del vaccino, che giudichiamo l’unico strumento per uscire dall’emergenza, ma abbiamo promosso e promuoveremo tutte le campagne vaccinali necessarie per i lavoratori in agricoltura e la sicurezza delle aziende agricole per poter uscire da questa emergenza».

 

Scarica il pdf: ADIGE obbligo ART 130122