l’Adige – 22 agosto 2023

«Scuola, servono 1.500 supplenti». Motter (Uil): «A settembre si liberano 1.249 spezzoni. Stabilizzare i precari»

Manca poco meno di un mese alla riapertura delle scuole. Per molti docenti, quelli precari, sono giorni di attesa. Il reclutamento inizierà fra un paio di settimane. Per il prossimo anno scolastico la Provincia dovrà chiamare 1.500 supplenti fra cattedre a tempo parziale (1.249) e cattedre a tempo pieno (circa 250). Il dato è frutto di un’elaborazione della Uil Scuola del Trentino, che si è basata sui numeri messi a disposizione da Piazza Dante. «Bisogna fare un concorso di stabilizzazione per tutte le classi di insegnamento», dice la sindacalista Monica Motter.
«Spezzoni» per ogni ordine e grado
La maggior parte delle supplenze deriva dai cosiddetti «spezzoni», cioè gli incarichi annuali a tempo parziale. «Il primo agosto — spiega Motter, componente della segreteria regionale della Uil Scuola — la Provincia ha comunicato il quadro delle disponibilità fra cattedre a tempo pieno e spezzoni vacanti. Tolte le cattedre piene, le assegnazioni di sede per utilizzazioni e le assegnazioni provvisorie, restano 1.249 spezzoni».
Andiamo a vedere la ripartizione degli spezzoni. «Nella scuola primaria (elementare) risultano 346 posti, di cui 56 di sostegno — prosegue la sindacalista — Nella scuola secondaria di primo grado (media) 461 posti, di cui 37 di sostegno. Infine, nella scuola secondaria di secondo grado (superiore) 442 posti, di cui 15 di sostegno». Come detto, parliamo delle cattedre a tempo parziale: da incarichi di una sola ora a quelli di 23 ore. Per questi sarà attivata la chiamata unica agli inizi di settembre.
Il nodo concorsi
Invece, come riportato su il T di domenica, le cattedre piene disponibili sono 518, ma «riusciremo a coprirne solo la metà perché i concorsi non hanno dato gli esiti sperati», ha riferito Francesca Mussino, dirigente del Servizio per il reclutamento e la gestione del personale del Dipartimento istruzione della Provincia. Quindi resteranno vacanti circa 250 incarichi annuali a tempo pieno.
«La Provincia — spiega Motter — aveva bandito quattro concorsi straordinari per i docenti con almeno tre anni di servizio: uno per italiano e latino, uno per lettere alle medie, uno per arte e immagine alle medie e un altro per scienze e tecnologie informatiche alle superiori. Le prove sono state svolte tra il 23 e il 29 maggio». I test, in effetti, non sono andati benissimo. L’esame consisteva in una prova scritta con cinque quesiti a risposta aperta, più uno di inglese. «La prova per italiano e latino è stata superata da 6 candidati su 17, quella di lettere da 11 su 46, quella di arte e immagine da 13 su 36 e quella di scienze da 3 su 7», riferisce la sindacalista della Uil. In sostanza su 106 candidati solo in 33 hanno superato il concorso. «Va fatta una verifica su come è stato impostato il concorso — osserva Motter — Il concorso era adeguato all’obiettivo che si voleva raggiungere, cioè quello di stabilizzare i docenti che già lavoravano? Magari è stato un problema di tempi o di quesiti troppo nozionistici». Ma per la sindacalista non è questo il punto. «Non possiamo imputare le cattedre scoperte solo ai risultati del concorso — conclude — Da tempo chiediamo un concorso di stabilizzazione per tutte le classi di insegnamento. La Provincia, invece, continua ad arroccarsi sulle proprie posizioni. C’è la necessità di ripensare il sistema di reclutamento, anche per rendere più appetibile la professione, un tema caro all’assessore».

 

Scarica il pdf: IL T scuola ART 220823