Corriere del Trentino – 19 settembre 2022

Caro energia, scatta il bonus. Sconto in bolletta da 180 euro

TRENTO Una settimana fa il governatore Maurizio Fugatti, dalla val di Non, aveva fissato l’importo complessivo: 40 milioni. Ieri, dalla vicina val di Sole, il presidente della Provincia ha declinato i criteri per l’assegnazione del bonus energia alle famiglie trentine. Indicando le cifre: lo «sconto» fisso, applicato direttamente in bolletta, sarà di 180 euro. Ma nel pacchetto di misure contro il caro energia definito dall’esecutivo — ieri in trasferta «fuori porta» a Terzolas — c’è posto anche per interventi a favore delle imprese e per azioni strutturali che vanno dagli impianti fotovoltaici al biogas.
La misura più attesa, però, era quella per i cittadini. Con l’obiettivo — già annunciato una settimana fa — di «dimezzare le bollette per le famiglie». In sostanza, i 40 milioni stanziati (utilizzando una parte dei 100 milioni del «fondo di emergenza») serviranno per aiutare le famiglie a coprire i maggiori costi dell’energia a seguito degli aumenti. «Lo sconto — ha precisato ieri il governatore — sarà applicato direttamente in bolletta, con accordi tra Comunità di valle e venditori di energia elettrica». Il valore sarà di 180 euro e sarà accreditato sulla prima fattura utile del 2023. Di fatto, le famiglie dovranno pagare solo la differenza fra l’imorto della bolletta e lo sconto. «Le famiglie coinvolte — ha calcolato il governatore — sono l’80% del totale». Non tutti quindi riceveranno il bonus. Tre sono i casi di esclusione: le utenze delle seconde case, quelle con potenza installata superiore a 4,5 chilowattora e le utenze intestate a beneficiari della quota integrativa dell’Assegno unico provinciale da 400 a 650 euro in base al numero dei figli. Nessuna differenziazione per reddito: «Quando abbiamo deciso di introdurre criteri di equità alle misure precedenti del bonus energia — ha precisato l’assessore allo sviluppo economico Achille Spinelli — in moltissimi non hanno aderito e da parte sindacale si è detto a causa della burocrazia. Abbiamo quindi preferito rendere snella e rapida l’azione». Eppure dai sindacati, ieri, il giudizio sullo sconto è stato tranciante: «Un bonus a pioggia — è stata la critica dei segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Alotti — solo sulle bollette elettriche è del tutto iniquo ed inefficace per i nuclei che fanno più fatica a sostenere il peso degli aumenti. Non si possono garantire bonus a chi ha redditi alti perché così si tolgono risorse al ceto medio che oggi rischia di scivolare in povertà». E ancora: «Avevamo chiesto un confronto con la giunta per studiare insieme gli strumenti più efficaci, ma l’esecutivo ha preferito fare tutto da solo nella fretta di intestarsi un taglio alle bollette alla vigilia delle elezioni politiche». E critici rispetto a questa misura sono anche i consiglieri Ugo Rossi e Sara Ferrari.
Per quanto riguarda le imprese, il pacchetto conferma gli annunci di una settimana fa. Vale a dire, in particolare, interventi di sostegno alla liquidità con l’attivazione di linee di finanziamento pluriennali con costo degli interessi cofinanziato, per i primi due anni, da Piazza Dante. Le risorse disponibili, negli anni 2022 e 2023, sono di 10 milioni: 5 quest’anno, 5 il prossimo anno. «L’importo stanziato — ha messo in chiaro l’esecutivo — permette di cofinanziare finanziamenti bancari per oltre 330 milioni». Nel mirino, in particolare, le imprese di «taglia medio-piccola» ha precisato Spinelli. Infine, gli interventi strutturali, per i quali sono state rese disponibili «da subito» risorse per 57 milioni. Nella manovra approvata ieri dalla giunta si dividono interventi per famiglie, imprese ed enti pubblici. Nel primo caso, il riferimento è all’azione già attivata dai Bim per abbattere gli oneri per l’installazione di impianti fotovoltaici in aggiunta alle agevolazioni fiscali. Per le imprese, quindi, si prevedono 23 milioni di fondi Fesr (Fondo europeo di sviluppo regionale) per il bando relativo a impianti fotovoltaici e i sistemi di accumulo delle aziende e 13 milioni sempre di fondi Fesr per l’efficientamento energetico delle imprese. Ancora, si prevede il finanziamento di investimenti per la decarbonizzazione dei processi industriali e l’invito agli operatori a partecipare ai bandi del Pnrr per impianti agrivolaici e per le comunità energetiche. Infine, si punta all’efficientamento energetico degli edifici pubblici (per il quale è prospettato un totale di 16 milioni sui fondi Fesr) e si prevedono 5 milioni per gli interventi sugli impianti dei Comuni.

 

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