UIL Trentino: Tasse occulte, per i trentini un salasso da 67 milioni. Solo per Arisgam più della metà dell’importo. 5/2019

La Uil fa i conti dei tributi “nascosti”: ecco quali sono e quanto costano. E noi trentini ne paghiamo più dei sudtirolesi. Hanno nomi improbabili, si nascondono nelle pieghe nelle bollette e dei tributi e costano ai trentini oltre 67 milioni di euro l’anno.

Occulte perché le paghiamo senza renderci conto e si aggiungono a quelle note come Irpef, Iva, Imu, addizionali Irpef regionali e comunali, Irap, accise sui carburanti, bollo auto e chi più ne ha più ne metta. Le ‘occulte’ le troviamo puntualmente sulle bollette del gas, della Tari, sull’assicurazione oppure al momento di acquistare un’auto o uno scooter. Parliamo di imposte che sono delle vere e proprie tasse sulle tasse: Arisgam, Irba, Tefa, Ipt, imposta Rc auto”. Secondo quanto calcola Luigi Veltro della Uil Servizio politiche territoriali, per le Regioni e Province complessivamente queste tasse occulte portano ad un introito di 4,9 miliardi di euro all’anno.Il dossier analizza poi, a livello nazionale, nel dettaglio queste tasse occulte. La UIL del Trentino evidenzia quelle imposte a livello locale.

Partendo ad esempio dall’Arisgam, ossia una addizionale regionale che ci costa in Trentino ben 37 milioni di euro l’anno. Si applica sul consumo del gas metano sia per usi domestici che per usi industriali. È stata istituita nel 1990 ed è facoltà della Regione abolire tale imposta. L’entità del tributo viene stabilita dalla Provincia Autonoma di Trento.

L’imposta provinciale di trascrizione (Ipt), pur applicando la Provincia di Trento assieme solo a Bolzano ed Aosta la tariffa base, costa ai trentini 12 milioni di euro e si applica su tutte le formalità di trascrizione, iscrizione ed annotazione relative ai veicoli, richieste al Pubblico registro automobilistico (Pra) e su quelle che si basano sui titoli destinati alla pubblicità nel Pra (per esempio, l’iscrizione originaria o prima iscrizione di un veicolo nel PRA; l’iscrizione dell’ipoteca legale a favore del venditore o del sovventore del prezzo; l’iscrizione dell’ipoteca convenzionale a favore di altri creditori; i trasferimenti di proprietà del veicolo; la rinnovazione dell’ipoteca; la cancellazione parziale  di una iscrizione dell’ipoteca).

C’è poi l’imposta sulle assicurazioni contro la responsabilità civile veicoli (Rca) il cui gettito dal 1999 è devoluto alle Province. L’imposta si applica sulle polizze assicurative, nella misura del 12,50% del premio, dei veicoli a motore (esclusi i ciclomotori) dove hanno sede i Pra nei quali i veicoli sono iscritti e di macchine agricole nel cui territorio risiede l’intestatario della carta di circolazione. “Questa tassa – spiega la Uil – viene introitata dalla Provincia di Trento, che applica l’aliquota massima del 16%. Costa ai trentini 18.000.000 di euro all’anno”.

Il tributo per l’esercizio delle funzioni di tutela, protezione ed igiene dell’ambiente (Tefa) è applicato alle tariffe e/o alla tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani. È stato istituito nel 1992 ed è commisurato alla superficie degli immobili assoggettati dai Comuni alla tassa per lo smaltimento dei rifiuti (Tari) e soggetti passivi sono gli stessi sui quali grava la predetta tassa/tariffa comunale. Questo tributo assieme all’IRBA, imposta regionale benzina autotrazione, non viene imposto in Provincia di Trento.

“Sono veramente troppe le tasse che gravano sulle famiglie e le imprese e quelle locali, che in nome del federalismo fiscale dovevano sostituire in parte quelle nazionali, in realtà sono finite per essere semplicemente aggiuntive”.

Quindi la UIL, quando la nuova giunta affronterà il peso della fiscalità locale, chiederà che oltre alle agevolazioni fiscali per le aziende, si pensi anche a quelle che colpiscono le famiglie di lavoratori e pensionati, fino a prova contraria i maggiori contribuenti, anche in Trentino, dell’erario provinciale.

 

Walter Alotti

Segretario Generale

UIL del Trentino

 

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2019 maggio – LE 5 TASSE OCCULTE SUI CONSUMI DEGLI ITALIANI