16 ottobre 2021 – l’Adige

Patto del rilancio: sì dei sindacati. All’indomani dell’invito degli Industriali, la risposta di Cgil, Cisl e Uil

«Noi ci siamo». I sindacati rispondono presente all’invito lanciato dal presidente di Confindustria Fausto Manzana, riguardo alla necessità di puntare su un patto condiviso per far ripartire il Trentino. Dopo la crisi legata al Covid, certo, ma anche -hanno sottolineato gli industriali nel corso dell’assemblea di Riva del Garda, giovedì -dopo vent’anni di crescita meno significativa rispetto ad altre aree d’Italia.
«Se gli ingredienti alla base del patto per fare ripartire il Trentino sono coesione sociale e crescita i sindacati ci sono. Anzi, si tratta di un’opportunità che noi sollecitiamo ormai da un anno», hanno spiegato in una nota i vertici trentini di Cgil, Cisl e Uil.
«Siamo convinti che da questa crisi non si esca da soli così come non abbiamo dubbi sul fatto che le grandi sfide che attendono anche la nostra comunità, dal calo demografico alla transizione ecologica, dal rilancio della produttività alla rivoluzione tecnologica, non si possano affrontare senza una visione ampia che deve tenere insieme lavoro ed economia, crescita sostenibile e coesione sociale», hanno premesso i segretari delle sigle sindacali Walter Alotti (Uil), Michele Bezzi (Cisl) e Andrea Grosselli (Cgil).
«Se anche gli industriali prendono atto di questa necessità, non possiamo che ribadire la disponibilità a fare la nostra parte responsabilmente».
I sindacati unitari tendono dunque la mano a Palazzo Stella e lo fanno riaffermando ancora una volta l’opportunità di definire un progetto condiviso e lungimirante per il Trentino del futuro.
Le tre confederazioni, però, rimarcano come il progetto non possa avere gambe solide finché non verranno messe in atto le riforme di cui il territorio ha bisogno: «A Trento come a Roma servono le riforme. Ma, mentre il Governo accelera su questo fronte, a livello provinciale la Giunta sembra preferire una politica dal respiro corto», attaccano nella nota i tre segretari: «Il tempo però stringe. Siamo ormai a metà della legislatura e servono azioni precise per sostenere la crescita, la sostenibilità e la coesione sociale. All’orizzonte vediamo ben poco».
A preoccupare i sindacati è l’incertezza che avvolge la definizione delle priorità legate al Piano di rilancio e resilienza nazionale: «C’è una legge nazionale che dice che quelle priorità devono essere condivise con le parti sociali. L’Autonomia non muove un passo in questa direzione. Allora crediamo che possano avere ben poca incisività patti condivisi che non vedono anche il coinvolgimento delle istituzioni. Auspichiamo che la Giunta colga le sollecitazioni che arrivano dal mondo economico e sindacale e che si possa cominciare a aprire un confronto fattivo. Abbiamo di fronte un’occasione irripetibile, non prenderne atto equivale ad ipotecare il futuro della nostra comunità».

 

 

Scarica il pdf: ADIGE Patto del rilancio ART 161021 (1)